I traumi e le patologie più diffuse. Come scegliere l'attività sportiva

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2011    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Durante il periodo estivo, è normale che i bambini, magari nuotando in mare o facendo passeggiate in montagna si muovano di più. Ma a settembre ricomincia la scuola. Un appuntamento importante sia dal punto di vista culturale che formativo. Ma l'attività fisica è altrettanto importante anche durante l'autunno e l'inverno.

Ormai quasi tutti i bimbi fanno sport (nuoto, calcio ecc.), ma in caso di eventuali traumi come risolverli? Ecco i consigli del dottor Giuseppe Cucca, specialista in Ortopedia e traumatologia, Trauma center pediatrico, Azienda ospedaliero-universitaria, Ospedale pediatrico Meyer - Firenze.

«I traumi più frequenti sono le distorsioni e le contusioni. Ovviamente i casi più importanti devono essere subito portati all'attenzione del medico pediatra abituale o addirittura al pronto soccorso, ma è anche vero che la maggior parte dei piccoli traumi possono essere risolti con un po' di ghiaccio, riposo e buon senso: se nei giorni successivi ad un trauma il dolore o i disturbi vanno verso un rapido miglioramento, è verosimile che si tratti di un episodio a risoluzione benigna e spontanea, mentre se si osserva un protrarsi dei sintomi o addirittura un peggioramento, è bene ricorrere al medico».

Dunque non fare mai riprendere al bambino-ragazzo l'attività sportiva prima che l'episodio traumatico sia stato completamente risolto. In altre parole, non permettergli di giocare una partita, se presenta ancora un po' di dolore, solo perché si tratta di una "partita importante".

«Una patologia frequente dei giovani sportivi - prosegue il dottor Cucca - è rappresentata dal dolore a livello delle sedi di origine ed inserzione dei gruppi muscolari principali dell'arto inferiore, come alcune zone dell'anca vicino all'inguine, la parte inferiore della rotula, la parte della tibia posta subito sotto al ginocchio ed il tendine d'Achille al tallone. Questo tipo di patologie è legato al fatto che quando i nostri figli crescono ciò che inzialmente si "allunga" sono le ossa, mentre le parti "molli", muscoli e tendini, sono costrette a "inseguire", cioè sono inevitabilmente sempre un po' "corti" (soprattutto nelle fasi in cui l'incremento della statura è più rapido) e quindi esercitano una maggiore trazione nei punti menzionati. Questi problemi trovano la loro principale cura e prevenzione nello "stretching", esercizio che favorisce l'allungamento dei muscoli e ne previene le contratture».

Consigli ai genitori nella scelta dello sport per i propri figli?
«Credo che spesso sia importante, più che scegliere lo sport "perfetto", scegliere il giusto allenatore e il giusto "ambiente" in cui praticarlo.
Qualunque sport può essere appassionante, divertente e utile alla sana crescita fisica ed umana dei nostri figli, purché trasmesso da un allenatore-istruttore appassionato, preparato e dedito, così come qualunque sport può essere deleterio in mano a personaggi improvvisati o troppo focalizzati sull'esito agonistico.
Quindi non pretendiamo di far fare ai nostri fanciulli lo sport che non siamo riusciti a fare noi. Se, ovviamente, per i più piccoli sono i genitori che scelgono e propongono, man mano che si fanno più grandi, cerchiamo di favorire il venire fuori della loro personalità, permettendogli di scegliere e anche di cambiare disciplina sportiva, non certo ogni 2 mesi sull'onda di fugaci impressioni, ma con responsabilità e giudizio».

Ultimamente le cronache ci raccontano che inaspettatamente alcuni ragazzi (soprattutto nel calcio) subiscono "morti improvvise". Quali precauzioni devono prendere i genitori e i medici sportivi?
«
Le morti improvvise - conclude il dottor Cucca - sono un argomento forse di maggior pertinenza cardiologica, più che ortopedica. Certamente è fondamentale che i nostri figli siano periodicamente visitati dal loro pediatra e che in caso di piccoli segnali d'allarme come fugaci malesseri non spiegati, vengano fatti presente al pediatra stesso, che nei casi opportuni potrà prescrivere ulteriori accertamenti».

 

L'intervistato: Dott. Giuseppe Cucca, specialista in Ortopedia e traumatologia, Trauma center pediatrico, Azienda ospedaliero-universitaria, Ospedale pediatrico Meyer - Firenze

 

Fondazione Meyer
Mukki Day

Torna la grande festa della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno e come d'abitudine la Fondazione Meyer è ospite speciale di questo avvenimento aperto gratuitamente a tutte le famiglie.

Quest'anno l'appuntamento è fissato per domenica 11 settembre (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19).

Un'occasione unica per divertirsi e scoprire e gustare il mondo Mukki: tante sorprese, giochi e golosi prodotti per tutti. E poi spettacoli, balli, palloncini e tanto altro. La Fondazione Meyer sarà presente con il proprio stand dove poter effettuare una donazione e ricevere bellissimi gadget.

Info: www.mukki.it

 


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