Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Novembre 2014    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Vi scrivo poiché volevo sapere se era possibile trasportare un bimbo (età 24 mesi) nel cestino con le ruote che si trova all’ingresso di ogni vostro punto vendita. Non sono riuscito a trovare delle regole per l’utilizzo dello stesso all’interno del punto vendita; per caso ce sono? Vi ringrazio per la risposta.

P. L. - Sesto Fiorentino (Fi)

Non si può, per motivi igienici e di sicurezza, visto che non sono predisposti per quest’uso.

Il vampiro non c’è più

Mi riferisco all’articolo Caccia al vampiro, nel numero di settembre dell’“Informatore”. Prendo un qualsiasi apparecchio TV nella cui targhetta è riportato: consumo energetico annuale (in funzione) 47 Kwh (chilowattora); consumo in standby 0,3 Watt. L'ultimo dato è quello che ci interessa. Facciamo un po' di conti: 0,3 W x 24 ore = 7,2 Wh giornalieri x 365 = 2.628 Watt o 2,628 kwh annui che moltiplicati per 40 centesimi come riportato nell'articolo fa esattamente un euro e cinque centesimi di spesa annua per tenerlo in standby.

C'è un dettaglio che ritengo utile per i lettori affinché non siano intraprese abitudini pericolose per i loro dispositivi elettronici.

Gli apparecchi di vecchia concezione, erano muniti d’interruttore ON-OFF che isolava dalla rete ed il circuito era provvisto di un filtro che serviva ad ammorbidire il picco di assorbimento di corrente causato dall'accensione. Il circuito di alimentazione dei moderni apparecchi è concepito in modo del tutto diverso e non prevede distacchi continui dalla rete. Risultato: montate la ciabatta con interruttore e usandola a piè sospinto il vostro apparecchio vivrà molto meno. Sappiate che oltre il 70% di guasti dei moderni apparecchi è nella sezione di alimentazione dei dispositivi. Ciò che posso consigliare agli amanti della ciabatta elettrica è di usarla quando ci sono forti temporali con fulmini, eviterete che l'apparecchio possa danneggiarsi se qualche scarica colpisce l'antenna e questa è sprovvista di protezione.

G. L. N. (perito elettronico) – Scandicci (FI)

Ringraziamo il lettore per averci scritto e per le opportune precisazioni. In effetti i Tv Lcd consumano pochissimo ma solo quelli di ultima generazione, quelli che a riposo non hanno nemmeno il led acceso; ma nelle nostre case ci sono ancora monitor e tv a tubo catodico e altri apparati, come quelli citati dall'articolo, che consumano anche quando non sono usati. Detto questo è meglio non accendere e spegnere i Tv Lcd, come scrive giustamente il lettore, con il rischio di abbreviarne la vita per risparmiare un euro l’anno.

A ciascuno il suo

A settembre dopo aver fatto la spesa mi è stato consegnato come di consuetudine il vostro giornale, al suo interno riportavate una pubblicità per la vendita e l'installazione di caldaie murali e impianti fotovoltaici. Facendo parte del mondo del terziario e del piccolo artigianato mi sembra troppo! Sarà mia premura divulgare ed informare i miei colleghi di quanto state facendo appendendo nelle sedi più opportune la vostra pubblicità. Credo che ognuno debba fare il suo lavoro nel proprio settore, ma voler mangiare da tutte le parti mi sembra francamente troppo, almeno lo è per me. I tempi sono cambiati ma il capitalismo che ha combattuto chi vi ha creato vi ha sopraffatto.

N. L. – Pisa

Quella pubblicità la poteva fare il sig. Lazzeri o uno dei suoi colleghi. Noi abbiamo offerto ai nostri soci l'opportunità di uno sconto importante in buoni sconto da spendere presso di noi, naturalmente a spese di Estra e naturalmente a montare le caldaie o i pannelli solari saranno artigiani e lavoratori come il sig. Lazzeri e come noi.

A sconto anticipato

Ho letto sull’“Informatore” di ottobre a pag. 19 un trafiletto sul museo archeologico di Artimino. Ci siamo detti in famiglia “andiamo, per giunta c’è il biglietto ridotto a due euro, una occasione imperdibile!”. Domenica 28 settembre arrivati alla biglietteria una bella sorpresa: l’addetta ci dice molto meravigliata di non saperne nulla, al che mi sono cascate le braccia dallo stupore. Con questo io volevo sapere se è stata una mala informazione da parte vostra oppure non hanno capito da parte del museo.

P. R. – Lastra a Signa (Fi)

Siamo veramente spiacenti dell’accaduto. La convenzione firmata con chi gestisce la biglietteria, si applica dal 1° ottobre 2014. Alla biglietteria non avevano ricevuto la comunicazione e del resto c'era ancora qualche giorno. Il bello è che, grazie al socio, le addette del Museo, hanno telefonato, si sono informate e hanno applicato lo sconto agli altri soci che si sono presentati dopo; purtroppo il sig. Rosella era già andato via. La colpa, comunque, è nostra per non aver tenuto conto che il numero di ottobre veniva diffuso dal 26 settembre nei punti vendita e quindi occorreva specificare la data d’inizio dello sconto.

