A Coverciano

Scritto da Maurizio Fanciullacci |    Novembre 1999    |    Pag.

Giornalista

Calcio al museo
Da anni Fino Fini, con pazienza certosina e spirito da investigatore privato, è sulle tracce di reperti di tutti i tipi e di informazioni complete e aggiornate su avvenimenti e protagonisti del mondo del pallone, archiviati poi nelle memorie di potenti computer. Così è nato il museo del calcio a Coverciano, di cui Fini è direttore: un secolo di storia, non solo quella sfolgorante dei grandi campioni ma anche quella della gente che ha amato e ama questo sport. Un museo che parla con il linguaggio universale delle passioni, dei gusti, dei costumi, del sentire comune di buona parte del Novecento.
L'insolita galleria sarà aperta al pubblico prima di Natale: sarà inserita negli itinerari del Giubileo e riserverà particolari attenzioni alle scolaresche invitate a visitarlo. Il suo pregio sta nell'unire preziosi reperti e tecnologie dell'informatica e, posto com'è in una moderna palazzina tra i terreni di gioco del Centro tecnico, nell'offrire un quadro completo, teorico e pratico, del mondo del calcio dagli inizi ai giorni nostri. Grande cura è stata posta da Fini nell'allestire le vetrine illuminate, dove le maglie dei giocatori della nazionale fanno la parte del leone insieme ai cimeli di un passato glorioso, legati alle imprese degli azzurri con i loro stemmi, le loro storie di campioni e di uomini. E poi le coppe e le medaglie vinte, le antiche scarpette e i palloni di un cuoio duro, quasi ostile. Anche dalle maglie può venir fuori un pezzetto di storia, come per esempio da quella nera che la nazionale indossò nel 1938 durante il fascismo. Si giocava a Parigi contro la Francia per il campionato mondiale. Blu la divisa dei padroni di casa, azzurra la nostra: dovevamo mettere le maglie bianche, ma per ordine del Duce furono indossate casacche nere.
Notevole la rassegna dei manifesti dei campionati del mondo: vere e proprie opere d'arte, spesso firmate da geni della pittura come Mirò, che in un'immagine riuscivano a dare l'idea di un avvenimento planetario, di un gioco universale, di una passione popolare. Se la parte espositiva è affascinante, quella multimediale non è da meno. In ogni angolo del museo ci sono postazioni informatiche pronte a riversare, sui monitor e sui megaschermi della sala conferenze, una quantità impressionante di informazioni: 44 mila foto, più di 400 filmati che sono stati salvati e conservati in forma digitale. E accanto a ogni episodio, a ogni protagonista, a ogni impresa, ecco le notizie dell'epoca, dalle guerre alle scoperte scientifiche, fino alle mode musicali. Il museo di Coverciano non vuole essere solo una rassegna espositiva ma mira a diventare un punto di incontro per seminari, dibattiti, conferenze. Un museo che non si volge solo al passato ma che, come il gioco del calcio, guarda sempre avanti.