Coltivano le terre confiscate alla mafia. Un progetto che ha bisogno del sostegno di tutti

Scritto da Giulia Caruso |    Gennaio 2009    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Il coraggio è fatto di grandi e piccoli gesti quotidiani. Azioni che tante volte non fanno notizia ma che sono capaci di dare una svolta al corso della storia. Coraggio vuol dire, per esempio, scegliere di rimanere nella propria terra e di lavorare concretamente alla costruzione di un futuro libero dalla paura. Come ha fatto Domenico, 35 anni, che in Calabria, insieme ad altri giovani della cooperativa Valle del Marro, coltiva le terre confiscate alla ‘ndrangheta. Siamo nei pressi di Polistena, fra la piana di Gioia Tauro e l’Aspromonte, una terra dura e allo stesso tempo generosa, dove la mafia, da sempre, fa sentire la sua mano pesante. La cooperativa Valle del Marro nasce nel 2004 ad opera di un gruppo di giovani di Polistena, sull’esempio della cooperativa siciliana Placido Rizzotto, nell’ambito del progetto Libera Terra guidato da don Luigi Ciotti, che da anni lavora per la valorizzazione delle terre confiscate alla mafia.

«Una scelta di vita. Una scelta di libertà per costruire il futuro con le proprie mani, senza piegare il capo, senza essere costretti ad emigrare, come hanno fatto tanti miei amici, e come siamo stati abituati a fare da sempre», dice Domenico che si è lasciato alle spalle una laurea in economia e una carriera di commercialista in città. «Libertà di ribellarsi alla ‘ndrangheta e soprattutto di dimostrare, concretamente a tutti, soprattutto ai giovani, che ce la possiamo fare, senza scappare o cedere a compromessi».

Domenico, che proviene dalle fila dell’associazionismo cattolico di Polistena, ci tiene a sottolineare il sostegno di un sacerdote come don Pino Masi, che ormai da venticinque anni, con grande coraggio, alza la sua voce contro il dominio mafioso nella piana di Gioia Tauro. Ma soprattutto è grato all’educazione ricevuta dalla famiglia, papà autista, mamma commerciante. «Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno cresciuto nei valori della legalità e del lavoro onesto», dice.

La vita non è sicuramente facile per la cooperativa, che nel 2007 ha subito una lunga serie di minacce e intimidazioni. «Hanno saccheggiato e devastato il deposito, hanno fatto saltare i cancelli lasciando delle roncole a forma di croce come chiara minaccia di morte. Ma io non ho paura - dice Domenico - e non sono pentito della mia scelta. Se dovessi tornare indietro, lo rifarei». Da allora, malgrado le minacce mafiose, la tenacia e la perseveranza dei lavoratori della Valle del Marro ha cominciato a dare risultati, raccogliendo sempre più consensi e solidarietà da parte della popolazione, e ottenendo maggiore sostegno dalle istituzioni.

Oltre a lavorare la terra, la cooperativa calabrese organizza incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, elementari comprese, con visite guidate e progetti di educazione alla legalità. Numerose anche le iniziative di scambio con altre regioni come quella che lo scorso anno ha visto insieme protagonisti studenti toscani e calabresi.

Con la Coop al fianco

Nel marzo del 2007 gli studenti della terza classe del liceo Gramsci di Firenze sono partiti per la Calabria, per dare il loro contributo diretto alla campagna di comunicazione a sostegno della cooperativa Valle del Marro. Insieme al writer Torrick Ablac, detto Toxic, hanno realizzato un mural nel Parco della Liberazione di Polistena. L’iniziativa, nell’ambito della campagna Il Cuore si scioglie-Noi con gli altri - che aveva già visto studenti di Firenze, Lucca e Prato impegnati come volontari in India, Camerun, Brasile – ha portato questi ragazzi in Calabria, allo scopo di partecipare in prima persona alla costruzione di un grande progetto di cittadinanza solidale.

A maggio dello stesso anno i ragazzi del liceo di Polistena erano a Firenze per raccontare le loro esperienze a sostegno della legalità realizzate a Gioia Tauro a fianco di Libera, e insieme ai colleghi del liceo Gramsci di Firenze hanno dato vita a vivaci presidi informativi nei supermercati Coop di Gavinana e Ponte a Greve con la vendita diretta dei prodotti Libera Terra. Nell’estate del 2007 altri 350 studenti toscani degli ultimi anni delle scuole superiori, insieme ad alcuni studenti universitari, sono partiti come volontari per i campi di lavoro di Libera, in Calabria e Sicilia.

Un percorso di solidarietà che aveva visto operare Coop già da tempo a sostegno delle iniziative di Libera. Nel 2006, nei supermercati italiani, sono stati venduti prodotti con il marchio Libera Terra per oltre un milione di euro. Coopfond, l’organizzazione che gestisce il fondo di solidarietà delle cooperative aderenti a Legacoop, aveva erogato 235.000 euro a fondo perduto a favore delle quattro cooperative (tre siciliane e una calabrese) aderenti a Libera. Inoltre nel marzo 2007 Unicoop Firenze ha sottoscritto un protocollo d’intesa, firmato dal presidente Turiddo Campaini e da don Luigi Ciotti, per il sostegno alla cooperativa Valle del Marro, “condividendo – si legge nel documento - lo stesso patrimonio di valori”.

«Credo nei giovani, nelle loro infinite capacità di rinnovamento - dice Domenico -. Penso che per un adulto sia più difficile cambiare. Credo soprattutto nei giovanissimi: i bambini, per esempio, sono la nostra più grande speranza. E in questo senso proprio la scuola e la famiglia, hanno un’importanza fondamentale, perché sono i luoghi dove si possono realmente costruire le basi per un mondo più giusto».

La cooperativa Valle del Marro è la prima del genere in Calabria. L’obiettivo, che Domenico e i suoi compagni con il loro esempio hanno reso possibile, è quello di farne fiorire tante altre, con la speranza concreta che un sogno di definitivo riscatto dalla mafia diventi realtà.

 

Prodotti Libera
Il sapore della legalità
La pasta, l’olio e il vino di Libera sono in assortimento negli Ipercoop e in alcuni dei principali supermercati di Unicoop Firenze: non sono sempre disponibili, e non sono ancora presenti in tutta la rete, perché la capacità di produzione di queste cooperative è ancora limitata e può succedere che in alcuni periodi dell’anno questi prodotti non siano presenti sugli scaffali. Da fine novembre, e per tutto il periodo natalizio, ha avuto un discreto successo il “Paniere di Libera”. Confezionato con i prodotti calabresi e delle altre cooperative aderenti a Libera (olio, miele, melanzane, pasta e vino siciliani, tarallini e pomodori pugliesi), il paniere ha rappresentato un’iniziativa unica nel panorama della grande distribuzione italiana, per sostenere e dare visibilità a questi ragazzi in prima linea nella lotta alla mafia.

 

Nelle foto: don Ciotti, fondatore dell’associazione Libera; un uliveto secolare nella Valle del Marro; l’agriturismo a Suvignano (SI)

 


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