La Calenda, una festa che viene da lontano

Scritto da Matilde Jonas |    Ottobre 2005    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, vive a Vejano (Viterbo), in piena Tuscia. Collaboratrice di numerose riviste letterarie, di quotidiani e mensili, a cui alterna l'attività di ufficio stampa per manifestazioni artistiche, ha anche pubblicato libri di poesie e narrativa (La lunga notte dei nove sentieri, Ed. Quaderni di Hellas; Tra silenzio e parole, Nardini Editore; Venerdì, MCS). Per la collana 900 di Mondadori/De Agostini ha curato le prefazioni di autori del Novecento. Direttore responsabile fino al giugno 1995 del mensile della Newton Periodici Firenze ieri, oggi, domani, ha progettato e realizzato il mensile Firenze Toscana, per il gruppo editoriale Olimpia, di cui ha assunto anche la direzione.

31 ottobre: da un pugno d'anni ha preso piede anche qui da noi la festa di Halloween, e non c'è bambino che non ceda alla tentazione di cacciarsi in capo il cappello a punta della strega e, brandita una scopetta di saggina, di andare in giro ostentando la sua brava zucca dalla bocca larga e dalle grandi orbite vuote.
Festa importata dall'America, si crede comunemente, come la gomma da masticare e i jeans: nulla di meno vero! In realtà la Calenda è un'antichissima festa pagana del Vecchio Continente, legata al ciclo stagionale della natura: uno degli otto Sabba con i quali il mondo contadino e pastorale celebrava i principali momenti di passaggio nella ruota dell'anno solare. Si trattava della terza e ultima festa del raccolto, ovvero del capodanno pagano. La stagione in cui la natura si addormenta, la terra si fa nuda e il sole si avvia a morire per rinascere, poi, il giorno del solstizio d'inverno. Era il momento dell'anno in cui il diaframma che separa la morte dalla vita si assottigliava e rendeva possibile il contatto tra i due regni: da qui l'uso di accendere lanterne e falò per indicare la via di casa agli spiriti dei defunti che tornavano a fare visita ai vivi.

Donna di potere
Al Sabba non poteva mancare la presenza carismatica della strega. A dispetto dell'iconografia tradizionale, non era quella funesta e orrenda vecchiaccia che offre la mela avvelenata a Biancaneve, ma una donna giovane e bella, se una delle più frequenti accuse che le muovevano gli Inquisitori era quella di sedurre gli uomini e di provocare "amori disordinati". Custode della cultura popolare, la strega era la depositaria di un antico sapere tramandato da madre in figlia: una donna che, al contrario dei suoi simili, era riuscita a preservare incorrotto lo stretto rapporto con la Natura che era in lei e al di fuori di lei, nonostante i secoli di persecuzione e di indottrinamento da parte della Chiesa. La profonda conoscenza delle erbe - in particolare delle solanacee - le consentiva di curare le malattie del corpo e dello spirito della collettività, ma anche di prevenire le nascite indesiderate. I veleni salutari che sapeva usare costituirono per mille anni l'antidoto ai tremendi flagelli del medioevo. Insomma, la strega era una donna di potere all'interno di una società radicalmente misogina, sessuofobica e dominata da un integralismo religioso che identificava nella Natura la sua più profonda antagonista.
Durante il medioevo, comunque, la stregoneria non era fatto esclusivamente femminile; lo divenne ufficialmente solo nel 1484 in seguito alla Bolla di Papa Innocenzo VIII, Summis desiderantes, codificata da Kramer e Sprenger in quel famoso trattato - il Malleus Maleficarum - che nel corso di due secoli raggiunse le 35.000 copie e che divenne il manuale classico dell'Inquisizione nella caccia alle streghe. La prima strega salì sul rogo a Tolosa nel 1275, l'ultima fu arsa a Posen nel 1793: nei quasi cinque secoli che le separano, secondo un calcolo approssimato per difetto, un milione e ottocentomila roghi illuminarono tutta l'Europa.



IL 31 OTTOBRE
Appuntamenti con le streghe

A Borgo a Mozzano (Lucca), La notte delle streghe (info: Comune Borgo a Mozzano, tel. 0583 82041). Il famosissimo "Ponte del Diavolo" è teatro di uno spettacolo pirotecnico. Maschere e stregonerie animano il paese. La magica notte delle streghe, 1° di novembre a Ladispoli (Roma) nella splendida cornice del Bosco di Palo. Nella " Grotta di Mangiafuoco" viene premiata la bugia più originale inventata dai bambini.

La Festa delle Streghe , dal 27 al 31 ottobre - a partire dalle 17,17 fino a notte fonda - all'interno delle mura quattrocentesche di Corinaldo (Marche). Prevista anche l'elezione di Miss Strega.

Riolo Terme (Ravenna - tel. 0546 71044). Alle ore 15, mercato di oggetti contro la malasorte, mentre streghe e maghi leggono la mano, le carte, i tarocchi. Alle ore 20 l'accensione del Grande Fuoco segna l'inizio della notte riolese, che ripropone i riti, le maschere, i cibi rituali, i fuochi e la cultura del tempo delle streghe.