Dolci e succulenti, sono i frutti tipici di fine estate

Scritto da La Redazione |    Settembre 2013    |    Pag. 15

Girando nel Sud Italia, spesso si può vedere che vicino alle case dei contadini c’è una pianta di fichi. È usanza infatti mangiare questo frutto appena svegli all’alba, prima di partire per la giornata di lavoro, perché “non c’è nulla di meglio del sapore del fico all’alba”.

È un frutto delicato che va raccolto con cura. Una buccia racchiude prima i piccolissimi fiori che poi diventano i frutti, la polpa che circonda questi frutti, gli acheni, è succulenta e dolce.

Ci sono diverse varietà di piante di fico, alcune producono fichi a giugno altri a fine estate.

Nell’azienda Terravecchia della famiglia Ancona, in Basilicata ma originaria del barese, l’amore verso questa pianta ha portato a ricercare le vecchie “cultivar” tradizionali del Sud Italia che rischiavano l’estinzione.

Fu il padre degli attuali proprietari che iniziò a interessarsi al fico, cominciando con piantare il fiorone, una tipologia di fico nero precoce. Proseguirono così con la loro ricerca, sia sul campo, girando per le campagne, sia studiandone la storia dai tempi dei Bizantini.

Fico rosa di pisticchiFra le diverse varietà, trovarono un fico settembrino tipico che comincia a dare i suoi frutti nella prima decade di agosto e, condizioni meteo permettendo, termina in autunno inoltrato. Si trattava di una varietà che ancora non era stata censita, a cui loro stessi diedero un nome, registrandolo: il fico rosa di Pisticci.

Questo fico ha la forma di una piccola pera allungata e il suo peso oscilla fra i 30 e i 50 grammi, ha una buccia dal colore verde che tende al rosa, coriacea, che lo preserva dal degrado. La sua caratteristica è mantenere tonicità e sapore per diversi giorni.

La zona di Matera è stata scelta per queste coltivazioni, perché ha condizioni climatiche più adatte a questo tipo di piante, ed è una terra ricca di acqua.

Il fico teme le basse temperature e la grandine, può essere attaccato dalla cocciniglia e, quando aumenta l’umidità, soffre. In questa azienda i trattamenti per mantenere sana la pianta vengono fatti in periodi tali che, quando nasce il frutto, il residuo del trattamento è pari a zero.

I fichi possono essere gustati come frutto ma anche in accostamento con i formaggi o classicamente con il prosciutto (nel Lazio sono inseriti come ripieno nella pizza bianca, cioè nella schiacciata). Dai fichi si ottengono anche marmellate e ottime mostarde che si possono gustare assieme a formaggi o bolliti; se ne può estrarre il succo o creare un aceto nobile.


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