Quando consumare i prodotti freschi biologici

Le lettere dei soci

Quando consumare i prodotti freschi biologici

Ho comprato dell'insalata mista orientale bio. Non trovavo la data di scadenza e ho chiesto al box informazioni, mi è stato detto che non c'è la data di scadenza perché non è dovuto per legge ma è segnalato il giorno del confezionamento. Il signore gentilmente mi ha fatto notare che il giorno di confezionamento è scritto dopo la parola Lotto, nel caso mio è il centocinquantaduesimo giorno dell'anno. Se per legge non è obbligatorio, potreste almeno scrivere la data estesa per non costringermi a trovare un’agenda per scoprire che il giorno 152 corrisponde al 1° giugno 2018.

R.E. - Email

Comprendiamo il disorientamento del socio e confermiamo di non essere stato il solo a lamentarsene. Di fatto la linea Vivi verde per il settore ortofrutta non prevede per normativa l’indicazione della data di scadenza in quanto si tratta di un prodotto fresco al pari dei frutti e delle verdure che acquista sfusi presso i nostri reparti. Il nostro impegno è volto a garantire un prodotto fresco al momento dell’acquisto dopo di che il tempo di vita viene stimato e giudicato dal consumatore. A partire dal 2016, Coop ha cercato di effettuare lavorazione, confezionamento e distribuzione dei prodotti biologici direttamente dove viene coltivato il prodotto, al fine di ridurre al massimo il numero di spostamenti e ridurre il più possibile i tempi che intercorrono tra la raccolta e la vendita. Per garantire un maggior controllo sulle forniture è stato necessario inserire l'indicazione del lotto non più come gg-mm-aa ma come giorno progressivo dell'anno, modifica che consente una corretta gestione presso i fornitori e i punti vendita. Al cliente potrà comunque risultare utile sapere che secondo il capitolato Vivi verde Coop il prodotto deve essere in cella frigo, per rispettare la catena del freddo, entro due ore dalla raccolta. Inoltre il confezionamento deve essere effettuato entro 24 ore dalla raccolta, in molti casi avviene nella giornata stessa. (a cura dell’Ufficio Qualità)

Mater Bi fuori dal frigo

Alcuni giorni fa, aprendo il frigorifero di casa, ho avvertito un odore nauseabondo che assomigliava molto al cattivo odore del pesce marcio. Abbiamo completamente svuotato il frigo e lavato con acqua e aceto. Non c’era più cattivo odore. Siamo venuti alla Coop di Borgo San Lorenzo e abbiamo fatto una nuova spesa fra cui anche frutta e verdura. Dopo due giorni di nuovo il cattivo odore. Ho preso dal frigo un sacchetto con dentro della verdura e mi sono recato presso il punto vendita. Anche chi era all’accettazione/informazioni ha potuto constatare il cattivo odore e mi è stato detto che i sacchetti di Mater-Bi a contatto con merce umida si autodistruggono ed emanano cattivo odore. Posso dare un suggerimento? Sopra i distributori di sacchetti mettete un cartello bello grande con la scritta che gli stessi non vanno messi in frigo e il perché. In ogni caso vi prego di verificare perché i sacchetti per circa 4 mesi non puzzavano in maniera così forte e nauseante.

G.C. - Vaglia (Fi)

Il consiglio è di non utilizzare il sacchetto per riporre la frutta in frigo poiché essendo in Mater-Bi di IV generazione, quindi in linea con le vigenti normative, se ne consiglia l’uso per il solo trasporto della merce dal punto di vendita a casa e non per la conservazione, tanto meno in frigo. Essendo un prodotto che deve soddisfare i requisiti di biodegradabilità e compostabilità imposti dalla normativa vigente, se tenuto a contatto di prodotti e/o ambienti umidi per lungo tempo, inizia la sua degradazione aggiungendo l’odore prodotto a quello caratteristico della materia prima utilizzata per la sua produzione. Il consiglio è di dividere e riporre la frutta negli appositi contenitori in dotazione su alcuni modelli di frigo in commercio o di utilizzare quelli in ceramica o materiali idonei non usa e getta, riutilizzando il sacchetto ad esempio per la raccolta dei rifiuti umidi. Inoltre la frutta ha necessità di “respirare” e tenerla in un sacchetto non permette ai gas naturali prodotti dalla maturazione di disperdersi rischiando di far marcire alcuni frutti il cui processo di maturazione sarebbe per natura più lento. L’odore del sacchetto, poiché molto volatile, può variare e quindi un sacchetto preso da un cartone appena aperto avrà un odore maggiore di uno preso da un cartone aperto da qualche giorno, senza influire in alcun modo sulle caratteristiche del sacchetto stesso e del suo contenuto. 

