A Pisa l’anno nuovo comincia con un raggio di sole

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Marzo 2009    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Non sempre, nel mondo, il “Capodanno” si è festeggiato il primo di gennaio. Anzi, fino a due secoli e mezzo fa, regnava una certa anarchia nell’indicare l’inizio del nuovo anno. Per rimanere in ambito toscano, per esempio, se a Firenze, a Lucca (fino al XII secolo), a Siena si celebrava il 25 marzo, cioè ab incarnatione, il giorno nel quale la Madonna aveva ricevuto l’annuncio di essere incinta, ad Arezzo, a Massa-Carrara, a Lucca (dopo il XII secolo), si celebrava il 25 dicembre, ab nativitate, cioè a partire dal giorno della nascita di Cristo.

Pisa aveva un suo particolare computo: faceva iniziare l’anno dal 25 marzo come in altre località, ma lo anticipava di dodici mesi.
È stato solo nel 1749 che si è raggiunto l’accordo universale (almeno nel mondo cristiano) di iniziare l’anno il primo di gennaio, cioè ab circoncisione.

Solo i pisani, tanto per non smentire il loro spirito di contraddizione, vi si adeguarono un anno più tardi. E tuttora celebrano questa loro particolarità con una cerimonia speciale il 25 marzo.

La giornata si apre con un corteo storico che attraversa la città ed entra nella cattedrale, dove, alle dodici in punto, ha inizio la messa solenne. Ed è in quel medesimo minuto che, se il cielo è sereno, un raggio di sole penetra da una vetrata posta in alto e va a baciare una mensola del pergamo di marmo di Giovanni Pisano.

Un evento questo dal doppio significato simbolico: segna l’inizio dell’anno secondo il computo pisano e viene assimilato al miracolo della Madonna che concepì Gesù rimanendo vergine, come il raggio di sole che penetra attraverso il vetro senza che questo si rompa.
Seguono, nella stessa giornata, altre iniziative e manifestazioni di carattere laico.

Info: Apt Pisa, tel. 050929777

 


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