Un cane abruzzese selezionato per proteggere il gregge ma non aggressivo con le persone

Scritto da Rossana De Caro |    Ottobre 2012    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Gli attacchi dei lupi alle greggi sono in forte crescita in Toscana (i lupi secondo le stime della Regione sono oltre 250), mettendo in crisi la pastorizia, in particolare in alcune zone. Il Mugello, l'Amiata, la Maremma e l'aretino, sono queste le aree più colpite dai predatori.

Per ovviare a questo problema, tra il 2010 e il 2011, è stato sviluppato un progetto dalla Provincia di Firenze in collaborazione con l'Associazione regionale allevatori Toscana (Arat) sotto la direzione del tecnico faunistico ed "esperto" di lupi, Duccio Berzi. Nell'ambito del progetto è stata svolta una campagna informativa sul territorio, finalizzata a far conoscere le tecniche di prevenzione, e sono stati realizzati una serie di interventi, fra cui la messa in opera di recinzioni elettrificate e la fornitura di dissuasori elettronici.

Ma soprattutto sono stati dati in adozione, ai pastori che ne hanno fatto richiesta, dei cani da gregge, di provenienza abruzzese. Si tratta nello specifico di animali appositamente selezionati per le caratteristiche attitudinali da un'associazione di allevatori del Gran Sasso non tanto per le caratteristiche morfometriche (possono infatti presentare difetti estetici e non hanno il riconoscimento ENCI di razza), ma per l'equilibrio comportamentale; il cane, per un pastore, "deve fare, non essere".

«Sono cani simili al pastore maremmano abruzzese comunemente impiegato come cane da guardianìa, ci spiega Duccio Berzi, ma con un "carattere" e attitudini diversi; da una parte adatti alla vigilanza degli animali al pascolo, sviluppano infatti un grande attaccamento al gregge, (dove sono inseriti da cuccioli), che considerano come la loro famiglia e per questo lo difendono dagli attacchi dei lupi e di altri animali; dall'altra sono cani con indole più tranquilla e non manifestano aggressività nei confronti degli uomini, a differenza della maggioranza dei "cani bianchi" che si trovano al lavoro nelle nostre campagne. Questo cane "speciale" da pastore si limita infatti a interporsi tra il gregge e eventuali visitatori abbaiando e mostrando i denti ma senza andare oltre, ovvero inseguendo e mordendo le persone».


Cuore di cane

Per ora sono 9 le coppie di cani consegnate ai pastori interessati, ai quali sono state fornite anche istruzioni sulla gestione degli animali affidati, sul loro addestramento e sull'inserimento nel gregge: «La prospettiva futura è creare una rete di allevatori diffusi in tutta la Toscana disponibili a tenere questi cani, a selezionarli secondo specifiche indicazioni, seguendo un programma di selezione ad hoc, per poi diffonderli tra gli allevatori interessati. Sono cani che da grandi arrivano a pesare anche 60 chili, la loro alimentazione tradizionale si basa sul siero del latte e sul pane secco; sono molto rustici e con pochi problemi sanitari, ma è tassativo che vengano inseriti correttamente nel gregge e che siano "ben educati"».

Ma, alla fine, come si sono comportati i cani affidati e qual è stata la reazione dei pastori? «Dopo l'affidamento - prosegue Duccio Berzi -, con il professor Andrea Martini dell'Università di Firenze, nel 2012, abbiamo realizzato uno studio di validazione del progetto, su cui si è svolta anche una tesi di laurea. Abbiamo cioè verificato attraverso un questionario il comportamento dei cani e il grado di soddisfazione dei padroni. I risultati sono stati sorprendenti: l'80% dei cani ha raggiunto un punteggio di eccellenza sia per la capacità di protezione del gregge sia per la convivenza con gli uomini; estremamente soddisfatti sono stati anche i pastori che hanno fatto questa esperienza».

Insomma promossi a pieni voti. Qualcuno anche di più, da 10 e lode, come quel cane che vicino a Incisa non è tornato una sera all'ovile per aspettare e proteggere una pecora che stava partorendo. Il pastore, preoccupato e incredulo, l'ha visto arrivare a casa il giorno dopo, insieme alla pecora e all'agnellino. Cuore di cane!

 

Info: progettocanebianco@gmail.com

 

L'intervistato: dr. Duccio Berzi, tecnico faunistico

 

Foto: Gentile Concessione di Duccio Berzi.


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