A Colle di Val d’Elsa un centro di produzione audiovisiva per il territorio

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Colle di Val d'Elsa come centro di produzione audiovisiva per un circuito di web tv dell'intero territorio colligiano: questo è solo l'ultimo dei tanti progetti che Kiné ha sviluppato in Toscana e non solo. La Cooperativa di comunicazione integrata e produzione audiovisiva, che Claudio Giapponesi, Francesco Corsi e Andrea Corsi hanno fondato nel 2008 a Colle, dal 2009 ha esteso i suoi confini anche oltre regione con l'apertura della filiale di Bologna.
Se negli anni attività e prospettive si sono ampliate, il punto di ripresa è rimasto ben saldo: un occhio puntato su territorio e società per raccontare il passato, documentare il presente e tratteggiare qualche linea futura.

L'occhio sulla città
Il primo passo è stato "L'occhio sulla città" nato dalla collaborazione fra la Cooperativa e il Comune di Colle di Val d'Elsa per creare un archivio audiovisivo del territorio con video-interviste, filmati amatoriali e produzioni documentarie, come spiega il presidente, Francesco Corsi: «Dal 2008 a oggi abbiamo integrato competenze, esperienze e contatti sul territorio, passando dai soli servizi di documentazione a nuovi settori in linea con i velocissimi cambiamenti tecnologici e culturali planetari: social network e web community sono vere e proprie comunità digitali che richiedono una comunicazione quanto più possibile integrata».


(Foto di A. Fantauzzo)

Comunicare per integrare
Comunicazione integrata oggi è la parola d'ordine della Kiné che nel colligiano ha aperto la frontiera digitale; nuovi media e valorizzazione del territorio locale sono infatti al centro di "Colle Tv" (www.comune.collevaldelsa.it/tv e pagina Facebook del Comune) il canale di web tv per avvicinare l'amministrazione ai cittadini: sulla piattaforma i tre comuni di Colle di Val d'Elsa, Poggibonsi e Radicondoli offrono informazioni istituzionali e di interesse pubblico con dirette dal consiglio comunale, spot, videolettere su problemi o iniziative specifiche.
Tante le novità, ma un punto rimane fermo: «Quali che siano la comunicazione e le sue forme - spiega Francesco - l'asse portante del nostro lavoro sono le persone, le storie, i volti: negli anni abbiamo raccontato luoghi e culture, collaborando con le tante realtà del contesto e favorendo l'incontro e lo scambio di esperienze».

Un ponte fra generazioni
Far muovere le idee per unire le persone: questo il senso della Cooperativa Kiné, tutto concentrato nel nome dell'impresa che rimanda a cinetica, energia e movimento: «L'informazione come bene comune, - continua Francesco - utile, condivisa e partecipata: perseguiamo questo obiettivo perché la comunicazione sia davvero un ponte fra le persone e le generazioni».
Proprio le generazioni e il movimento operaio degli anni '60 e '70 sono al centro del progetto "L'utopia della base": a partire dall'omonimo libro, i tre soci hanno raccolto il materiale disponibile sul territorio colligiano, setacciando archivi e case private: pubblicazioni, lettere ma anche video e film di famiglia, realizzati dai protagonisti di quegli anni. Il tutto è stato digitalizzato ed è disponibile su un sito dedicato (www.utopiadellabase.it), come racconta Francesco: «Nel raccogliere i documenti, quasi porta a porta, siamo entrati nella storia delle persone, delle loro lotte e delle occupazioni di fabbrica in anni lontani che sembrano di nuovo attuali. Recuperare questo patrimonio è un'opera rivoluzionaria perché richiede un lavoro sperimentale e sul campo che da semplici frammenti ricostruisce il senso della storia. Oggi che i materiali sono digitali e in rete, quella storia è memoria, disponibile per sempre e per tutti».
Per una sana etica della comunicazione, dove la tecnologia va a braccetto con l'uomo.