Sfruttati per le corse dei cani, spesso vanno incontro ad un tragico destino. Ma c'è un'associazione che si occupa di loro

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2006    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Elisa aveva già deciso la data delle sue nozze, che sarebbero avvenute un anno dopo. D'accordo con il suo futuro marito aveva deciso di allargare subito la famiglia ad un componente a quattro zampe, un cane. Dopo aver girato qualche allevamento, i due fidanzati conclusero che sarebbe stato più etico andare al canile più vicino, quello di Modena, per adottare un trovatello.
Elisa ancora adesso si emoziona quando parla di quest'incontro: «lei spiccava tra gli altri, che nella confusione generale abbaiavano e si agitavano. Il suo portamento era pieno di grazia e i suoi occhi bellissimi colmi di dolcezza». Come resistere?

Maya - questo il nome che Elisa ha scelto per lei - è un fiero levriero di razza greyhound. Correva nei cinodromi romani e siccome non faceva più tempi da record era stata semplicemente scartata. Maya (che ora ha 12 anni ed è la prima dei tre levrieri adottati da Elisa) si è presentata da subito come un cane adorabile, equilibrato e perfetto per una vita in famiglia. Ma che fine fanno tutti gli altri giovani levrieri che, come Maya, non riescono più a correre?

Spinta da una grande determinazione, un grande amore per gli animali e un fiuto da detective, Elisa, purtroppo, ha scoperto via via situazioni inimmaginabili e che molti ancora non conoscono.

Le corse dei cani sono un fenomeno tristemente diffuso nei paesi anglosassoni, dietro al quale gli interessi economici sono enormi. In Italia i primi cinodromi sono fioriti all'inizio del secolo scorso a Milano, Napoli e Roma.L'ultimo a chiudere è stato quello di Roma nel 2002. I cani, di proprietà dello Stato, venivano fatti correre fino allo stremo, dopodiché, a fine carriera, semplicemente scartati e usati come dimostrazioni viventi nei convegni e nei congressi veterinari, per mostrare dal vivo fratture e contusioni varie.
La prima grossa emergenza si è presentata proprio nel 2002 alla chiusura della "fabbrica degli infelici" di Roma come, propriamente, Elisa ha ribattezzato i cinodromi. Insieme ad un'amica romana, Chiara, si sono organizzate per trovare una sistemazione ai 370 levrieri che dovevano essere urgentemente adottati, per non finire abbattuti.
Un grande aiuto è stato dato dalle associazioni straniere, in particolare Greyhound in need, che hanno contribuito a spargere la voce per far adottare gli animali, rendendo noti tutti gli orrori possibili e immaginabili.

I levrieri solitamente utilizzati per le corse sono di razza greyhound e sono originari dell'Irlanda, dove le corse sono purtroppo ancora molto di moda, perché il giro di affari è enorme. Il greyhound destinato ai cinodromi nasce in apposite farm, le femmine sono molto prolifiche e possono dare alla luce fino ad undici cuccioli per volta. Ma di questi cuccioli solo uno, al massimo due, ha tutte le caratteristiche per diventare un campione; il resto della cucciolata, intorno ai 12-15 mesi, viene brutalmente eliminato. I sopravvissuti vengono venduti a privati o associazioni che li immettono nel circuito dei cinodromi e trattati come se fossero automobili da corsa. Gli incidenti sono molto frequenti e quando un animale "non va più bene" viene eliminato, nel migliore dei casi sottoposto ad eutanasia, ma spesso abbandonato o soppresso nel peggiore dei modi... Purtroppo molto materiale fotografico testimonia questa tragica realtà (www.adozionilevrieri.it).
Ogni anno vengono fatti nascere 30 mila greyhounds appositamente per questo scopo e già si sa che migliaia moriranno per l'unica colpa di essere timidi e non adatti alla corsa.
«Quello che ancora di più fa inorridire - racconta Elisa - è il fatto che questi animali sono creature straordinarie, a me piace chiamarli i cani di cristallo. In passato erano adorati e amati, gli interessi economici hanno rovinato tutto. Abbiamo fatto adottare centinaia di cani e non si è mai verificato alcun problema». Sono animali perfettamente adattabili alle famiglie, meravigliosi con i bambini, e contrariamente a quanto si pensa non hanno bisogno di grandi spazi ma di una casa e di tanto amore. Il terzo raduno nazionale di levrieri salvati dai circuiti dei cinodromi ne è stata la prova: oltre 300 persone con 150 cani provenienti da varie zone di Italia si sono trovati a Modena lo scorso giugno.

Elisa e Chiara hanno preziosi collaboratori, come la Lega Nazionale per la difesa del cane di Ferrara o persone comuni come Dario, Grazia, Luca di Milano ed Emilia di Torino che mettono a disposizione di questa giusta causa tutto il loro tempo libero, andando anche a prendere di persona gli animali quando è necessario. Si tende a far adottare gli animali su "ordinazione", ovvero farli passare direttamente dal paese di origine alle famiglie per evitare soste, in canili o altre strutture, che possano creare loro ulteriore sofferenza.
Quest'opera di salvataggio è lunga e faticosa ma vedere gli animali salvi e felici in una famiglia che li ama è una ricompensa meravigliosa. Per cui chi avesse l'intenzione di arricchire la propria vita, adottando un cane, potrebbe pensare ad un individuo aristocratico, ma allo stesso tempo fedele e riconoscente come sa essere il levriero, il cane di cristallo.

Greyhound Adopt Center Italy
www.adozionilevrieri.it
È possibile aiutare l'associazione anche con una piccola donazione sul c/c postale 62843487 intestato al Greyhound Adopt Center Italy

LA RAZZA
Veloce come il vento

Questi cani hanno origini molto antiche, alcuni graffiti rinvenuti nel Sahara raffigurano un levriero impegnato in una caccia all'antilope.
I ceppi originari provengono da zone molto distanti tra loro: Europa, Asia e Africa. Esistono ben 13 razze, in origine tutte destinate alla caccia, molto diverse fra loro nell'aspetto e nelle dimensioni (38 cm per il piccolo levriero italiano contro gli 82 del Barzoi) ma con una struttura comune che li rende animali velocissimi: collo lungo, torace profondo e disceso, costole appiattite, ventre retratto, ossa leggere, pelle sottile e muscoli lunghi. La razza greyhound è la più veloce in assoluto e può raggiungere la velocità di 70 chilometri all'ora.