Latte e marchio

Presso dei punti vendita coop ho trovato esposti confezioni di latte “La buona fattoria”, latte Coop e Latte Èpiù, tutti prodotti dalla Padania Alimenti ma venduti con diversi marchi. Vorrei sapere se ci sono differenze tra i prodotti e se sì quali.

M. G. – E mail

I produttori trattano qualità di latte differente, che dipendono dalle stalle e dall’alimentazione delle mucche. In base alla qualità il latte è indirizzato al confezionamento per i diversi marchi. Nello specifico, il prodotto Coop deve rispettare i rigidi requisiti sia organolettici che di sicurezza igienico-sanitaria riportati nel capitolato tecnico. Il latte deve rientrare come regole sia di produzione che di qualità, nel rigido capitolato sottoscritto dal fornitore. Inoltre, a tutela del consumatore Coop effettua controlli ispettivi periodici sia sul prodotto che sullo stabilimento. (a cura dell’Ufficio Qualità dell’Unicoop Firenze)

Discriminati

Devo segnalare una discriminazione che la nostra cooperativa attua nel centro Le Piagge dopo la ristrutturazione. Non solo non ci sono molti dei prodotti in promozione riportati sui volantini pubblicitari, ma oltretutto vengono a mancare tanti altri prodotti che ci sono negli altri punti di vendita. La domanda è: perché da via Pistoiese, per fare la spesa, devo andare al centro di Ponte a Greve? Sono socio dal 1972 e una cosa del genere non me la sarei mai aspettata dalla nostra cooperativa… oppure non è più nostra?

S. G. - Firenze

È difficile rispondere a lettere come questa: alla passione e all’affetto del socio (abbiamo abbreviato il suo messaggio) dovremmo rispondere con fredda logica commerciale. Ma anche la logica commerciale ha un lato affettivo: se vogliamo mantenere la “nostra” cooperativa dobbiamo far tornare i conti. Anche le cooperative possono fallire. Abbiamo ridotto l’assortimento e le promozioni al supermercato de Le Piagge, allineandolo agli altri supermercati alimentari, per ridurre i costi e quindi non subire le gravi perdite degli ultimi anni per quel supermercato.

Fresche e basta

Vorrei sapere se le carni fresche, sia quelle preincartate nei vassoi di polistirolo, che quelle tagliate al momento dagli operatori al banco macelleria, sono trattate con conservanti. Se sì, vorrei sapere quali tipi di sostanze vengono aggiunte, se vi arrivano già trattate o se i trattamenti vengono effettuati da voi. E infine, perché questo non compare in etichetta? Da alcuni discorsi di un vostro operatore mi è sembrato di capire che anche le carni fresche contengano conservanti, in particolar modo nitriti/nitrati, che sono sostanze pre-cancerogene, ma spero di essermi sbagliata.

F. D. - Fucecchio (FI)

No, non vengono aggiunti né additivi, né conservanti sia nelle  carni confezionate nei punti vendita che presso il nostro Centro lavorazione carni di Pontedera. Non dichiariamo in etichetta nitrati e nitriti o altri agenti chimici perché non ci sono! L’unico accorgimento “fisico” adottato, per le confezioni del Centro di Pontedera, è l’“atmosfera modificata”, cioè senza ossigeno per non “ossidare” la carne e conservarla qualche giorno in più anche nel frigorifero di casa. (Carlo Calusi, responsabile settore carni e pesci)

La Cina è vicina

Vorrei segnalare che non solo sempre più prodotti non alimentari ma anche quelli alimentari prodotti in Cina sono presenti sugli scaffali della Coop. In particolare le bacche di Goji ma anche il classico peperoncino! Non si produce peperoncino in Italia? in particolare nel Sud Italia? Credo valga la pena di indagare meglio i produttori attuali o potenziali per riportare in Italia tale produzione tipica.

M. P. B. - Pisa

Per le bacche di Goji la provenienza non può essere che dall’Asia. Il nome goji è stato creato nel 1973 dall’etnobotanico nord-americano Bradley Dobos. Queste bacche rosse crescono spontaneamente nelle valli himalayane, della Mongolia, del Tibet e nelle province della Cina dello Xinjiang e del Ningxia. Sono coltivate da migliaia di anni e sono considerate un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese. Per il peperoncino, per l’appunto stiamo valutando una linea di erbe 100 per cento italiane, che sarà disponibile appena il fornitore sarà pronto. I peperoncini che abbiamo in assortimento per la precisione arrivano dall’India non dalla Cina, comunque il ragionamento non cambia. (Simone Bongini, responsabile settore generi vari)

Promo Libera

Vorrei segnalare che i validi prodotti Libera (fatti nelle terre confiscate alle mafie, n.d.r.) non sono mai in promozione; l’ultimo, brevissimo periodo sarà di almeno 12 mesi fa. Perché? Libera produce anche un'ottima marmellata di limoni, che ho trovato alla mostra Terra Futura, perché non offrirla come "novità" per i Soci ?

A. L. T. - Firenze

Non facciamo molte promozioni perché le quantità disponibili di questi prodotti non bastano a coprire l’intera rete dei nostri punti di vendita. Le promozioni le facciamo quando ci sono quantità necessarie a soddisfare le richieste di soci e clienti. Questo vale anche per la marmellata di limoni, che metteremo in assortimento quando potremo coprire la richiesta della nostra rete. (Simone Bongini, responsabile settore generi vari)