Sono le tematiche ambientali a creare nuovi sbocchi professionali per i geologi

Scritto da Francesco Giannoni |    Aprile 2008    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

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L'Unesco ha proclamato il 2008 anno internazionale del pianeta Terra: energia, salute, suoli, oceani, cambiamenti climatici sono i temi su cui gli scienziati si confronteranno per cercare e definire soluzioni mirate ad un uso sempre più sostenibile delle risorse naturali.

La settimana senese
«Deve essere chiaro che il territorio in cui viviamo è in costante evoluzione e a rischio di degrado e che una volta perso è perso per sempre», sottolinea il professor Armando Costantini, docente di geologia all'Università di Siena e direttore scientifico della Terza settimana della geologia organizzata a Siena nel febbraio scorso dal dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Siena, del Museo nazionale dell'Antartide e del Museo di scienze della Terra, con il patrocinio dell'Associazione geologia e turismo e della Società geologica italiana. Per cercare di divulgare la cultura geologica e conoscere meglio le origini del territorio senese e la storia del nostro pianeta sono state tenute conferenze, dimostrazioni in laboratorio e visite guidate. «È importante diffondere il concetto di geodiversità, accanto a quello di biodiversità - dice Costantini - e far capire che tutelare l'ambiente vuol dire anche tutelare le specificità geologiche, a cominciare da quei siti di cui il Senese è ricco: si pensi ai conglomerati di arenaria, meglio conosciuta come tufo, ai calanchi, alle biancane delle crete».
La settimana senese ha evidenziato il gran fascino delle scienze geologiche. Ma quali sono le possibilità di lavoro per un laureato in geologia? «Oggi questa laurea offre un ventaglio di possibilità occupazionali impensabili fino a qualche tempo fa - risponde il professor Giovanni Pratesi, docente nei corsi di laurea in Scienze geologiche e in Scienze per i beni culturali dell'Università di Firenze. Ci sono margini per incentivare la collaborazione tra mondo accademico e impresa e ciò conferisce particolare efficacia alle poliedriche competenze che vengono acquisite durante un percorso formativo come quello offerto dalla laurea in Scienze geologiche».
Nel corso degli ultimi vent'anni è cresciuta la sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali: c'è la consapevolezza che sul territorio devono operare tecnici che abbiano la preparazione per farlo. E sul fronte ambientale il geologo dà un contributo indispensabile. Per esempio, se da un lato il geologo concorre a fornire elementi conoscitivi fondamentali per lo scavo di una galleria, dall'altro ha anche le conoscenze che gli consentiranno di capire come trattare il materiale estratto e dove smaltirlo in sicurezza.

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Dai rifiuti alle pietre
Il geologo interviene anche per affrontare i problemi dell'inquinamento dell'aria. Si parla continuamente del "particolato" atmosferico prodotto in gran parte dal traffico cittadino: tutte le problematiche ad esso legate non possono però prescindere dalla conoscenza della componente di tipo "crostale", cioè la componente naturale il cui studio è pertinente al geologo.
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Un altro problema attualissimo è quello dello smaltimento dei rifiuti e delle discariche controllate, tema di una recente tesi di laurea, come tiene a sottolineare il professor Pratesi. La valutazione preliminare del geologo del substrato su cui va ad insediarsi la discarica è fondamentale, come quella sulla stabilità delle discariche stesse che talora assumono addirittura l'aspetto di colline: il geologo in questi casi può applicare metodologie di analisi analoghe a quelle per lo studio della stabilità dei versanti montani. Servono conoscenze geologiche per capire come fare a rendere ulteriormente impermeabile il substrato su cui si impianta una discarica (per evitare l'inquinamento delle falde acquifere), per analizzare i gas esalati o i reflui, cioè i liquidi prodotti.
Si è aperto un altro grande filone di impiego per il geologo: i beni artistici (e la Toscana è un pozzo senza fondo). Conoscendo le caratteristiche delle pietre con cui sono realizzati monumenti e sculture, applicando le proprie competenze allo studio dell'interazione che le pietre hanno con l'ambiente circostante e all'analisi del rischio di degrado causato dall'inquinamento, il geologo può contribuire a prevenire o a curare i danni alle opere d'arte.