Pomodorini e glutine

Vorrei sapere se nei pomodorini ciliegini di Sicilia Fior fiore ci sono tracce di glutine.

D. S. - Arezzo

Siamo molto sensibili al problema della celiachia, infatti collaboriamo da anni con Aic e forniamo loro le indicazioni utili, per quanto riguarda i prodotti a marchio Coop, alla redazione del prontuario Aic, che contiene l'elenco di tutti i prodotti che le persone celiache possono consumare con tranquillità. Gli ingredienti e di conseguenza gli allergeni presenti nei prodotti Coop sono chiaramente indicati in etichetta in tutti i prodotti a nostro marchio; gli allergeni eventualmente presenti per contaminazione crociata sono indicati in etichetta alla fine della lista ingredienti con la frase "può contenere tracce di". Inoltre, anche sul nostro catalogo on line http://www.catalogoprodotti.coop.it/pam/it/, inserendo il codice Ean del prodotto si può verificare la presenza o meno di allergeni. (a cura dell’Ufficio qualità di Unicoop Firenze)

Dove si conservano le uova?

Perché la Coop tiene le confezioni di uova sugli scaffali, mentre altre catene le tengono in frigo? Inoltre sulle confezioni delle uova, anche su quelle a marchio Coop, si trova la raccomandazione di conservare in frigo. Qual è il modo più corretto?

A. N. - email

La legislazione delle uova prevede l’obbligo di indicare sugli imballi la dizione “conservare le uova in frigo dopo l’acquisto”;  la stessa legge impone che  il prodotto sia immagazzinato e trasportato a una  temperatura costante per garantire la conservazione ottimale delle caratteristiche igieniche del prodotto.  In questo ambito legislativo la nostra scelta è quella di garantire che tutta la filiera delle uova in arrivo ai nostri negozi avvenga a temperatura ambiente evitando così  dannosi sbalzi termici durante il trasporto a casa del cliente. È proprio durante le fasi di acquisto, infatti, che le uova devono essere mantenute a temperatura costante evitando possibili condense sopra il guscio che favorirebbero il passaggio di eventuali batteri nocivi all¹interno dell¹uovo. Una volta a casa, come lei ci conferma già fare, si consiglia di conservare le uova in frigo per garantire un consumo ideale del prodotto. ( a cura dell’Ufficio qualità  di Unicoop Firenze)

Pane veramente toscano

Ho comprato in questi giorni al banco forneria il Pane Toscano Dop: devo dire che erano anni che non mangiavo un pane così "veramente" toscano nella sua forma e nel suo gusto. Ho 67 anni e questo pane mi ricorda davvero il buono e profumato, benché completamente sciocco alla maniera toscana, pane "casalingo" della mia gioventù. Un pane veramente Dop ma anche oserei dire Doc.

G. V. - Firenze

«Nel 1988 Unicoop Firenze ha avviato la produzione interna di pane che a oggi è estesa a 26 punti vendita. Dal 2005 il pane comune viene prodotto con farina da grano toscano, oggi utilizzata per il 65% della produzione interna, pari a circa 3 milioni di chili di pane e schiacciata all’anno. Obiettivo futuro è utilizzare solo farina toscana per tutto il pane di produzione interna. Il sostegno all’economia e alla produzione locale passa anche per tre progetti di filiera avviati sul Pane del Mugello nel 2005, sul Pane Toscano DOP nel 2016 e su alcuni prodotti realizzati da Cerealia nel 2018». (Marco Ponticelli, business manager forneria-pasticceria di Unicoop Firenze)