Come combattere i parassiti degli animali domestici

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2000    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Cani, gatti e pulci
Sono solo animali, eppure riescono a regalarci un rapporto unico. E poco importa se sono piccoli, grandi, di razza o bastardini. Loro, i nuovi inquilini delle nostre case (8 milioni secondo le statistiche), sono sempre lì ad aspettarci, magari anche dopo un rimprovero, riconoscenti di averli presi con noi. Ma se durante l'inverno i nostri piccoli amici condividono il ménage familiare senza troppi problemi, con l'arrivo della stagione calda il loro carattere può cambiare improvvisamente: diventano nervosi, irritabili e si grattano di continuo. Di chi la colpa? Il nemico principale si chiama pulce.
Piccoli insetti tondeggianti, di colore rosso-bruno, lunghi dai 2 ai 4 mm, sempre pronti a 'vampirizzare', per sopravvivere, anche i cani e i gatti più puliti. Di pulci ne esistono oltre 2000 specie, ma quella più comune si chiama 'Ctenocephalides felis' o 'pulce del gatto'. La caratteristica principale di questi insetti, oltre alla resistenza, è la prolificità. Una femmina adulta, infatti, può deporre su tappeti o fessure del pavimento fino a 1750 uova da cui, dopo due settimane, si schiudono delle larve che salgono sull'animale. In assenza di condizioni favorevoli però possono resistere anche per parecchi mesi in attesa di schiudersi. Parassiti subdoli insomma, ma facilmente riconoscibili anche ad occhio nudo. E nel caso di animali a pelo lungo e mantello scuro? Niente paura, basterà un'energica spazzolata: i piccoli granellini neri che cadono insieme al pelo sono gli escrementi delle pulci, segno inequivocabile dunque della loro presenza.
Quali sono le conseguenze che possono procurare questi ospiti indesiderati? 'Innanzitutto l'anemia - spiega Giuliano Pellegrini, medico veterinario -. Inoltre la saliva di questo parassita è un potente induttore di allergia e ci sono cani e gatti che presentano dermatiti anche gravi in presenza di una o due pulci soltanto. Va sottolineato poi che la pulce può essere veicolo di altre malattie, come la tenia cucumerina, e del germe della malattia da graffio da gatto, una patologia non frequente e ad esito benigno, difficile però da diagnosticare. In mancanza di meglio poi, la 'Ctenocephalides felis' può pungere anche l'uomo, provocando nei soggetti più sensibili una dermatite allergica'.
Le pulci, infatti, rimangono sul corpo delle bestiole solo fino a quando sono sazie e il resto del tempo lo passano a deporre uova in giro per la casa in attesa che sia nuovamente ora di pranzo.
Ecco perché un programma di prevenzione e disinfestazione deve comprendere una serie di trattamenti che riguardano gli animali e, contemporaneamente, gli ambienti in cui solitamente vivono.
'Per quanto riguarda l'ambiente - dice il dottor Pellegrini - di solito è sufficiente un'accurata pulizia di tappeti, pavimenti, cucce e brandine. La disinfestazione può essere affidata anche a ditte specializzate, ma solo in caso di infestazioni gravi. Esistono poi in commercio dei prodotti specifici. Devono però essere usati con cautela, e mai direttamente sugli animali, seguendo rigorosamente le istruzioni'. E sui nostri piccoli amici come possiamo intervenire? Il mercato offre una vasta gamma di possibilità: tra collari, shampoo, polveri, gocce, spot on (una sorta di nebulizzatore) e preparati da assumere per bocca o per iniezione c'è solo l'imbarazzo della scelta. E' utile ribadire che non esiste una regola generale e che ogni animale deve essere valutato nel suo complesso. 'Come tutti i medicamenti anche gli antiparassitari possono avere controindicazioni ed effetti collaterali anche gravi - ricorda il nostro veterinario -. Nei soggetti malati, con problemi epatici e renali, o convalescenti, e nei cuccioli vanno usati con la massima cautela e solo su indicazione del medico veterinario. Anche le intolleranze sono sempre possibili. Si va dalla semplice salivazione al vomito e, talora, specie con i prodotti di concezione più vecchia, persino all'intossicazione. Per quanto riguarda le allergie cutanee, sempre più frequenti anche tra i nostri animali, i soggetti più a rischio sono quelli a mantello bianco o già predisposti a dermatiti'. Insomma, lotta dura alle pulci, ma niente 'fai da te'!

E contro le zecche...
Sono i parassiti per eccellenza e tra maggio e ottobre possono trasmettere molte malattie sia agli animali che all'uomo. L'ambiente preferito dalle zecche è l'erba alta, ma non disdegnano nemmeno le grotte ed i boschi. Al pari delle pulci si nutrono di sangue e una volta sazie si staccano per scaricare a terra migliaia di uova. Degli animali preferiscono il collo, la base delle orecchie e il muso, e dell'uomo le gambe, ma possono attaccarsi un po' dovunque. Il loro punto debole è che non possono passare inosservate: in breve tempo diventano grosse come un fagiolo e il loro morso provoca, nel giro di poche ore, dolore e irritazione. Ecco dunque qualche consiglio anti-zecca:
- dopo una bella passeggiata nel verde ispezionare sempre il corpo dell'animale;
- usare, se possibile, un antiparassitario;
- qualora scopriate una zecca cercate di non strapparla. Abbiate invece la cura di bagnare il parassita con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool, etere o olio. Se la zecca resiste è meglio ricorrere alle cure del veterinario.