Scritto da Giulia Caruso |    Novembre 2004    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Canali e merletti
Il tempo sembra essersi fermato
per uno strano incantesimo tra i canali di questa bella città ricca di angoli fiabeschi.
Ma basta girare per accorgersi che Bruges o Brugge (in fiammingo) è una città al passo con i tempi, che strizza l'occhio al futuro. Soprattutto da quando, nel 2002, l'antica "signora dei merletti" è stata eletta capitale europea della cultura.
Per l'occasione ha sfoggiato un look ultramoderno, dando spazio a installazioni architettoniche come il padiglione del giapponese Toyo Itoa, avveniristica costruzione in alluminio realizzata sul luogo occupato molti secoli fa da un'antichissima cattedrale, distrutta nel 1798.
Un'altra struttura ultramoderna della Bruges del 2000 è la Concertgebouw, grandioso auditorium per la musica che dalla sua inaugurazione, nel 2002, ha all'attivo uno dei cartelloni concertistici più prestigiosi d'Europa.

Ma il fascino di Bruges resta legato irrimediabilmente al suo passato, che si respira soprattutto nelle strade medioevali su cui si affacciano splendidi palazzi dai tetti aguzzi e dalle facciate ricamate, sui suoi canali e nei suoi parchi.
Dimenticate le quattro ruote e rilassatevi. A Bruges è bello girare a piedi o in bicicletta, che anche qui, come in Olanda, è il mezzo di locomozione preferito.

Una delle passeggiate più belle è senza dubbio quella sul Minnewater - o Lac d'amour, se preferite - un delizioso specchio d'acqua incorniciato da uno splendido parco.
Tanta struggente bellezza è il risultato di un'ingegnosa opera di canalizzazione del fiume Reie, nata dalla necessità di mantenere sempre costante il livello dell'acqua dei canali.

Parte della storia della città - le cui origini risalgono a più di duemila anni fa - è legata all'operoso fervore dei mercanti e dei banchieri che nei secoli XIV e XV costruirono un impero economico, regalando alla città un vero e proprio Rinascimento.
All'epoca la città era una delle capofila della Lega Anseatica, la potente associazione tra le maggiori città del Nordeuropa che deteneva il monopolio delle vie commerciali con Russia, Scandinavia e Oriente.

Ritornando indietro nei secoli, la storia di Bruges, come di Gand e di altre città delle Fiandre, è sinonimo di opulenza.
Un'opulenza che non sconfina nel lusso quasi pagano delle corti rinascimentali italiane, ma che ha il fascino quieto dei dipinti di Jan Van Eyck, caposaldo dell'arte fiamminga, i cui capolavori sono custoditi nel Groeningemuseum.
L'arte del merletto, che fin dal medioevo ha dato alla città una fetta cospicua della sua fortuna, è racchiusa nel Kantcentrum (Centro delle trine, Peperstraat 3) a fianco della Chiesa di Gerusalemme, fatta costruire dalla famiglia Adornes nel XIV secolo.
Qui ancora oggi le merlettaie mostrano ai visitatori le meraviglie della loro arte.

Ricca di fascino è l'arte della lavorazione dei diamanti, che a Bruges ha avuto uno dei centri più antichi d'Europa, i cui segreti sono custoditi nel Museo del diamante.
E che dire del Museo del cioccolato (Jaansstrat), dove si può ripercorrere tutta la sua storia gloriosa e golosa, dall'epoca degli Aztechi quando era considerato la bevanda degli dei, e dove si possono seguire tutte le fasi della lavorazione di cioccolatini di ogni tipo.

Anche a Bruges la birra vanta antica tradizione tant'è che esistono birrerie veramente storiche.
Come la Brouwerij de Halve Maan - sorta in un'antica fabbrica risalente al 1546. La birra prodotta, la Straffe Hendrik, è di alta gradazione e forte fermentazione, rigorosamente a base di luppolo e malto.
Anche qui i maestri birrai sono a disposizione per illustrare la produzione e raccontare la storia della celebre birreria nei secoli.