La prevenzione della calcolosi della colecisti

Scritto da Francesco Morelli |    Settembre 1999    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

Tutti noi, per poter digerire bene e assorbire i grassi introdotti con gli alimenti, abbiamo bisogno della bile. Prodotta dal fegato, la bile viene in parte raccolta nella cistifellea (o colecisti) ed espulsa poi nei piccoli canali biliari in concomitanza con il pasto.
La bile è composta da tre sostanze: colesterolo, acidi biliari e fosfolipidi. Perché la bile rimanga fluida, questi complessi macromolecolari (costituiti cioè da un numero rilevante di atomi dal peso e dalle dimensioni elevate) devono essere stabili; una qualsiasi modificazione può infatti portare a una maggiore densità della bile stessa e di conseguenza a una maggiore incidenza della calcolosi della colecisti e, in particolare, dei calcoli di colesterolo.
Occorre subito dire che la calcolosi della colecisti è una patologia che si ritrova più frequentemente nelle persone obese o in sovrappeso, soprattutto di sesso femminile. Il fenomeno è sicuramente da imputare al fisiologico assetto ormonale della donna e più in particolare a una maggiore produzione di estrogeni, che impediscono di fatto la sintesi e l'escrezione degli acidi biliari. Una tesi confortata anche dalla constatazione che la calcolosi non si ritrova mai durante il periodo della pubertà e dopo la menopausa, ma risulta invece più evidente durante il periodo di fertilità della donna.
Nel paziente in sovrappeso, e ancor più nell'obeso, il meccanismo di formazione dei calcoli sembra invece dipendere dalla maggiore escrezione di colesterolo con la bile. Un procedimento inverso dovuto essenzialmente a un maggiore incremento, nell'obesità, della sintesi del colesterolo e a una maggiore introduzione di colesterolo dovuta ad eccessi alimentari. Il tutto con l'inevitabile alterazione dei delicati equilibri tra i componenti della bile, una più facile precipitazione di microcristalli di colesterolo e la conseguente calcolosi della colecisti.
Anche i dimagrimenti troppo rapidi (soprattutto se ottenuti con diete sbagliate, tipo pasti in busta, diete dissociate o troppo ricche di grassi e proteine) possono incidere, e molto. E siccome le donne, pur di dimagrire, si sottopongono più spesso degli uomini a sconsiderate diete dimagranti, ecco un altro motivo per cui la calcolosi è più frequente nei soggetti femminili.
Il consiglio, valido per tutti, è dunque quello di perdere peso molto lentamente, attraverso un'alimentazione il più possibile equilibrata ed integrata con un supplemento di fibra alimentare, meglio se idrosolubile: i dimagramenti facili e rapidi servono solo a far perdere peso temporaneamente e aumentano i rischi di un aumento della calcolosi.