I gatti nell'arte, nella storia e nella quotidianità

Scritto da Stefano Giraldi |    Gennaio 2008    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Bella miao
Uno dei più affettuosi e comuni animali domestici è il gatto, il simpatico e indipendente mammifero che condivide con l'uomo la gioia della famiglia. Originario dell'Egitto - dove era considerato un animale sacro -, attraverso i paesi del vicino oriente venne introdotto in Europa e quindi in tutto il mondo. Ne esistono numerosissime razze di diverso colore, peso, taglio degli occhi.

In Egitto veniva spesso mummificato, e una testa di gatto rappresentava addirittura una divinità, la dea Bastit. Curioso è il fatto che appaia, ai piedi del Cristo, anche nell'affresco della Cena di Emmaus realizzato da Bernardino Poccetti (XVI secolo) nella Sala del Silenzio che si affaccia sul chiostro della chiesa di Santo Spirito, a Firenze. Varie credenze ed usi sono collegati al gatto nel folclore europeo: per esempio la diffusa credenza che un gatto nero porti sfortuna, forse un antico residuo dell'uso del gatto come "capro espiatorio".
E invece in alcune parti della Germania e in altri paesi europei si crede che essere seguiti da un gatto nero porti fortuna.

Ma i modi di dire? Eccoli: "essere come cani e gatti", cioè in continua discordia; "essere quattro gatti", cioè in pochissime persone; "lesto come un gatto", cioè veloce e guardingo al tempo stesso; "avere sette vite come i gatti", cioè avere una straordinaria vitalità; "sciopero a gatto selvaggio" (consiste nello sciopero improvviso degli operai in un qualsiasi punto della catena di montaggio, in modo da bloccare l'intero ciclo produttivo della fabbrica).

Pochi animali si portano dietro tante locuzioni con vari usi estensivi. Queste prerogative ne fanno una creatura intelligente, con un suo preciso carattere. Ma ci assomiglierà? Anche lui, come noi, è bisognoso di coccole e carezze, anche lui come noi, è geloso e vuole la nostra attenzione, anche lui è felice quando ritorniamo a casa, e per dimostrarlo miagola di contentezza o ci mordicchia, contento della nostra presenza, saltandoci in collo o sistemandosi sui piedi quando siamo a letto.
Insomma, come nella fiaba popolare europea già nota fin dal XVII secolo ma soprattutto nella versione di Perrault, il gatto, che è dotato di favella umana e destrezza, aiuta il suo padrone a fare fortuna e a renderlo felice. Forse è questo il desiderio del nostro simpatico felino casalingo!