Coltivazione con poca chimica anche per le piante da fiore

Scritto da Isabella Puccini |    Marzo 2000    |    Pag.

Giornalista

Bianchi, rossi, rosa, arancio, lilla, violetto. I multicolori gerani fioriscono fino all'inverno, regalandoci una nota di allegria senza richiedere grossi sacrifici. Da un po' di tempo a questa parte, poi, si possono trovare anche quelli coltivati con metodi più rispettosi dell'ambiente.
"Da circa otto anni produciamo gerani a lotta integrata, con tecniche che riducono al minimo l'uso dei pesticidi e dei prodotti chimici di sintesi - dice Mario Nocentini, titolare di Emmeflor, impresa che produce piante ornamentali e ortaggi -. Si scelgono i sistemi di coltivazione più adatti per ottenere prodotti sani, dalla qualità molto elevata. Un metodo, questo, che dà vantaggi considerevoli sia per l'ambiente che per coloro che lavorano in serra. Il risultato sono gerani un po' più cari dei normali, di circa il 25-30 per cento, che in compenso hanno portamento e vigore migliore, e una durata maggiore". La lotta integrata, in pratica, consiste in un
Gerani belli e puliti
sistema di controllo e di prevenzione dagli attacchi dei fitofagi (insetti ed acari) e delle crittogame (funghi), che possono compromettere seriamente le colture.
"Si parte da una valutazione complessiva della condizione ambientale di coltivazione, per determinare volta per volta quale sia la soglia di pericolosità degli attacchi", precisa Nocentini. I dispositivi di lotta entrano in campo quando la minaccia rischia di mettere a repentaglio le piantagioni, con notevoli danni economici. Applicarla vuol dire tenere sotto stretto controllo tutte le condizioni dell'agro-ecosistema, dalla temperatura in serra alle condizioni igieniche, e valutando i danni che ciascun parassita può arrecare.
Se però gli sgraditi ospiti invadono le indifese piantine, la lotta ha inizio. E si tratta proprio di un combattimento in trincea: accanto alle malcapitate si posizionano cartoncini, contenenti schiere di nemici naturali degli invasori. L'attacco cambia a seconda della situazione: predatori che mangiano gli insetti, veri e propri 'untori' che li infettano con malattie letali, parassiti che ne uccidono le uova. Insomma, tutte strategie che sterminano le popolazioni degli usurpatori, senza torcere nemmeno un capello alle piante in questione.
"Se questo non basta si passa ad un'altra strategia, ricorrendo all'utilizzo di prodotti come il piretro, che garantiscono un'ottima efficacia e un impatto ridotto - aggiunge Nocentini -. E se il problema continua, con conseguenze davvero compromettenti, allora si passa alle maniere forti: prodotti chimici selezionati accuratamente, scelti cioè fra quelli con le minori ripercussioni sia per le piante che per l'ambiente".

Consigli d'esperto
I gerani più diffusi sono di due varietà: il parigino, dal portamento cadente, e lo zonale, comunemente detto 'malvone', dal portamento eretto.
Per vegetare bene e fiorire i gerani hanno bisogno di luce viva e di almeno quattro ore di luce solare diretta al giorno.
"Conviene irrigarli al mattino con moderazione, avendo l'accortezza di non bagnare le foglie. Durante il periodo vegetativo (primavera-estate) la parte superiore del terriccio deve asciugarsi tra un'annaffiatura e l'altra, e nel periodo invernale bisogna dargli acqua solo quanto basta, facendo attenzione che il terriccio non secchi e che non ci sia ristagno nel sottovaso", spiega Mario Nocentini.
E' bene, inoltre, potare le piante e rinvasarle almeno una volta l'anno, meglio se nel periodo di inizio marzo, sfrondando la chioma dai rami troppo grandi e secchi. E se si rinnova anche il terriccio, togliendo via via la parte più secca, il risultato sarà ancora migliore. Alla base del vaso si metterà del terriccio nuovo e soffice, che darà nutrimento rinnovato alla nostra pianta. Dai rametti potati, di 4-6 cm, si possono ricavare nuove piante. Le talee vanno interrate per circa 2 cm nella torba, avendo cura di mantenerla sempre ben umida e lontana da fonti di calore diretto. Dopo circa un mese e mezzo si potranno sistemare nella fioriera. Un ulteriore accorgimento, infine, è di somministrare, nella bella stagione, un fertilizzante liquido ad alto tenore di potassio almeno ogni due settimane.