Come convivere con gli animali da compagnia anziani

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2011    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

L'intervistata Elena Baistrocchi (Foto di S. Amodio)

«Quando ho deciso di adottare Tatì, aveva già 6 anni e cercava una nuova casa perché la sua padrona era morta», ci racconta Elena Baistrocchi, biologa. «Poco tempo prima io avevo perso il mio gatto, tutti e due passavamo attraverso un lutto. Tatì era un gattone grigio tigrato, molto bello e molto schivo. Solo con il tempo ha iniziato ad accettare le mie coccole la sera, anche se ben dosate. Oggi Tatì ha 16 anni e ha i reni gravemente compromessi. È magrolino e spelacchiato, ma in tutti questi anni mi ha regalato lezioni di vita importantissime. Lui è stato ed è tutt'ora una presenza fondamentale per le mie bambine; attraverso di lui ho potuto parlare di aspetti della vita che altrimenti non avrei saputo affrontare. I bambini hanno un accesso privilegiato al mondo animale, perché sono privi di condizionamenti e preconcetti. Troppo spesso perdiamo la grande opportunità di imparare dagli anziani, a qualunque specie appartengano. Tendiamo ad isolarli e allontanarli, uomini o animali che siano».
«In un gruppo di scimmie che ho studiato, gli individui anziani coprivano un ruolo chiave nel loro gruppo sociale. Spesso erano le nonne che riportavano la pace fra i giovani. Riconoscere il valore dell'anziano e la ricchezza di una vita dietro le spalle in tutte le comunità di viventi è una grande opportunità», conclude Elena.
Gli inglesi sono soliti dire, you can't teach an old dog new tricks (non puoi insegnare ad un cane anziano nuovi trucchetti), quando si vuole sottolineare la difficoltà delle persone in là con gli anni a cimentarsi in un'operazione inconsueta, come per esempio imparare ad usare il computer.


«In questo caso - ci spiega il dottor Carlo Ciceroni, comportamentalista presso l'Igiene urbana veterinaria della Asl di Firenze - il detto popolare non affonda le sue radici nella realtà. Il cane in particolare, infatti, è programmato geneticamente per modificare rapidamente e continuamente il suo comportamento per adattarsi a nuove condizioni ambientali che possono cambiare nel tempo. Il successo della specie canina è stato determinato proprio da questa innata capacità di adattamento, che gli ha permesso di diffondersi in tutte le aree del nostro pianeta e di sopravvivere nelle condizioni più disparate. Così un vecchio cane abituato in appartamento, potrà adattarsi a vivere in campagna e viceversa. Può anche capitare, per le ragioni più disparate, che un cane adulto debba essere adottato da una nuova famiglia. Un punto fermo deve essere il padrone o un gruppo sociale a cui fare riferimento. Per un cane perdere un nucleo familiare dopo molti anni di convivenza non è facile dal punto di vista emotivo, ma se nella nuova situazione avrà a disposizione un valido riferimento sociale, umano o animale che sia, non sarà per lui impossibile adattarsi, anche abbastanza rapidamente, indipendentemente dalla sua età».

(Foto di D. Tartaglia)


La natura del gatto è molto diversa da quella del cane, ma anche in questo caso, con qualche precauzione, è possibile adottare un individuo adulto che ha già una storia alle spalle.
Dal 1987 la Regione Toscana ha istituito l'anagrafe canina che registrando, tra i vari dati, anche l'età, ha consentito di documentare la tendenza degli animali ad essere più longevi. Esattamente come per le persone, l'età media dei nostri amici a quattro zampe si sta allungando.
Una ragione in più per pensare di adottare anche gli animali adulti, la cui alternativa spesso è il canile o il gattile a vita! Una buona azione che deve essere presa in considerazione soprattutto dalle persone di una certa età. Le esigenze di un cane giovane, correre, giocare, uscire spesso, mal si accordano con le abitudini di una persona anziana. Al contrario, fra "coetanei" si tende d'istinto a condividere lo stesso stile di vita. Un animale è una compagnia preziosa per molti pensionati che altrimenti vivrebbero la solitudine come un peso insopportabile.