Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Dicembre 2013    |    Pag. 26

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Calendario bestiale

Scrivo per complimentarmi per il calendario 2013 incentrato sull’ambiente e sugli animali. Bravi davvero. Vi incito a fare qualcosa di simile anche il prossimo anno 2014... magari mettendoci al posto delle canzoni sugli animali, citazioni di filosofi e persone famose del passato e di adesso; in modo da acculturare maggiormente le persone e instaurare maggior riflessione e responsabilità sull’ambiente e sul ruolo dell’umanità al riguardo.

Citazioni del genere sono di grande impatto, mi permetto di suggerire: “Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”, Gandhi.

“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione”, Margherita Hack. “Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che accertate”, Umberto Veronesi.

In particolare, la foto di dicembre è davvero toccante, fa “sembrare” gli animali delle persone: come dev’essere. Dovreste estenderlo a tutta Italia! Mi permetto di aggiungere che dovreste parlare brevemente anche delle varie associazioni nazionali e internazionali, dedicando almeno 4-5 mesi del calendario a una specifica associazione; con qualche informazione su di loro ai margini, segnalando sul calendario il giorno in cui è stata fondata, come si fa con le festività. Sarebbe più significativo delle canzoni.

G.S. - Viareggio (LU)

Ogni anno dedichiamo il Calendario dell’Unicoop Firenze (le altre cooperative non pubblicano calendari) a un tema differente, ma di grande impatto etico e sociale: 2010 difesa dell’ambiente, 2011 acqua bene prezioso, 2012 gli alberi. Quello del prossimo anno lo dedichiamo ai valori della cooperazione.

Abbiamo scelto per gli animali le canzonette e non citazioni impegnative, per rendere il calendario più leggero e popolare. Pensiamo che le persone non amino essere “acculturate” e guidate troppo rigidamente.

Nel nostro giornale facciamo cultura animalista su ogni numero, e l’“Informatore” è lo strumento più adatto rispetto a un calendario. Il calendario vive di più sulle immagini, e abbiamo trovato quelle di Silvia Amodio molto significative ed esse stesse un “messaggio” etico.

Chiusi o no

Non ho ancora capito se la domenica siete aperti o meno; come socio sono molto dispiaciuto di questa non scelta. Bisogna essere coerenti. Se si dice di tenere chiuso, bisogna tenere chiuso, se no si fa una brutta figura.

P. C. – E mail

Abbiamo scelto molto chiaramente: noi siamo per una regolamentazione delle aperture festive. Né sempre chiusi, né sempre aperti, ma offrire un servizio utile ai consumatori, salvaguardando il riposo dei dipendenti e contenendo i costi di gestione che nei giorni festivi sono più alti.

Attualmente nei punti vendita più grandi apriamo una o due domeniche al mese a “scacchiera” per garantire un esercizio aperto in zone fra loro limitrofe.

Prodotti e crimini

Tra i prodotti esposti nel banco frigo di un vostro punto vendita ho visto mozzarelle dal marchio Il Forteto del Mugello. Ora mi è sorto il dubbio che fosse il famoso Forteto incriminato e sotto inchiesta per abuso sessuale, pedofilia e quant’altro...

È ovvio che finché la magistratura non abbia emesso i tre gradi di giudizio non si può vietare a prescindere il commercio dei loro prodotti e sono consapevole che, come consumatore, posso scegliere o meno di acquistare un prodotto; tuttavia volevo semplicemente segnalare il disgusto provato nell’aver visto tali prodotti nel banco frigo. Inoltre non conosco la modalità adottata per la scelta di vendere alcuni marchi e non altri, tuttavia presumo che voi possiate fare delle precise scelte in merito.

E. G. – Bagno a Ripoli (FI)

Il Forteto non è stato “incriminato e sotto inchiesta”. È stato incriminato per gravi reati UN ex dirigente e altri per favoreggiamento o mancata denuncia. TUTTI gli indagati si sono dimessi dalla loro carica nella Cooperativa Agricola Il Forteto, anche su nostra esplicita richiesta.

Abbiamo continuato ad avere rapporti commerciali con la cooperativa, rapporti che sono iniziati trenta anni fa, per non mettere a rischio i 150 posti di lavoro nel caseificio e nelle aziende agricole mugellane che conferiscono il latte e altre materie prime.

