In aumento le denunce di morsi dei cani

Scritto da Silvia Amodio |    Giugno 2018    |    Pag. 43

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

 bimbo e cane

Foto S. Amodio

Animali

Il 62% delle famiglie ne possiede almeno uno. Attualmente nella banca dati dell'Anagrafe animali d'affezione del Ministero della salute, i cani registrati sono 10.274.672 e secondo un calcolo dell’Istat (Istituto nazionale di statistica) nel nostro paese c’è un cane ogni 5,89 abitanti.

Amici ma non troppo

Un rapporto non sempre rose e fiori, come spiega Carlo Ciceroni, veterinario comportamentalista che dal 1991 si occupa per conto dell’Azienda sanitaria di Firenze della prevenzione e della valutazione dei cani pericolosi quando si verificano episodi gravi di aggressione, anche a danni di minori. «Uno studio che ho realizzato nel 2007 in collaborazione con l’Università di Medicina veterinaria di Pisa, condotto sulla città di Firenze, ha evidenziato che su 1272 morsicature la percentuale di quelle rivolte ai bambini era per fortuna sensibilmente inferiore rispetto a quella degli adulti. Un dato in controtendenza con la letteratura mondiale dove i bambini sono le principali vittime. Queste avvengono prevalentemente in ambito domestico o nelle sue immediate vicinanze, nel fine settimana dei mesi da maggio a settembre, solitamente nel pomeriggio. I cani coinvolti hanno una carta d’identità abbastanza precisa: sono generalmente maschi di circa tre anni di età, mentre i bambini morsi sono più spesso di sesso maschile e l’episodio si verifica quando giocano con il cane, lo svegliano o tentano di colpirlo, anche per scherzo».

Segnali da non sottovalutare

Il Comune di Firenze in passato ha organizzato dei corsi rivolti alle future mamme per prevenire possibili conflitti tra il bebè in arrivo e gli animali di casa. Un’iniziativa molto gradita e che bisognerebbe riproporre con regolarità. Semplici consigli, infatti, possono aiutarci a decodificare e comprendere il comportamento dei nostri amici a quattro zampe. Spesso i segnali di avvertimento ci sono ma vengono ignorati dai proprietari. Dal 2015 il numero delle denunce di morsi all'uomo o ad altri cani risulta aumentato a dismisura, passando da circa 250 casi all’anno a 750, con un aumento anche delle richieste di rimborso assicurativo. «È importante conoscere il proprio cane - prosegue il veterinario -: solo così ogni futuro genitore è in grado di gestire il benessere di tutti i membri della famiglia. È pericoloso, sia per il bebè in arrivo che per il nostro cane, credere di poter risolvere anni di assoluta mancanza di educazione del nostro compagno a quattro zampe con espedienti dell'ultimo minuto rimediati in rete o suggeriti dagli “amici” di facebook. Se il nostro cane già prima dell'arrivo del bebè aveva dimostrato aggressività verso le persone, magari in ripetute occasioni, è bene rivolgersi sin dai primi momenti della gravidanza a un veterinario comportamentalista per farsi guidare».

Questioni di famiglia

Tenendo ben presente, però, che non sarà possibile delegare la responsabilità di una corretta gestione del compagno a quattro zampe a qualcun altro esterno alla famiglia. Ciò vale ancor di più nel caso di cani di grossa taglia che si siano già dimostrati aggressivi in passato. «Come si può immaginare, infatti, cani piccoli, problemi piccoli, cani grandi, problemi grandi. Ci sono razze, frutto di una lunga selezione, con caratteristiche precise: da guardia, da combattimento, da difesa, da compagnia. È sbagliato pensare che i cani siano tutti uguali e non è corretto nei loro confronti, perché ogni individuo ha le proprie esigenze ed è giusto rispettarle. Vale comunque la regola, anche per cani che si sono sempre dimostrati equilibrati, di non lasciare mai il bambino da solo senza la supervisione di un adulto. Anche gli oggetti che il nostro cane potrebbe percepire come di sua esclusiva proprietà - conclude Carlo Ciceroni -, come giocattoli e ciotole, devono essere lasciati fuori dalla portata del bambino».

 

L’intervistato

Carlo Ciceroni, medico-veterinario

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