Incontro con l'attore e regista toscano, di nuovo in scena a Firenze con gli indimenticabili personaggi della famiglia Gori

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Il teatro ce l'ha sempre avuto nel sangue.
Fin da quando, svettando con la sua altezza - già all'epoca notevole - recitava con gli altri bambini nel teatrino parrocchiale di San Francesco di Pelago, la piccola frazione della Val di Sieve dove è nato 56 anni fa. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma Alessandro Benvenuti continua a portare in scena, con la stessa passione, personaggi e frammenti di vita quotidiana in agrodolce. Lo fa alla sua maniera, da attore nato nel cabaret. Pochi fronzoli, uno stile essenziale: lui, da solo, basta a riempire il palcoscenico.

Attore, regista, autore, direttore artistico del Teatro Puccini di Firenze, a tempo perso anche cantante, e soprattutto - cosa non banale nel mondo dello spettacolo - uomo di grande sensibilità. Molto impegnato (e su più fronti) in questo inizio di inverno, l'abbiamo raggiunto telefonicamente mentre era ad Ivrea per le prove de "La Califfa", spettacolo di cui cura la regia, mentre continua la sua tournèe con "Ritorno a casa Gori". Il suo soggiorno in Piemonte ci offre lo spunto per iniziare la nostra chiacchierata.

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Che tipo d'accoglienza ha il teatro toscano fuori dalla regione?

Guarda, dipende da cosa intendi con teatro toscano. Io penso, scrivo e parlo toscano, ma i temi sono nazionali. Le situazioni, i comportamenti, i tic che racconto appartengono a tutti, indipendentemente dal fatto che in platea ci siano piemontesi o siciliani. Se non parli un dialetto particolarmente difficile - come il bergamasco, o la lingua sarda: o provaci un po' te a capirci qualcosa! - arrivi comunque al cuore della gente, perché sono i contenuti che fanno scattare la scintilla. Fin da quando ho iniziato a scrivere testi ho pensato ad argomenti che non fossero circoscritti al mio territorio: il mio teatro è diventato più toscano quando nel gruppo dei Giancattivi (fondato nel 1972 insieme ad Athina Cenci e Paolo Nativi, nda) è entrato Francesco Nuti. Lui non avrebbe potuto essere convincente in nessun'altra lingua. Altra cosa è il vernacolo: un genere rispettabilissimo, ma che non mi appartiene.

Come è cambiato il pubblico in questi anni?
È un pubblico giovane, colto, disposto a farsi sorprendere. C'è un filo rosso che unisce le platee di tutta Italia, una sorta di identità collettiva. Il pubblico toscano, in particolare, ha una tradizione teatrale molto forte, un po' come l'Emilia Romagna. Per cui sono molto fiducioso, nonostante i forti venti di tempesta.

Ti riferisci ai tagli dei finanziamenti per la cultura e lo spettacolo decisi dal Governo? O allo strapotere della televisione?
Hai tirato fuori due cose mica da ridere... e comunque sono strettamente legate l'una all'altra. Questo Governo si specchia nella tv commerciale: fa fatica a riconoscersi in una cultura antica come il teatro perché la sua storia è troppo recente. Così taglia i fondi a tutto ciò che non lo identifica. Mi rendo conto che potrei essere tacciato di antipatie politiche, ma per fortuna non sono solo io a dirlo. Il grande Giorgio Albertazzi, dichiaratamente di destra e quindi al di sopra di ogni sospetto, ha commentato: «Questo Governo taglia i fondi al teatro perché lo considera inutile». Ogni commento è superfluo...

E la televisione?
Viviamo in un'epoca in cui tutti hanno diritto ad apparire. I contenitori sono tanti, troppi, e per riempirli tutti si è dovuto abbassare il livello di qualità. Abbiamo un futuro mediatico davanti a noi, ma c'è inevitabilmente un prezzo da pagare...

Anche tu però hai ceduto alle lusinghe della fiction...
Non voglio nascondermi dietro un dito, con la fiction si guadagna decisamente bene. Ma non è solo per una questione economica che ho accettato di entrare nel cast di "Caterina e le sue figlie" e, qualche anno fa, di "Un colpo al cuore", di cui ero anche regista. Di mestiere faccio l'attore e credo che un attore debba sperimentare a tutto tondo, mettersi continuamente alla prova. Per me è stata una grande scommessa lavorare in una fiction e per di più interpretare un personaggio negativo, il marito fedifrago e, ti dirò, mi sembra di esserci riuscito anche benino... Nella mia professione non voglio snobbare niente, meglio tenersi preparati a qualsiasi eventualità: pensa che mi sono rimesso perfino a cantare nella Banda improvvisa di Loro Ciuffenna...

