Animali esotici nelle abitazioni, un giro di affari milionario. Una storia a lieto fine

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

A chi mai potrebbe venire in mente di comprarsi un bradipo? Sicuramente un animale delizioso, la cui fama è stata accresciuta anche dal film per ragazzi L'era glaciale dove era uno dei protagonisti, ma da lì a pensare di metterselo in casa...

Eppure, il proprietario di un negozio di animali di Catania qualche mese fa, lo ha messo regolarmente in vendita, anche attraverso un'asta su e-bay, come fosse un oggetto qualsiasi. Chiunque, per 4.500 euro, trattabili, poteva portarselo via.
Poco importa se il soggetto in questione vive solo in Amazzonia, dove la temperatura è umida e mite tutto l'anno.

Infatti, questa simpatica creatura, tra le varie stranezze che lo caratterizzano, ha anche quella di non sapere mantenere la temperatura corporea, esattamente come i rettili, nonostante sia un mammifero. È l'icona della pigrizia e della lentezza, vive sugli alberi, il maschio addirittura passa la sua intera esistenza sempre sullo stesso. Scende una sola volta alla settimana per fare la cacca, è talmente lento anche in questa operazione che talvolta si addormenta mentre la fa...

Il pelo gli cresce in senso contrario e, a causa dell'ambiente umido e della lentezza dell'animale, è cosparso di piccole alghe. Strano a dirsi, ma è un abile nuotatore. Sembra una scimmia ma in realtà è imparentato con armadilli e formichieri, tutti appartenenti all'ordine degli sdentati, anche se qualche dentino lui ce l'ha. È vegetariano e tutto ciò che mangia gli rimane nello stomaco per un mese...

Queste sono solo alcune informazioni sulla natura del bradipo, (parola che in greco significa lento movimento) che dovrebbero farci capire che l'idea di ospitarlo sul lampadario di casa non è proprio saggia.

 


Scoperto da Striscia

Una giornalista, passata per caso nel negozio di Catania, ha denunciato con una lettera e alcune fotografie, la presenza del piccolo bradipo alle associazioni animaliste. Uno spettacolo molto triste che ha fatto il giro di tutti gli amanti degli animali fino ad arrivare a Striscia la Notizia il tg satirico, che non solo racconta in chiave ironica le debolezze del nostro paese, ma che ci porta spesso a conoscenza di ingiustizie perpetrate a danni di animali.

È stato proprio grazie a Striscia (www.striscialanotizia.mediaset.it) che la storia del bradipo è diventata un caso nazionale, per fortuna a lieto fine.

Ma come è possibile acquistare legalmente nel nostro paese animali che richiedono cure e attenzioni molto specifiche, come un bradipo? Risponde Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav: «Perché la Cites, la cosiddetta Convenzione di Washington (www. cites.org), è una normativa internazionale che non è finalizzata alla protezione degli animali, ma che disciplina il commercio solo delle specie di fauna e flora, minacciate di estinzione. Il singolo esemplare può essere tutelato solo dal maltrattamento, ma se non rientra tra gli animali presenti nell'elenco di quelli protetti, può essere venduto e acquistato proprio come un oggetto».

 

Riscattato

Per questa ragione il proprietario del negozio, nonostante le ripetute segnalazioni a chi di dovere, continuava ad esibire dentro una scatola il povero animale, nella speranza che qualche irresponsabile lo acquistasse.

L'unica soluzione era quella di riscattarlo; così il bradipo è stato regolarmente comprato dall'associazione animalista Gli amici di Paco, che prima però aveva saggiamente individuato nel Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona (di cui abbiamo parlato ampiamente nel numero di giugno dell'Informatore), il luogo perfetto dove ospitarlo.

Il parco, infatti, tra i più grandi ed interessanti d'Italia, la cui missione è quella di tutelare le specie minacciate e fare informazione, ha una serra di oltre 800 metri quadrati, popolata di piante esotiche e animali liberi: uccelli, iguane, pipistrelli e tartarughe. Il piccolo, però, appena arrivato, ha iniziato a manifestare un visibile disagio.

