Maggiori spazi per gli animali e meno medicine

Scritto da Gianni Carpini |    Maggio 2018    |    Pag. 15

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Una rivoluzione a piccoli passi. Allevare limitando o eliminando l’uso di antibiotici comporta non poche novità nelle aziende zootecniche: cambia l’uso delle medicine, ma anche il modo in cui gli animali vengono cresciuti. Ne parliamo con Carlo Calusi, responsabile acquisti carni e pesce di Unicoop Firenze.

È un cambio di passo?

«La campagna Coop contro l’antibiotico-resistenza sta modificando in modo rapido un’abitudine di allevamento radicata in Italia. Aver fatto delle scelte precise obbliga gli allevatori ad adeguarsi a regole che fino a pochi anni fa sembravano inapplicabili: mentre prima allevare significava puramente “convertire” del mangime in proteine animali, oggi c’è molto di più e si guarda al benessere animale».

Com’è possibile usare meno antibiotici?

Vengono selezionate razze più resistenti alle malattie, che vivono meglio e più a lungo, spesso a scapito della resa commerciale. Benessere degli animali significa anche mettere a disposizione maggiori spazi e diminuire così la probabilità di trasmissione di eventuali malattie. Meglio stanno gli animali, meno si ammalano e meno hanno bisogno di antibiotici. In precedenza questi medicinali venivano somministrati preventivamente e non al momento del bisogno. Oggi sono stati eliminati per gli avicoli e limitati per i bovini nei primi mesi di vita, sostituiti dall’impiego di vaccini».

Quali i prossimi obiettivi?

Unicoop Firenze ha fortemente voluto questa campagna: per quanto riguarda i vitelli, dal 26 febbraio abbiamo raggiunto un primo traguardo di allevamento senza l’uso di antibiotici negli ultimi quattro mesi di vita. A breve avremo anche tacchini allevati, fin dalla nascita, senza antibiotici. Puntiamo poi all’obiettivo del “senza antibiotici” fin dalla nascita per bovini (vitello, vitellone, scottona) e suini. In parallelo alle carni abbiamo iniziato a lavorare per estendere questa campagna ai pesci allevati Coop e non solo».


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