E il teatro come può sopravvivere in tutta questa confusione?
Sopravvive a stento, e nemmeno troppo bene. Io però sono fiducioso: ci sono tanti giovani che vogliono pensare con la loro testa, e non accettano di rinchiudersi in una stanza, davanti ad uno schermo, su una poltrona che piano piano prende le tue forme, fino a diventare un prolungamento del tuo corpo. È un po' come la Resistenza: il popolo si ribella sempre quando sente che vogliono imporgli qualcosa... In teatro c'è molta più libertà: non è come la televisione, dove magari ti fanno vedere la morte in diretta o delle scene osé in un reality show, ma alla fine censurano un programma, o un artista. Il teatro è la forma più democratica di espressione, e anche la più economica. Si può fare per strada, a casa di qualcuno: basta avere un'idea... Penso a Cioni Mario di Gaspare fu Giulia: con una sedia e una lampadina Roberto Benigni mise in scena un capolavoro: e avrà speso sì e no 10 mila lire...

A proposito di spettacoli cult: a gennaio torni a Firenze con un classico del tuo repertorio, "Ritorno in casa Gori"...
Fra ninnoli e nannoli sono 19 anni che pratico la famiglia Gori... Ancora non mi è venuta a noia e soprattutto non è venuta a noia al pubblico, che continua a seguirne le vicende con grandissimo affetto.

Sul palco Alessandro Benvenuti è da solo, a dare voce e anima a Bruna, Libero, Danilo, Cinzia, Sandra, Luciano, Samantha, l'incontenibile Gino e il "ferrarista" Annibale, il nonno in carrozzina preoccupato più che mai per la sua sorte ora che la figlia Adele è morta e lui è rimasto solo con "quel boia" del genero.

Si ride, di una comicità dolceamara; e si riflette, con un po' di tristezza, sugli strani meccanismi della vita. Ma alla fine è la tenerezza il sentimento che prevale. Sarà per il tintinnio del lampadario di cristallo, unico elemento scenico di tutta l'opera: un suono di campanellini, leggiadro e beneaugurante, colonna sonora di uno spettacolo che Benvenuti affronta in forma strepitosa.



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SOLIDARIETA'
Alessandro con il Cuore


Alessandro Benvenuti è uno dei personaggi famosi che hanno prestato il loro volto a "Il cuore si scioglie", la campagna per le adozioni a distanza di Unicoop Firenze, Arci e volontariato cattolico.


«Ritengo che sia doveroso per chiunque abbia una faccia conosciuta spendere la propria credibilità per metterla a disposizione di un bel progetto di solidarietà - dice Benvenuti -. Anch'io in passato ho avuto bisogno di aiuto, so quanto è importante poter contare su un amico, su qualcuno che ti dà una mano».


Benvenuti non è nuovo a questo genere di iniziative. «Mi onoro di aver fatto parte della TNT, la squadra di artisti toscani trasformati in calciatori per beneficenza, e da anni sono testimonial di Charlie telefono amico, un servizio di aiuto psicologico nato a Pontedera, città che mi ha insignito della cittadinanza onoraria».


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LA BIOGRAFIA
Le tante facce di un artista

Alessandro Benvenuti si è messo a nudo in occasione di "Leggere è volare", la XV Mostra del Libro per ragazzi organizzata dalla Provincia di Siena.
A dicembre, infatti, l'eclettico comico toscano ha presentato, in collaborazione con Visionaria International Video Festival di cui è presidente, il suo ultimo libro L'autore nudo, in cui ripercorre i suoi 25 anni di carriera spesi tra teatro, cinema, musica, televisione e cabaret.

Obiettivo di quest'ultima biografia, che fa seguito a Camaleonte o tarlo?, mettere in luce, attraverso saggi critici, conversazioni aperte e dialoghi, un vero e proprio percorso di "identificazione autoriale" di Alessandro Benvenuti, una delle personalità più versatili del panorama artistico italiano: non solo autore ma anche produttore, regista e attore di teatro, regista ed interprete cinematografico, showman televisivo, comico, musicista, fumettista e giallista.

Alessandro Benvenuti: l'autore nudo, a cura di Alessandra Borsetti Venier e Angelo Migliarini, Morgana Edizioni (tel. 055 6811728, www.morganaedizioni.com), € 25



Mercoledì 18 gennaio - ore 20,45
Teatro Verdi di Firenze

Alessandro Benvenuti
Ritorno in casa Gori
secondo atto della trilogia dedicata alla famiglia Gori