Oltre mille corridori per l’evento ciclistico dell’anno. Da Lucca a Firenze, tra il verde e i monumenti

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Settembre 2013    |    Pag. 8

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Quest’anno il compito di organizzare il campionato mondiale di ciclismo è toccato alla Toscana. Le dodici gare su strada vedranno impegnati circa mille corridori fra professionisti, dilettanti, uomini e donne, provenienti da oltre novanta Paesi dei cinque continenti.

Questo è l’ottantaseiesimo anno che i migliori atleti di tutto il mondo si contenderanno le dodici maglie iridate, un bel premio in denaro ma, soprattutto, fama mondiale.

Se l’Italia ha già organizzato dodici volte i campionati, per la Toscana è la prima volta in assoluto che ha l’onore, ma anche l’onere, di mettere in piedi e far funzionare a dovere la complessa macchina di una manifestazione di eccezionale importanza non solo sportiva ma anche mediatica.

Del resto la regione che ha dato alla storia di questo sport campioni come Gino Bartali, Fiorenzo Magni, Gastone Nencini, Mario Cipollini, Franco Bettini e chissà quanti altri che al momento sfuggono alla memoria, non poteva rimanere estranea più a lungo a questa manifestazione.

Città e dintorni

Come detto, le gare sono dodici e vanno dalle cronometro a squadre alle cronometro individuali sia maschili che femminili; poi ci sono le gare in linea riservate agli atleti al di sotto dei 23 anni e ai dilettanti e professionisti di ogni età. Le città coinvolte in questa grande kermesse sono, oltre Firenze – dove si concluderanno tutte le corse - anche Pistoia, Montecatini, Lucca e Fiesole.

Ovviamente la gara più importante delle dodici, quella che attirerà maggiormente l’attenzione degli sportivi sarà quella riservata ai professionisti uomini. Si prevede che sarà seguita dal vivo da oltre mezzo milione di spettatori lungo il tracciato e da circa due miliardi di persone, grazie alla presenza di 250 reti televisive di 180 Paesi del mondo.

La partenza ufficiosa sarà data da piazza Napoleone, nel cuore della Lucca antica, mentre quella ufficiale sarà in via Pesciatina, poco fuori Porta Elisa, una delle sei porte d’ingresso alla città che conserva ancora intatte le cinquecentesche mura di cinta. Si arriverà quindi a Porcari e, attraverso Turchetto, si giungerà a Montecarlo, borgo medievale con un castello tuttora in buone condizioni e parzialmente visitabile.

La strada discende poi verso Gragnano e, lungo la provinciale n. 12, punta verso Collodi, la patria di Pinocchio, con il suo parco dedicato al burattino più famoso del mondo. Raggiunta la piazza principale, i corridori compiranno una inversione quasi ad U per arrivare a Montecatini e Monsummano, due cittadine celebri per le loro acque termali.

A Cintolese gli oltre duecento atleti si immetteranno nella provinciale 16 che percorreranno, attraverso Larciano e Lamporecchio, fino alla prima vera salita della giornata che li porterà ai 341 metri di altitudine del colle di San Baronto.

Nemmeno il tempo di dare un’occhiata al fantastico panorama che si gode sulla Valle dell’Arno e i corridori si lanceranno giù nella discesa che li condurrà a Casalguidi dove è molto probabile che ognuno di loro porgerà un seppur fuggevole saluto al loro compagno di avventure su due ruote, quel Franco Ballerini, nato a Firenze quaranta anni fa, morto nel 2010 in un incidente automobilistico nel corso di un rally e qui sepolto.

A questo punto la strada si fa dritta a piatta e si attraversano prima Quarrata poi Poggio a Caiano. E proprio in questa località i duecento pedalatori, nella fretta di arrivare ognuno un attimo prima degli altri al traguardo, forse non si renderanno conto di passare proprio davanti a una delle più belle, intriganti e dense di storia fra le decine di ville medicee sparse in varie parti della Toscana e che costituivano solo una parte dell’immenso patrimonio della nobile famiglia fiorentina.

Il circuito fiorentino

Con l’attraversamento del parco delle Cascine, Firenze dà il benvenuto alla pittoresca “carovana” e agli atleti e li accoglie mostrando il meglio di sé: piazza Vittorio Veneto, lungarno Vespucci, piazza Ognissanti, via Tornabuoni, piazza della Repubblica, si sfiora il Duomo e il campanile di Giotto, si fa in tempo a sbirciare la facciata di Santa Croce, si torna sul lungarno alle Grazie, via Lungo l’Africo, si punta al viale Paoli, dove inizierà quella sorta di circuito lungo sedici chilometri che i corridori dovranno percorrere dieci volte.

Un circuito forse impegnativo dal punto vista sportivo, certo molto interessante sotto il profilo turistico, storico e artistico. Dopo aver percorso il viale Righi, la strada comincia a salire e, attraverso San Domenico, punta alla vetta, a Fiesole.

Appena affacciati sulla piazza Mino, dove si impone l’antica cattedrale, l’immenso Palazzo del Seminario, il medievale Palazzo vescovile, l’ultramillenaria chiesa di Santa Maria Primerana, il trecentesco Palazzo pretorio e il novecentesco monumento a Garibaldi e Vittorio Emanuele II, la strada precipita lungo una serie di curve e tornanti verso il fondovalle dove scorre il Mugnone. Curva a sinistra, curva a destra e immediatamente la strada si impenna fino a raggiungere, per un breve tratto, la pendenza del 16%.

Giunti all’incrocio con via Bolognese, di nuovo giù in picchiata verso Ponte Rosso, via Mafalda di Savoia, il soprappassaggio delle Cure e infine il lungo e dritto viale dei Mille dove, dopo 272 chilometri, la gara terminerà proprio davanti allo stadio di calcio e al palazzetto dello sport intitolato a Nelson Mandela.

Duecentosettantadue chilometri attraverso uno dei territori più affascinanti della Toscana; 272 chilometri che sarebbe consigliabile percorrere a piedi, tante sono le bellezze che la natura ha elargito e che il genio dell’uomo è riuscito a incastonare in questa terra fortunata. Ma i corridori ciclisti a caccia dell’alloro mondiale, si sa, hanno altre priorità.

Info: www.toscana2013.it

Il percorso della kermesse ciclistica è di 272 chilometri, inizia a Lucca, e termina a Firenze davanti allo stadio

Spot dei Mondiali di ciclismo 2013, durata 2’ 55”

Il ciclismo nel cuore. Frasi celebri sulla bicicletta, Durata 1’ 27’’


Notizie correlate

E ora di bicicletta

È’ ora di bicicletta

Tre giorni alla Fortezza da Basso. Tutte le possibilità e le novità a pedale

Photogallery