Con le feste si impennano i consumi di spumante e champagne. I due vini a confronto

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.



Bollicine d'annata 2
No spumante, no party. Che festa sarebbe senza le bollicine nel bicchiere? Con l'avvicinarsi delle feste gli scaffali dei negozi si riempiono di bottiglie di spumante e champagne: l'offerta è immensa, il cin-cin è d'obbligo in questo periodo dell'anno, in cui si vendono e si stappano milioni di bottiglie in tutto il mondo.
In Italia il 55% dei consumi di spumante avviene fra novembre e gennaio. Secondo i dati Ismea-ACNielsen diffusi dalla Coldiretti, per festeggiare il Natale e il Capodanno salteranno nel nostro paese 35 milioni di tappi. La maggior parte degli italiani (59%) preferisce lo spumante italiano dolce, fanalino di coda lo champagne (2,4%). Nel 2005 sono stati spesi dalle famiglie italiane circa 232 milioni di euro e acquistate circa 59 milioni di bottiglie.

Frizzante francese
Basta il nome per evocare il brindisi. Champagne è infatti sinonimo di festeggiamento, ma anche di lusso e di esclusività (non per nulla è il vino preferito da James Bond!). Champagne è la denominazione che viene data ai vini che provengono dalla regione omonima (Champagne appunto) del nord-est della Francia, realizzati solo col metodo champenois (con rifermentazione in bottiglia, per l'aggiunta di lieviti selezionati e zucchero) e prodotti con le uve dei tre vitigni autorizzati, Pinot nero, Pinot Meunier (a bacca rossa che vengono vinificati in bianco) e Chardonnay. L'invenzione di questa dionisiaca bevanda è attribuita a Dom Pérignon, un monaco benedettino vissuto nel diciassettesimo secolo da cui prende il nome il prestigioso champagne Dom Perignon di Moët & Chandon. È un prodotto in genere piuttosto costoso. Fra le altre etichette particolarmente rinomate si annoverano Pommery, Krug, Mumm, Veuve-Cliquot. Nella maggioranza degli champagne in commercio non si trova l'annata in etichetta, perché spesso può esserci la presenza di vini di annate diverse allo scopo di ottenere un vino più armonico e omogeneo. Lo champagne millesimato è realizzato con uve derivanti da un'unica vendemmia.



Bollicine d'annata 1
Brindisi italiano
È la bevanda con le bollicine made in Italy, la risposta italiana al celebre cugino d'oltralpe. Frizzante, dolce o secco è ottimo come aperitivo o per accompagnare il dessert, ma anche a tutto pasto. In Italia è il vino prediletto in qualunque ricorrenza da festeggiare, dai compleanni ai matrimoni. Gli spumanti possono essere prodotti con due diversi metodi: quello classico (champenois) e quello charmat, dove la rifermentazione avviene in autoclave, indicato per la produzione di spumanti molto aromatici (come l'Asti prodotto con il Moscato). Le uve utilizzate per la produzione di vini spumanti possono essere bianche (come lo Chardonnay o il Riesling) o nere (come il Pinot Nero).
Fra le zone più vocate d'Italia ci sono Monferrato, Franciacorta, Oltrepò Pavese e Trentino Alto Adige. Il re degli spumanti italiani è l'Asti, vino spumante dolce Docg, uno dei più famosi prodotti enologici del mondo, vanto delle cantine del Monferrato.
È il vino italiano più venduto all'estero: si esporta circa l'80 per cento della produzione. È ottenuto dall'uva Moscato Bianco e ha un profumo caratteristico, delicato. È un vino molto aromatico, con una gradazione di 7-9 gradi e non è previsto l'invecchiamento, poiché perde facilmente sapore col passare del tempo. Fra gli altri ricordiamo il Prosecco Conegliano Valdobbiadene (il più venduto all'estero dopo l'Asti), prodotto nella zona collinare della provincia di Treviso, dal colore giallo paglierino brillante con spuma persistente, un profumo gradevole e caratteristico di fruttato.

Tra legge e gusto
La legislazione comunitaria distingue gli spumanti in 5 categorie a seconda del livello qualitativo (vini spumanti, vini spumanti di qualità, vini spumanti di qualità aromatici, vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate e vini spumanti aromatici di qualità prodotti in regioni determinate) e in 7 categorie a seconda del residuo zuccherino (Pas dosé, Extra brut, Brut, Extra dry, Secco, Semisecco e Dolce).
Per assaporarne a pieno il gusto e il profumo, champagne e spumante vanno bevuti freddi ma non ghiacciati. L'ideale è metterli in frigo qualche ora prima (nel reparto meno freddo) o nel secchiello col ghiaccio. L'importante è che la refrigerazione avvenga gradualmente, quindi niente freezer. Il bicchiere adatto per lo champagne e lo spumante secco è la flute, che ne esalta il perlage, e per lo spumante dolce la coppa, che ne diffonde l'aromaticità, entrambi rigorosamente di cristallo. Champagne o spumante che sia, come tutti gli alcolici, vanno bevuti con moderazione.



LE VENDITE
Italia batte Francia

Non è il risultato dei mondiali del 2006, bensì una statistica diffusa dalla Coldiretti, in cui la produzione italiana, oltre a mantenere il primato assoluto tra le famiglie italiane, sta conquistando nuovi mercati esteri: in Germania c'è stato addirittura lo storico sorpasso dello spumante sullo champagne.

Sulla base dell'elaborazione dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2006 c'è stata una crescita in valore delle esportazioni sul mercato mondiale dell'11 per cento. I principali clienti stranieri dello spumante made in Italy sono la Germania, dove si realizza il 25% del fatturato di esportazione, gli Stati Uniti (20%) e la Gran Bretagna (10%), ma esiste anche una domanda rilevante in Francia (7,5%) nonostante la concorrenza del locale champagne.