Occhio alle stelle
In tanti paesi il nome dell'indirizzo di laurea è cambiato da "Dipartimento di Scienze della Terra" a "Dipartimento di Scienze della Terra e dei pianeti". È un aspetto da non sottovalutare: ultimamente assistiamo ad un ingresso consistente dei geologi nell'astronomia, scienza una volta appannaggio dei soli astronomi.
A proposito di studiosi del Sistema Solare, infatti, oltre che di astronomi oggi si parla di planetologi, cioè di geologi con "competenze allargate". Le grandi conoscenze acquisite negli ultimi anni sul Sistema Solare derivano dalla conoscenza delle meteoriti che sono aggregati di minerali con caratteristiche talora molto simili a quelle delle rocce terrestri. E chi meglio del geologo poteva conoscere le meteoriti?
Sembra invece esaurito, per lo meno in Italia, il compito del geologo nella ricerca di minerali metallici. Non solo perché il nostro paese non è particolarmente ricco di certe risorse minerarie, ma soprattutto perché il loro sfruttamento non è più economicamente conveniente. Il problema, infatti, non è solo quello di essere dotati di giacimenti minerari, ma di potere usufruire delle condizioni che rendono economico il loro sfruttamento: il Sud Africa, per esempio, è un paese ricco di risorse minerarie ma ha anche una manodopera che costa pochissimo. Quindi anche un giacimento dove il minerale si trova in basse concentrazioni risulta conveniente da sfruttare; non è bello da dire, ma è così.
Comunque, quando parliamo di industria estrattiva non dobbiamo limitarci a petrolio, oro e diamanti: ci sono i materiali lapidei, le rocce ornamentali, i calcari per la produzione cementizia, le argille per le produzioni di laterizi. E qui il geologo ha molto da dire, anche in Italia.

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Bambini al museo
I dinosauri della domenica
Il dottor Flaviano Fanfani coordina il personale che guida le scolaresche in visita al Museo di storia naturale. Gli chiediamo qual è la reazione dei bambini in visita alla sezione di paleontologia: ci racconta di "stupore e meraviglia" e di una "eccitazione anche frenetica a volte difficile da gestire". In tanti bambini rimane la voglia di approfondire magari con i giochi, i libri che hanno a casa, e di tornare al museo con i genitori. Questo è un fenomeno che si registra spesso ed è positivo perché vuol dire che interesse ed entusiasmo si trasmettono dal bambino alla famiglia. Un tempo il rapporto con il museo non era così immediato: il risultato è che il sabato e la domenica bambini, mamme e babbi vanno a vedere i dinosauri.
Anche con i minerali (che provocano comunque un impatto diverso sui bambini) gioca molto la meraviglia, suscitata soprattutto dagli esemplari di maggior mole, e principalmente di quelli che, in minori dimensioni, i piccoli hanno visto al collo della mamma sotto forma di gioiello.
Anticipiamo che nel 2008 la sezione di mineralogia verrà completamente smantellata e ristrutturata in termini di arredamento, ridistribuzione degli spazi, ma soprattutto di contenuti, con l'obiettivo di creare un percorso museale accattivante e quindi più efficacemente educativo.



OpenLab
Giochi di scienza
Martedì 29 aprile, alle 11.30, saranno inaugurati i nuovi locali destinati a OpenLab, all'interno del Polo scientifico e tecnologico dell'Università di Firenze, a Sesto Fiorentino. Oltre agli uffici ospiteranno laboratori aperti alle scuole e alle famiglie.
Il programma della giornata di inaugurazione - aperta a tutti i cittadini - prevede una visita guidata ai laboratori, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali. Nel corso della manifestazione sarà possibile incontrare gli scienziati del Polo scientifico dell'Università di Firenze che, insieme ai giovani ricercatori, animeranno la mattinata con giochi, una specialità di OpenLab per avvicinare i giovani alla scienza.

Info: OpenLab, viale delle Idee 26, Sesto Fiorentino, tel. 0555253929-5253930-5253850-5253868, Fonte: www.openlab.unifi.it/



Giovanni Pratesi è docente nei corsi di laurea in Scienze Geologiche e in Scienze per i beni culturali, nonché presidente del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze