Dalle iniezioni sclerosanti alla terapia con il laser, i metodi per eliminare le antiestetiche venoline

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2003    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Belle e in gamba
"Sono belli gli occhi neri, sono belli gli occhi blu. Ma le gambe, ma le gambe, sono belle assai di più...". E' il ritornello di una vecchia canzone molto in voga negli anni '40. Ma, ancora oggi, per le giovani generazioni, le gambe delle donne rappresentano una vera e propria "attrazione fatale". E il top, almeno secondo le statistiche, viene raggiunto quando sono tornite, slanciate e con un colorito uniforme. Prive cioè di capillari: quella specie di "ragnatele" violacee che, pur essendo l'espressione di un problema circolatorio, nella maggior parte dei casi non grave, possono rappresentare un vero e proprio handicap estetico. Ma quali ne sono le cause e, soprattutto, quali sono le nuove metodologie che ci aiutano a superare il problema? A questo proposito siamo andati ad intervistare il dottor Franco Paciolla, specialista in dermatologia, membro del dipartimento di laser chirurgia dell'International Society of Plastic and Aesthetic Dermatology-Medlight e direttore sanitario dell'Istituto di dermatologia e laserterapia Medlight di Firenze.

La presenza di antiestetici capillari nelle gambe è un fenomeno molto frequente. Ma perché si formano?
I capillari delle gambe (meglio sarebbe dire "le teleangiectasie") sono fenomeni sostanzialmente benigni provocati da una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni localizzati nella parte superficiale della pelle.
Colpiscono circa il 50 per cento delle donne e il 10 per cento degli uomini di tutte le età. La familiarità è presente in tre casi su quattro e circa un terzo delle pazienti ne hanno notato per la prima volta lo sviluppo durante la gravidanza. I capillari si formano per la presenza di una sottostante vena varicosa, in cui l'aumento della pressione venosa determina un'ulteriore dilatazione e neoformazione di vasellini superficiali. Anche se per questi pazienti il problema più grosso è di natura estetica, spesso sono presenti sintomi associati a tale condizione, soprattutto pesantezza e gonfiore delle gambe.

Perché le donne sono più interessate degli uomini da questo fenomeno?
L'influenza ormonale nello sviluppo dei capillari delle gambe è ben noto: la gravidanza è forse la condizione fisiologica più frequente in cui si formano i capillari. Quasi il 70 per cento delle gestanti sviluppa delle teleangiectasie alle gambe entro poche settimane dal concepimento, prima cioè che l'utero si sia ingrossato a sufficienza per impedire il reflusso venoso dalle gambe. Un problema che, però, nella maggior parte dei casi scompare 1-2 mesi dopo il parto. Ma anche le donne che assumono la pillola anticoncezionale presentano un aumento di capillari. E' quindi evidente che nelle donne gli ormoni femminili in qualche modo influenzano lo sviluppo delle vene varicose e dei capillari ad esse associate.

Quali sono i sistemi per liberarsi da questo inestetismo?
Alla base di una terapia dei capillari delle gambe vi è la chiusura dei sistemi di afflusso del sangue. Per esemplificare, una analogia appropriata è quella di pensare ai capillari serpiginosi superficiali come a "dita" e le vene varicose di alimentazione sottostanti come al "braccio". Il trattamento dovrebbe essere indirizzato innanzitutto al "braccio che alimenta" e solo se necessario esteso alle "dita" della varice. Una chiusura con iniezioni sclerosanti delle venule di alimentazione spesso fa sparire i piccoli capillari serpiginosi senza che vengano direttamente trattati. Quindi il metodo di prima scelta per trattare le teleangiectasie delle gambe sarebbe la terapia sclerosante, ma circa il 30 per cento dei pazienti così trattati sviluppa una iperpigmentazione post sclerotica, cioè delle macchie brune causate da microscopiche emorragie che derivano dai vasi danneggiati dalla scleroterapia. E poiché la ragione per cui i pazienti scelgono di trattare i capillari è di natura estetica, affinché un trattamento sia efficace deve essere relativamente privo di effetti indesiderati. Le macchie scure, che talvolta rimangono anche dopo una scleroterapia ben fatta, non possono perciò soddisfare le pazienti.

E allora si è provato a usare il laser...
Sì, sono stati utilizzati diversi tipi di laser per trattare i capillari, cercando di ottenere gli stessi risultati della scleroterapia ma minimizzando nel contempo gli effetti indesiderati.

Ma in che modo agisce il laser sui capillari?
L'utilizzo di alcuni tipi di laser selettivi cosiddetti "vascolari" ci permette di eliminare in modo specifico i vasi sanguigni attraversando la pelle senza danneggiarla e chiudendo il capillare, che scompare all'istante. Le lunghezze d'onda di questi laser vengono assorbite dall'ossiemoglobina (cioè il composto che conferisce al sangue ossigenato il caratteristico colore rosso vivo) presente nel sangue, mentre la cute non viene assolutamente danneggiata. In sintesi il trattamento laser dà gli stessi risultati di una scleroterapia, ma ha il vantaggio della mancanza di dolore, della non invasività del metodo (non c'è l'ago!), della assenza di effetti collaterali (non si rischiano le macchie scure), della rapidità e quindi della possibilità in una sola seduta di trattare grandi aree.

Quante sedute servono per avere risultati apprezzabili?
Per far scomparire il 70-80% dei capillari presenti sono in genere necessarie tre sedute, a distanza di un mese e mezzo una dall'altra.
Quindi pensa che il laser sia il sistema migliore per trattare i capillari delle gambe?
Io ritengo che il sistema più efficace per trattare i capillari delle gambe sia una combinazione di terapia sclerosante e laserterapia. Infatti la scleroterapia chiude il sistema di alimentazione dei vasi di maggior calibro a monte, mentre il laser sigilla efficacemente i vasi più piccoli e superficiali e previene le piccole emorragie con conseguente formazione delle macchie brune.