Disponibilità e valuta

Buongiorno. Sono socio, se deposito con assegno non trasferibile la cifra è disponibile dopo 25 giorni. La valuta da quando viene conteggiata? Dal giorno del deposito o da quando?

P. M. - Pisa

La cifra depositata con assegno bancario non trasferibile, intestato a Unicoop Firenze società cooperativa, è disponibile dopo 25 giorni, ma la valuta è quella del giorno del versamento. Versando con assegno circolare non trasferibile, sempre intestato a Unicoop Firenze sia la disponibilità che la valuta corrispondono al giorno del versamento.

Corsi e ricorsi

Vorrei sapere qual è il criterio con cui pubblicate i corsi sull’“Informatore”. Vale a dire, siccome insegno diverse cose, tra cui tai qi quan, intreccio cestini, pittura ecc. (www.spaziocrattivando.it), vorrei sapere se chiunque può segnalarvi i corsi che tiene o se si deve rispondere a dei requisiti precisi.

M. S. – Empoli (FI)

Riceviamo tante richieste come questa, anche perché una pubblicazione sull’“Informatore” può far gola. Per questo cogliamo l’occasione per precisare che i corsi che pubblichiamo sono quelli organizzati in collaborazione con le sezioni soci della cooperativa. Quindi è con loro che ci si deve mettere d’accordo per iniziative concordate: gli indirizzi si trovano consultando il nostro sito http://www.coopfirenze.it/sezioni-soci.

Scrittori sfruttati

Che la Coop rifiuti di commercializzare prodotti non rispettosi della dignità dei lavoratori coinvolti nella fase di produzione, le fa onore ed è merito di non poco conto. Generalmente si pensa che certe pratiche lesive della dignità del lavoro riguardino soltanto prodotti del terzo mondo ovvero esotici (legno, spezie, frutta, tessuti...), dando per scontato che gli italiani siano brava gente e si comportino sempre correttamente, per non parlare poi dei toscani...

Eppure la Coop vende (e pubblicizza sull’“Informatore”) libri di piccoli editori toscani che non pagano gli autori: non è anche questo un comportamento lesivo della dignità del lavoro? Si badi bene: tale pratica è diffusa (con poche e lodevoli eccezioni) fra i piccoli editori di tutta Italia, non solo fra i toscani e non solo fra i fornitori della Coop — ma anche fra questi.

Scrivere è un mestiere come un altro: perché non deve essere trattato con la dignità di ogni altro lavoro? A me è capitato di pubblicare all’estero, dove gli editori (anche piccoli), quando sono interessati a un testo, rispondono prima di tutto inviando una bozza di contratto; eventuali discussioni vengono dopo. Quella è correttezza!

M. B. – Sovicille (SI)

Noi non siamo in grado di non “commercializzare prodotti non rispettosi della dignità dei lavoratori”: come potremmo controllare migliaia e migliaia di fornitori in tutto il mondo?

Lo possiamo solo per i prodotti a marchio Coop, che facciamo fare a fornitori selezionati e controllati e ai quali possiamo chiedere anche impegni di carattere etico. Sul problema specifico siamo in parte d’accordo con lei: oggi in Italia scrivere non è un mestiere (tranne che per un centinaio di personaggi molto conosciuti e affermati) e le cifre che vengono riconosciute agli autori sono ridicole.

Ma il problema è riconducibile solo in parte agli editori. In Italia si legge poco, si vendono pochi libri e a caro prezzo. Quindi la percentuale che viene attribuita all’autore (dal 4 al 10% del prezzo di copertina), diventa “significativa” solo per tirature che raramente vengono raggiunte dai piccoli editori.

C’è coop e coop

Sono un vecchio socio coop e sono contento di esserlo perché, qui ad Arezzo, veramente “la coop sei tu”. Il mio rammarico c’è quando vado in altre zone ed è tutta un’altra cosa. I vari negozi sembrano dei discount, anzi ci sono alcuni discount anche meglio. I prezzi sono forse la cosa peggiore in questi tempi, sono più alti del 20% - 30%.

Perché non vi unite con tutte le coop d’Italia e fate ordini unici e prezzi uguali. Un operaio guadagna circa mille euro a Grosseto e anche ad Arezzo. Fate qualche cosa, non fate come i politici che parlano bene e razzolano male.