È stato il direttore del parco, Cesare Avesani, ad avere l'intuizione: "ridiamogli la sua scatola!". Infatti il bradipo, che non aveva mai assaporato la libertà, era molto disorientato in un luogo aperto e grande, mentre la sua scatola rappresentava un piccolo spazio rassicurante.

Così, da quando gli è stata restituita, è molto più sereno. A tutt'oggi ci passa lunghi periodi e di tanto in tanto esce per esplorare questo spicchio di foresta. Forse era prevedibile, vista la sua proverbiale lentezza, che anche l'adattamento a questa nuova vita richiedesse un po' di tempo.

 

Esotici in casa

«L'abitudine di tenere in casa esemplari esotici è molto diffusa, - ci spiega Troiano - ogni anno nel mondo un elevato numero di animali vivi è vittima di commercio: oltre 3 milioni di uccelli, 500 milioni di pesci tropicali e coralli, 2 milioni di rettili, 50.000 scimmie, per fare qualche esempio. È un giro di affari stimato in oltre 10 miliardi di euro all'anno, di cui il 25% deriva da attività illegali. L'Italia è il primo importatore di pelli di rettile in Europa, con quasi un milione di pezzi, ed è quarta in classifica per l'importazione di uccelli vivi. Si calcola che, solo nel nostro paese, questo traffico frutti circa 500 milioni di euro l'anno».

Mentre il commercio mondiale che coinvolge, oltre agli animali vivi, anche parte di essi (pelli, pellicce, coralli) e piante, o parti di esse (legnami, cortecce) arriva a muovere un traffico di oltre 100 milioni di euro l'anno, di cui un terzo è illegale. Un giro di affari che viene dopo solo a quello di armi e droga.

Il vice questore aggiunto Francesco Franci Montorzi, funzionario responsabile del Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato di Firenze, ci racconta che,  «per quanto riguarda il commercio legale Cites nell'ambito toscano, gli aeroporti di Peretola e Pisa e il porto di Livorno, rappresentano i principali punti di arrivo, da parte dei paesi extracomunitari, di pelli di coccodrilli, serpenti, tronchi di legname tropicale che vengono successivamente trasformati, anche dalle grandi firme della moda italiana, in borsette, scarpe, abbigliamento, manufatti ecc.».

«Uno dei problemi principali del traffico illegale Cites - sottolinea Franci Montorzi - è dovuto al fatto che porta grossi guadagni con rischi limitati: le pene detentive non sono infatti particolarmente pesanti, anche se comportano l'applicazione di pene pecuniarie elevate e la confisca delle merci importate e commerciate illegalmente.

L'azione fondamentale di contrasto al commercio illegale, svolta dal Corpo forestale dello Stato, quale autorità di controllo preposta alla Cites in Italia, è la sorveglianza minuziosa e costante sugli ingressi presso le dogane delle merci provenienti da paesi extra-CE. Solo in tal modo si può sperare di identificare i veri organizzatori dei traffici illegali.

Anche le persone comuni, talvolta in buona fede, contribuiscono ad incrementare questo commercio, portando a casa dai loro viaggi in paesi esotici, conchiglie, coralli e talvolta piccoli animali vivi: camaleonti, scimmiette, tartarughe, che vengono venduti a poco prezzo nei loro paesi d'origine. In questo caso le sanzioni amministrative possono essere molto pesanti. Per questa ragione, invitiamo sempre i viaggiatori a non acquistare nulla nei paesi che visitano, se non appositamente certificato».

L'atteggiamento migliore, per contribuire a salvaguardare l'ambiente, è resistere alle tentazioni e tornare dai viaggi solo con tante fotografie.

 

Per ulteriori informazioni www.corpoforestale.it


Fotografie di Silvia Amodio