La città del Palio, candidata europea per il 2019

Scritto da Gianluca Paolucci |    Settembre 2014    |    Pag.

Immaginate una città d’arte in cui ogni palazzo, monumento, chiesa, possa raccontarvi la sua storia, magari sul vostro stesso telefonino. Fantascienza?  No, è quello che potrebbe succedere a Siena, solo fra qualche anno, se diverrà capitale della cultura.

È Siena, insieme ad altre cinque città italiane (Cagliari, Lecce, Ravenna, Perugia-Assisi, Matera), a essersi imposta nella pre-selezione per la candidatura a “Capitale europea della cultura” per l’edizione 2019. Le domande pervenute alla Giuria europea, un organismo composto da 13 esperti europei indipendenti, 7 indicati dalle istituzioni comunitarie e 6 dallo Stato interessato (nel nostro caso indicati dal Ministero per i beni culturali e ambientali), erano più di 20, e lo scorso novembre, dopo uno studio approfondito dei progetti pervenuti, alla fine di una full immersion di ben 5 giorni, la Giuria ha compiuto la sua scelta.

Fra i principali criteri tenuti di conto per arrivare alla pre-selezione, era quello della costruzione di un futuro basato sulla cultura. Progetti che non partissero solo dalle vestigia del passato delle proprie città (e Siena indubbiamente ne ha molte), ma che si immaginassero, nel loro percorso, una sollecitazione di creatività, di equilibri nuovi, di rinnovamento e prospettiva culturale; tutto, naturalmente, inserito in una dimensione europea.

Alla fine del percorso, il prossimo 17 ottobre, si arriverà alla scelta definitiva, che vedrà una delle 6 città selezionate, diventare, insieme a una “consorella” bulgara, Capitale europea della cultura per il 2019.

A margine di una riunione organizzata dalla locale sezione soci Coop per informare la cittadinanza sull’argomento, incontriamo il professor Pierluigi Sacco, direttore della candidatura di Siena, e coordinatore del progetto.

Partiamo dai contenuti: come riuscirete a convincere la Giuria europea ad assegnarvi la nomina?

Con un progetto culturale e artistico originale e innovativo, saldamente legato all’identità e ai bisogni della città, consapevole delle ricadute positive sulle infrastrutture della stessa e su un rilancio, anche qualitativo, dell’economia locale, che la nomina potrà portare.

Stabilirete contatti con l’altra città europea che sarà scelta?

Certo; questo ce lo chiedeva anche il bando di concorso. Abbiamo già contatti con le altre quattro città bulgare in lizza per il 2019. A seconda di chi vincerà, assumeremo modalità diverse di rapporto, perché ogni città propone progetti diversi. Fra l’altro stiamo già cooperando con altre città europee che hanno vissuto l’esperienza o che sono interessate.

In che modo pensate di coinvolgere la città, il suo tessuto sociale?

Con una serie di eventi e iniziative pubbliche, alcune peraltro già in corso, rivolte a specifiche fasce di utenti e di pubblico. Sul nostro sito c’è un appello rivolto ai cittadini perché diventino volontari, e in questo modo possano essere parte attiva nelle iniziative a sostegno della candidatura. Questo è importante, perché una settimana prima della decisione, una delegazione della giuria farà tappa a Siena per testare, anche con interviste in strada, il coinvolgimento della popolazione.

Per finire una domanda a Mauro Marrucci, presidente della sezione soci Coop di Siena, su come la sezione pensa di potersi inserire, e in che maniera, nelle iniziative per Siena Capitale: «l’incontro di stasera (3 luglio, n.d.r.) vuole essere il primo di una serie. Vogliamo contribuire a informare e coinvolgere anche i nostri soci e i cittadini che ci frequentano, per far comprendere quanto è importante questa opportunità per la nostra città e per l’intera Toscana, visto che Siena è l’unica candidatura della regione».