Tutto italiano anche il latte Coop a lunga conservazione

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2017    |    Pag. 14

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

latte italiano Latte a marchio Coop

Fresco, microfiltrato e ora anche a lunga conservazione: il latte Coop è tutto nazionale, com’è evidenziato dalla dicitura “latte 100% italiano” e dalla piccola bandiera tricolore sulle confezioni di latte Uht Coop, nuove anche nella veste e nel comodo contenitore con il tappo.

Quello del latte è un mercato sempre più complicato, in forte cambiamento e con molte e diverse esigenze. Sì, perché se per molti il latte è sicuro e fa bene, per altri è diventato un consumo da moderare, sia per l’intolleranza al lattosio che per il minore consumo di proteine e grassi animali. Incide negativamente anche il cambio di abitudini alimentari: secondo i dati dell’Osservatorio Doxa-Aidepi Io comincio bene  il 14 per cento delle persone non fa più colazione in modo regolare; una parte di quelle che continuano a farla ha ridotto il consumo di latte di mucca, consumando “latti alternativi”, di riso o soia, o altre bevande, come il ginseng e l’orzo.

Sui cambiamenti in corso e sull’assortimento di prodotti a marchio, abbiamo intervistato Roberto Nanni, responsabile strategia prodotto Coop, e Roberto Vanzini, brand manager (responsabile prodotto Coop).


Quali sono le recenti evoluzioni del mercato del latte in Italia?

«Negli ultimi 3 anni - spiega Roberto Nanni - i dati di consumo mondiale del latte riportano una crescita dell’1,2 per cento e, per il prossimo triennio, si stima un aumento di un altro 2 per cento. Ma il mondo viaggia a due velocità, perché la crescita riguarda i Paesi in via di sviluppo, mentre calano quelli sviluppati. In Italia, infatti, il consumo di latte è diminuito: il latte fresco e quello microfiltrato, che insieme valgono 497 milioni di litri, hanno registrato un calo del 5,2 per cento; per quello Uht, con i suoi 1257 milioni di litri, c’è stata una perdita leggermente più contenuta, del 3,3 per cento.

Vero è che l’Italia è un paese anomalo: usa più della metà della propria produzione di latte per trasformarla in eccellenze Dop e Igp. Il resto della produzione italiana viene consumata come latte fresco o usata per la produzione di formaggi non tipici. La parte di latte mancante, circa il 40 per cento, viene quindi importata dall’estero».


Come risponde la Coop all’evoluzione del mercato?

«Da qualche mese il latte Uht Coop è 100 per cento italiano in tutte le tipologie (intero, parzialmente scremato e scremato), dando ai consumatori garanzie sulla provenienza e tutelando il comparto zootecnico, produttivo e distributivo italiano. Per rispondere alle nuove abitudini alimentari, siamo intervenuti anche sul packaging, adottando un contenitore col tappo che facilita sia il versamento del latte che la chiusura della confezione. Sul latte fresco e microfiltrato abbiamo dato garanzie maggiori rispetto a quelle imposte dalla legge, per rispondere al bisogno di sicurezza e qualità. Da qui è nata la linea Origine che garantisce la provenienza italiana, l’alimentazione delle mucche senza Ogm, senza proteine e grassi animali, l’accurata selezione degli allevamenti e dei mangimifici e il controllo sull’intera filiera delle caratteristiche igienico-sanitarie del prodotto».


Come si garantisce la Coop su sicurezza e qualità, nei confronti dei fornitori?

«Abbiamo tre strumenti - risponde Roberto Vanzini -: la selezione dei fornitori, secondo criteri rigorosi; norme sul contratto con standard chimico-fisici e batteriologici di produzione più severi rispetto alla legge; controlli sistematici e puntuali, con analisi e ispezioni effettuate lungo le fasi di produzione e distribuzione, con interventi immediati in caso di irregolarità. L’inserimento di nuovi allevamenti, mangimifici e latterie è un processo lungo e rigoroso. Fin dal 2005 sul latte abbiamo due certificazioni da parte di enti terzi, che attestano sia il sistema di controllo che Coop effettua, sia la provenienza del latte da animali alimentati solo con mangimi vegetali e non Ogm. Negli stabilimenti di lavorazione ci devono essere sistemi adeguati per non perdere la tracciabilità e serbatoi dedicati per non mescolare il nostro latte con quello di altri allevamenti. I controlli si svolgono con una media di circa 50 interventi di controllo e 200 analisi annuali, che si sommano ai piani di autocontrollo dei fornitori».


L'intervistato

Roberto Nanni

Responsabile strategia prodotto Coop


Origine

Sul sito www.cooporigini.it o con la App Coop Origini si può conoscere il luogo d’origine delle materie prime e dei prodotti a marchio Coop



Video


Notizie correlate

Il giusto prezzo

La posizione di Coop sul prezzo del latte dopo le polemiche degli agricoltori italiani


Latte come acqua

Le lettere arrivate in redazione


Latte e caglio

Di mucca, pecora, capra o misto, le mille virtù di un alimento antichissimo e altamente nutriente