G. D.A. - Arezzo

Coop è un’insegna che indica che fra cooperative di consumatori facciamo una serie di cose insieme: gli acquisti, i controlli sui prodotti, la progettazione dei supermercati, i prodotti a marchio Coop…

Ma i negozi, il personale e i prezzi sono gestiti dalle singole cooperative, che hanno un proprio bilancio e una gestione autonoma dei negozi e del personale. E qui casca l’asino! Indubbiamente a Grosseto ci sono condizioni di mercato molto diverse che ad Arezzo e Firenze. Ci sono meno abitanti, quindi meno vendite, e perciò i costi incidono maggiormente sul cartellino dei prezzi.

C’è una grande differenza fra le vendite di quasi tutto l’anno e nei due mesi d’estate: quindi costi fissi maggiori per dieci mesi e insufficienze nei due mesi estivi. Se ci “unissimo” come dice il socio, probabilmente saremmo costretti ad aumentare i prezzi ad Arezzo per far fronte alle perdite a Grosseto…

Stiamo collaborando con i colleghi dell’Unicoop Tirreno, per vedere se la nostra esperienza può aiutarli a superare meglio alcune criticità nei loro punti vendita.

No compost casalingo

Uso le vostre borsine biodegradabili per il compostaggio. Le riempio di materiale organico e le svuoto nell'apposito bidone fornito dal comune. Dopo oltre un anno, ho vuotato il contenuto nei miei campi, constatando con stupore che i sacchetti di nylon erano ancora intatti. Ma non dovrebbero dissolversi nell’arco di pochi mesi?

M. A. – Larciano (PT)

Il nostro fornitore ci dice che occorre distinguere fra il compostaggio industriale e quello domestico. Il secondo avviene a temperature molto basse poco più di quelle dell’ambiente; nel compostaggio industriale le temperature raggiungono i 50 °C – con picchi di 60-70 °C – per alcuni mesi.

 In queste condizioni le nostre buste sono perfettamente compostabili (ai sensi dello standard europeo EN 13432) in poche settimane, mentre a casa occorrono mesi e condizioni più favorevoli.

Sono stati sviluppati tipi di Mater-Bi che sono compostabili più facilmente anche in uso domestico, ed è in studio la loro possibile applicazione nei sacchetti per la spesa. Ringraziamo il socio per averci permesso, con il suo intervento, di chiarire questo aspetto, poco noto, della biodegradabilità degli shopper.

Indirizzo completo

Vedo che da qualche tempo anche su l’“Informatore” vengono usati i QR Code. Vedo però che anche voi siete incappati in un errore, molto comune e purtroppo anche molto fastidioso, sul loro utilizzo: viene usato il QR Code da solo, senza riportare l’URL che esso rappresenta (o qualunque altra cosa rappresenti, ma generalmente è un URL).

In sostanza viene dato per scontato che tutti abbiano uno smartphone e che vogliano utilizzarlo per visualizzare il contenuto; la realtà dei fatti non è questa, e quindi molti rimangono discriminati. In sostanza il QR Code usato così lo è in maniera errata. L’errore è pensare che il QR Code sia una nuova tecnologia che debba sostituire il classico link testuale, mentre in realtà lo deve solo affiancare, semplificando la vita a chi può utilizzarlo, evitandogli di scrivere.

È vero che esistono modi alternativi per interpretare i QR Code, ma così si obbliga a fare il giro lungo: per semplificare una cosa ad alcuni, la si complica agli altri. Mi sembra talmente evidente il problema che rimango sempre sbalordito.

Per fare un esempio stupido, è come se un telefonino non permettesse più di digitare immediatamente un numero ma obbligasse a sceglierlo dalla rubrica (funzionalità che i primi telefoni non avevano). Conoscendo la vostra attenzione nei confronti dei lettori, dei clienti, e dei soci coop, conto che prendiate in considerazione la mia osservazione.

C. B. - Firenze

E infatti l’abbiamo messa in pratica già dallo scorso numero. Il QR Code di solito si riferisce a un indirizzo lungo e complicato che difficilmente si trova la pazienza di ricopiare. Ultimamente però sono state trovate delle semplificazioni e quindi abbiamo potuto mettere l’indirizzo completo.

Questo aiuta anche per la versione on line, sia sfogliabile che in formato web, in quanto la presenza dell’indirizzo consente di vedere i video immediatamente e con un clik.