Uno spumante di trebbiano toscano nella guida del Gambero Rosso

Scritto da Sara Barbanera |    Maggio 2017    |    Pag. 14

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Sara e Marco Pertici

Sara e Marco Pertici

Viticoltura

«L’azienda era di mio nonno Amelio e di altri quattro fratelli che la fondarono negli anni ‘50, con produzioni suddivise in seminativo, cerealicole, ortofrutticole e tabacco. Noi, figli e nipoti, siamo ripartiti dalla cura delle vigne, le nostre uve di trebbiano toscano, per esaltarle in modo nuovo, con un progetto di spumantizzazione che, in pochi anni, ha dato grandi frutti».

A parlare è Sara Pertici, responsabile dell’azienda agricola Fratelli Cupelli insieme al fratello Marco e alla mamma Ivana, titolare dell’impresa con sede a San Miniato, zona di terreni ricchi di minerali che conferiscono quell’acidità e freschezza tipica delle uve bianche di trebbiano toscano, protagoniste di una frizzante novità.


Come è nata l’idea di una linea di spumanti di trebbiano toscano?

«Il trebbiano è sempre stato utilizzato nell’attività vitivinicola toscana, ma mai considerato al livello dei grandi nomi di vini locali: volevamo produrre qualcosa che parlasse toscano e riscattare questa uva che può dare grandi risultati, se trattata in modo dedicato. Secondo il nostro gusto personale, abbiamo esaltato la sua naturale acidità ed effervescenza aggiungendo le bollicine. Dopo le prime bottiglie “test” del 2009, la produzione ha preso il via con una buona risposta del mercato e il primo grande riconoscimento: l’ingresso nella guida del Gambero Rosso 2017 con l’assegnazione di due bicchieri su tre e l’emozione di arrivare alla finale delle degustazioni».


Quali i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri?

«Oggi abbiamo in gamma due linee, fra cui Atmosfere, brut metodo classico che matura in bottiglia per 10 mesi ed è in assortimento nei punti vendita di Unicoop Firenze. Fra i nuovi esperimenti anche un Brut Rosé da uve canaiolo e piccole riserve che restano sui lieviti oltre 48 mesi. Per il futuro vorremmo crescere fino a maturazioni di 60 mesi, mantenendo una produzione dal carattere toscano al cento per cento. I nostri spumanti sono l’espressione di un territorio: è vero che le bollicine sono il jolly che si abbina praticamente con tutto, eccetto il dolce, ma a noi piace consigliarli con i piatti tradizionali, come una selezione di affettati e formaggi, un panino col lampredotto, una zuppa di pesce fino a una degustazione di tartufo. Ovviamente qui a San Miniato siamo di parte… e per il nostro pregiato tartufo troviamo sempre l’abbinamento giusto!».



L’intervistata

Sara Pertici

responsabile dell’azienda agricola Fratelli Cupelli


Notizie correlate

Poggio al Casone

Il vino delle lepri

Vigneti come oasi ecologiche e di ripopolamento


vigneto toscano

Annata cinque stelle!

Un settore, quello del vino, decisivo per l’economia della nostra regione


Trasformava in vino l’acqua

Licenziare un dipendente è sempre un trauma. La vicenda raccontata in un verbale del 1949