Scritto da Sonia Renzini |    Marzo 2003    |    Pag.

Bello e possibile
Bianchi, rossi, viola, porpora, rosa e salmone. E' incredibile la gamma di colori dei gerani. Non a caso sono tra le piante più gettonate nell'ornamento di balconi, aiuole e giardini. Ovvio, sono belli da vedere, ma soprattutto sono facili, anzi facilissimi da coltivare. Pertanto, chi ama avere risultati sicuri e non si distingue per un pollice verde da favola, non ci stia a pensare su e scelga un bel geranio, è la pianta adatta.
Nei mesi caldi il suo profumo, oltre a rendere piacevole l'ambiente, si rivelerà un sistema efficace per tenere lontano le fastidiosissime zanzare. E se poi la barriera antizanzara per qualche motivo non dovesse funzionare e qualche insetto dovesse pungervi, ricordate che le foglie di geranio sono un rimedio ideale per prevenire l'infiammazione, basta solo applicarle sulla parte interessata.

Il nome deriva dal greco gerànion, che significa becco di gru (probabilmente per la forma particolare), la pianta proviene dalla regione di Capo di Buona Speranza dove è chiamata Geranium triste. A importarlo per primi furono i mercanti olandesi che commerciavano con le Indie orientali, e subito destò l'interesse degli appassionati, in particolare degli inglesi, che nel '700, attraverso impollinazioni incrociate, dettero vita a moltissime nuove varietà. Tanto che oggi se ne contano migliaia, anche se in Europa si coltivano le varietà più selezionate che appartengono alla famiglia dei Pelargonium.

La varietà più diffusa è quella detta zonale, che si distingue per il portamento eretto, i fusti tondi e carnosi, le foglie grandi e tondeggianti, che presentano al loro interno un'area più scura, da cui deriva il nome zonale. Ma sono molto apprezzate anche altre varietà come il geranio edera, imperiale e odoroso. Tuttavia il geranio zonale è una delle più generose, e basta seguire alcune piccole indicazioni perché i risultati siano ottimi.

Primo consiglio: scegliete vasi che rispettino la forma della pianta, sono ideali le cassette ovali o i vasi rotondi dalle dimensioni che variano da 16 cm di diametro a oltre 35 per le piante più grandi.
Secondo suggerimento: state attenti che la pianta abbia sempre molta luce. Il geranio ne vuole tantissima, e se viene a mancare ne risentirà non poco: si formerà una grande quantità di foglie a discapito della fioritura, e nei casi più gravi i fusti si assottiglieranno, il colore diventerà sempre più pallido e le foglie più piccole e distanziate l'una dall'altra. Dunque non lesinate mai la luce e tenete presente che l'esposizione migliore è quella di sud est, perché evita che il sole del pomeriggio ustioni le foglie.

Anche le annaffiature devono essere frequenti e abbondanti, da diradare man mano in autunno e in inverno, sempre facendo attenzione che la terra sia ben asciutta tra un'irrigazione e l'altra e ovviamente evitando che il sottovaso sia sempre pieno d'acqua. Se starete attenti a rinnovare la terra ogni primavera, concimarla con una certa assiduità e potare la pianta all'inizio della primavera, non ci sono sono dubbi: il vostro geranio non avrà rivali.

Carta d'identità

Denominazione: Geranio zonale

Origine: Capo di Buona Speranza

Famiglia: Gerianacee

Portamento e sviluppo: pianta semiarbustiva sempreverde perenne dal portamento eretto, fusti tondi e carnosi

Foglie: palmate con colori dal verde chiaro al verde scuro e molto aromatiche. Sono grandi e tondeggianti e presentano al loro interno una zona più scura da cui deriva il nome zonale

Esposizione: soleggiata o semiombreggiata ma luminosa, ideale quella a sud est

Terreno: fertile e ben drenato con un pH intorno a 6.2%, composto da una parte di terra di bosco, una parte di torba (o di terra di foglie o di castagno) e una di sabbia di fiume più un po' di argilla perché la pianta abbia una buona riserva d'acqua anche nei periodi più caldi

Malattie: nel periodo più caldo i gerani sono soggetti a attacchi di acari e afidi che si annidano sulla pagina inferiore della foglia facendola cadere, in tal caso è bene ricorrere a insetticidi e acaricidi. Mentre nei periodi primaverili e autunnali, dato l'alto tasso di umidità, le piante possono essere colpite da ruggine, che si manifesta con la formazione di piccole macchie chiare sulla foglia

Tecniche colturali: la concimazione è molto importante e per avere dei bei gerani è opportuno farla una volta alla settimana da maggio a settembre, meglio con concimi a bassa concentrazione d'azoto. Nel periodo invernale, prima che le temperature notturne scendano al di sotto dei 5°, è bene sospendere la concimazione 15 giorni prima di metterli al riparo, così come le annaffiature. E' opportuno tagliare tutta la parte aerea per facilitare la formazione di nuovi rami giovani e irrigare saltuariamente. Una spruzzata con un prodotto a base di rame ha lo scopo di prevenire attacchi di funghi. Con la bella stagione invece è consigliabile tagliare le radici vecchie e rovinate, accorciare i rami di un terzo della loro lunghezza e rimuovere la parte superficiale del terriccio, portare la pianta all'esterno, concimare e irrigare, dopo 15 giorni spuntare i nuovi germogli e eliminare i rami vecchi.

Il geranio si produce per talea di ramo da aprile ad agosto, prima mettendolo in un vaso piccolo e via via in uno più grande. L'operazione è semplicissima. Basta prelevare con una forbice ben affilata la parte apicale della pianta dai 5 ai 15 cm, eliminare le foglie basali, lasciare asciugare le talee in un luogo fresco e buio per 12-24 ore e immergere la parte del taglio negli ormoni radicanti. Poi va collocata in vasetti contenenti terriccio e sabbia mescolati in parti uguali, che per qualche giorno vanno coperti con sacchetti di plastica trasparente e messi all'ombra mantenendo umido il substrato. E' possibile riprodurlo anche per semina nel mese di maggio, ma le nuove piante possono essere molto diverse da quelle madri.