Il conduttore toscano è il direttore artistico di questa edizione speciale

Scritto da Bruno Santini |    Novembre 2017    |    Pag. 6, 7

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

carlo conti

Carlo Conti e Cino Tortorella - Foto @LASTAMPA.IT

Sessant’anni di canzoni

«Quando durante la conferenza stampa dell’ultimo “Festival di Sanremo” dissi che nel 2018 non avrei condotto la manifestazione, ma che mi sarei dedicato, in qualità di direttore artistico, allo Zecchino d’oro , più di un giornalista - ci confida Carlo Conti - pensò ad una battuta umoristica. Ad uno scherzo!… e invece». E invece l’edizione numero 60 dello Zecchino d’oro porta proprio la firma di Carlo Conti che con orgoglio e entusiasmo si è buttato nel progetto e ci parla di quello che, nel 1959, nacque come una sorta di “Festival di Sanremo” per bambini.

«Io l’ho sempre seguito: si può dire che ci sono cresciuto con lo Zecchino d’oro in bianco e nero... e non puoi immaginare il piacere quando, negli anni, ho avuto modo di conoscere e di condividere lo studio televisivo con quelle che sono state le colonne della manifestazione, come Cino Tortorella/Mago Zurlì(che ne fu l’ideatore) e Mariele Ventre (direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano). Più di una volta, all’interno de I migliori anni,sono andato a ricercare alcuni dei partecipanti storici».

«Non puoi capire - confessa sempre Conti - l’emozione di duettare con Topo Gigio come avvenne nell’ambito di una trasmissione di qualche anno fa, dedicata alla “Festa della mamma”. Non stavo con un pupazzo, ma con uno dei miei idoli di sempre».

Quattro gli appuntamenti domenicali su Rai1, dal 19 novembre al 10 dicembre, in Eurovisione e Mondovisione, a dimostrazione della fama senza confini riservata alla manifestazione. Ma per venerdì 8 dicembre (in prima serata, sempre su Rai1) è previsto un vero e proprio gala per celebrare queste 60 edizioni di successi, e per l’occasione Conti decide di scendere in campo e d’indossare anche i panni del conduttore. «Sarà una festa bellissima e anche l’occasione per proclamare la canzonissima di sempre dello Zecchino d’oro, con tanti ospiti a sorpresa e un ruolo particolare anche per Cristina D’Avena, che fu proprio una delle partecipanti della manifestazione (Il valzer del moscerino , 1968) prima di diventare la regina delle sigle dei cartoni animati in tv».


Inutile quindi chiederti la tua canzone preferita in assoluto? «Assolutamente inutile… ma ti posso dire che il mio sogno sarebbe cantare Il lungo, il corto, il pacioccone  (canzone in gara nell’edizione del 1970) con Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello».


Bambini e genitori

Ma torniamo a occuparci dei piccoli protagonisti della gara canora: come vengono selezionati i bambini che partecipano allo Zecchino d’oro e in base a quale giudizio sono scelti i partecipanti? Lo chiediamo a Paolo Orangis che ogni anno (da maggio ad agosto) gira tutta l’Italia collaborando alle selezioni nazionali. «Lo Zecchino d’oro - ci risponde - non è un talent show ma un concorso di canzoni per l'infanzia. I rappresentanti dell'Antoniano, durante le tappe di selezione, ascoltano i bambini, che cantano le canzoni scelte da una giuria, mediante un concorso. Il compito di chi seleziona, quindi, è capire se il bambino può essere adatto a interpretare uno dei motivi in gara».

«Alle selezioni, completamente gratuite, può partecipare chiunque abbia dai 3 ai 10 anni - spiega ancora Orangis - e il requisito fondamentale è la voglia di divertirsi ed essere se stessi, nulla di più! Ogni anno le canzoni cambiano, di conseguenza un bambino che non è scelto non dovrà vivere la cosa come una sconfitta. Magari, l’anno dopo, con altre canzoni, troverà la giusta combinazione con la propria vocalità e personalità».

In questa edizione numero 60 della manifestazione troviamo in gara ben 2 bambini toscani: Matilde e Tommaso.

Cerchiamo ora di mettere a fuoco, sempre con Orangis, il legame che unisce le famiglie dei piccoli partecipanti allo stesso Zecchino d’oro. «Il forte legame con la manifestazione credo si possa percepire soprattutto quando ci sono dei genitori che vengono a portare i propri figli alle selezioni e a loro volta da piccoli vi hanno partecipato: è un piacere quando ci mostrano le loro foto alle selezioni (magari in bianco e nero) o l’attestato di partecipazione che custodiscono ancora gelosamente. Segno che, nonostante i tempi cambino e le generazioni si trasformino, lo Zecchino d’oro resta una bellissima magia capace di rinnovarsi ogni anno grazie anche e soprattutto a quegli ex bambini ormai cresciuti e diventati genitori, che vogliono trasmettere ai propri figli i valori e la bellezza dell’infanzia che lo Zecchino sa esaltare attraverso le proprie canzoni».


Gli intervistati 

Carlo Conti

conduttore televisivo

Paolo Orangis

collaboratore delle selezioni per lo Zecchino d’Oro


Il libro

I toscanini allo Zecchino

Agli appassionati di ogni età suggeriamo il volume di Franco Mariani I 60 Zecchino d’Oro della Toscana (Regione Toscana, Consiglio regionale) che ripercorre la storia della manifestazione, soffermandosi in modo particolare sull’apporto canoro dato dalla nostra regione. Mariani, oltre ad essere un vero esperto della rassegna, è stato chiamato per ben due volte a far parte della giuria selezionatrice delle canzoni. Dieci anni fa ha curato una mostra fotografica sullo Zecchino d’oro ospitata al Parco di Collodi e a Firenze. È possibile richiedere il volume a Firenze Promuove, tel 3288785360.

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