Adozioni a distanza. L'attività di "Progetto Agata Smeralda"

Scritto da Isabella Puccini |    Luglio 2001    |    Pag.

Giornalista

Brasile amaro
Wanda è una bambina di 7 anni. Vive nel villaggio di Pojuca all'interno di Salvador Bahia. E' orfana di padre, ha sei fratelli e uno zio portatore di handicap. La madre lavora come operaia e, malgrado i suoi sforzi, non è in grado di mantenere i figli. E' quello che si legge nella lettera della suora responsabile del centro dove è stata accolta la bambina. Notizie come questa arrivano puntualmente a ciascuna delle 7000 famiglie toscane che hanno deciso di prendere parte attiva nell'iniziativa di solidarietà "Un cuore si scioglie e libera un bimbo". «In dieci anni di attività siamo riusciti ad aprire 120 centri di accoglienza per i bambini di strada - ci racconta Mauro Barsi, presidente del Progetto Agata Smeralda - tutti dislocati all'interno di Salvador Bahia».
Un ampio territorio, grande quanto la Francia, in cui vivono circa 20 mila persone. La gente del posto lo chiama Fazenda Grande. Un luogo animato da un'infinità di piccoli negozi e bancarelle, dove le case si fanno sempre più povere e le strade più strette e scoscese. Ci sono zone completamente in mano alla malavita locale, dov'è difficile e sconsigliabile entrare.
«Qui abitano tanti bambini che hanno perso i genitori. Sono i cosiddetti meninos de rua, bambini che vivono in gruppo per difendersi dalla solitudine - continua Mauro Barsi -. Molti di loro non sono nemmeno iscritti all'anagrafe, il che vuol dire che è come se non esistessero».
Per loro il futuro non riserva gran belle sorprese. Alcuni vengono indotti alla prostituzione, altri "servono" per il commercio di organi, altri ancora vengono giustiziati per la sola colpa di non appartenere a nessuno. «Il nostro intento è quello di fornire a questi bambini un'alternativa di vita rispetto alla realtà che gli si prospetta davanti - aggiunge Barsi -. Giorno dopo giorno cerchiamo di far capire loro che, come tutti gli esseri umani, hanno alcuni diritti fondamentali. Quello all'assistenza medica, per esempio, o quello di avere un'istruzione. Ci adoperiamo per risvegliare le coscienze di queste persone, cercando di aiutarle a camminare con le proprie gambe».