Tunisia

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Marzo 2002    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Bella e possibile
La Tunisia è una Repubblica presidenziale sul modello dell'ordinamento francese. Il presidente, dotato di poteri molto ampi, rimane in carica per cinque anni. Il moderno 'Padre della patria' è stato Habib Burghiba, nato a Monastir nel 1903. Durante il periodo della colonizzazione francese venne più volte incarcerato per le sue idee indipendentiste. Nel 1956 fu uno dei protagonisti nell'opera di estromissione delle forze militari francesi dal territorio tunisino. L'anno seguente Burghiba prese il potere, abolì la monarchia e dette inizio alla modernizzazione del suo paese in senso occidentale: operò una netta divisione fra la sfera religiosa e quella laica, dette impulso all'iniziativa privata, introdusse la legge sul salario minimo e, in campo sociale, rese obbligatoria la monogamia e modificò a favore della donna la legge sul divorzio.

La Tunisia in cifre
Superficie: 154.530 Km2 (metà dell'Italia)
Popolazione: 9 milioni circa (sette volte meno dell'Italia)
Capitale: Tunisi (900 mila abitanti)
Altre città: Sfax, Sousse, Biserta, Kairouan
Lingua: araba; molto diffuso il francese
Religione: musulmana, con scarse minoranze di cattolici ed ebrei
Moneta: dinaro tunisino (circa 0,85 euro)
Basta sfogliare qualsiasi libro di geografia per rendersi conto dei tanti doni che madre Natura ha offerto alla Tunisia: un clima mite e temperato per quasi tutto l'arco dell'anno, spiagge ampie, scogliere imperiose e un mare non inquinato, una fascia costiera fertile e lussureggiante, l'interno, desertico, punteggiato di oasi sulle quali è facile galoppare con la fantasia per ritrovare atmosfere sensual-romantiche stile 'Mille e una notte'.

Tra mare e storia
I tunisini,
Bella e possibile
consapevoli di possedere tutto questo ben d'Allah, lo hanno messo al servizio di un turismo che si fa numericamente sempre più massiccio. Località come Monastir, Hammamet, Sousse o l'isola di Gerba sono veri e propri 'divertimentifici' sulla falsariga della nostra Versilia o della costa adriatica: alberghi di lusso (ma di ragionevole spesa), servizi logistici efficienti - ogni località prima menzionata dispone di un aeroporto -, una ferrovia puntuale e decorosa, strade buone con un primo accenno di autostrada da Tunisi a Sousse.
Ma non è tutto, il patrimonio storico-artistico è invidiabile e consente di ripercorrere idealmente un buon tratto della storia dell'umanità. Dai Fenici alla mitica Cartagine - la potenza che forse più di ogni altra dette del filo da torcere alla Roma emergente del terzo secolo a.C. -, dalle ampie vestigia romane - vedi, ad esempio, l'anfiteatro di El Djem che sembra in ogni suo aspetto il fratello minore del nostro Colosseo - alle memorie del passaggio di Vandali e Bizantini, è tutto un susseguirsi di opere d'arte e monumenti che rendono la visita quanto mai stimolante anche dal punto di vista culturale. Non ultimo, il periodo della dominazione araba, dal settimo secolo fino praticamente ai giorni nostri. Sotto questo aspetto, la Tunisia è il paese delle moschee e della decorazione ceramica, dell'arte calligrafica e dell'artigianato del tappeto.
E cosa dire del paesaggio? Con i suoi circa venti milioni di ulivi l'entroterra è un'infinita striscia verde; e se al nord gli ulivi sono affiancati dai vigneti, nel sud la fa da padrone la palma da dattero che costituisce, in un certo senso, l'albero simbolo della Tunisia.

Dopo l'11 settembre
Bella e possibile
Anche qui, però, i tragici fatti legati a quel terribile, maledetto, 11 settembre, hanno sconvolto tutto quel che era stato fatto in Tunisia nel settore del turismo. Perché l'eco delle bombe che arano e distruggono nel lontano Afghanistan arriva fino a noi ovattato e flebile, quasi inconsistente; è una guerra di cui non si deve parlare, della quale niente o poco si deve sapere. Ma il tacerne non limita certo la sua tragicità. Il tracollo del turismo a livello planetario ne è un chiaro esempio. E se gli Stati Uniti sono stati forse le vittime più illustri del drastico calo di visitatori, anche le nazioni arabe o comunque di religione musulmana stanno subendo danni incalcolabili. Stringe davvero il cuore vedere località tunisine fino a pochi mesi fa affollate in ogni stagione dell'anno, oggi deserte com'è deserto il suo territorio dell'interno. Fa tristezza soggiornare in un albergo da cinquecento camere e accorgersi che siamo appena una decina di persone; oppure entrare in un aeroporto modernissimo e dotato della più recente tecnologia in fatto di sicurezza e di controllo, desolatamente vuoto e con la maggioranza dei voli cancellati.
L'agonia del turismo non è certo la conseguenza peggiore causata da una guerra, ma costituisce comunque un problema non secondario, perché è il turismo che favorisce la conoscenza fra i popoli e il rispetto delle reciproche diversità. Ed è proprio di questo che il mondo ha bisogno se davvero si vogliono scardinare quei pregiudizi e quelle incomprensioni che spesso sono alla base dell'odio fra i popoli.

Tre ipotesi di viaggio

I Romani Se si esclude El Djem che si trova vicino alla costa, le maggiori vestigia di epoca romana sono localizzate nella valle del fiume Merdjerda. Le località più note sono: Bulla Regia, Dougga, Thuburbo Major e, più a sud, Maktar e Siliana. Una visita particolare merita Cartagine, vicino a Tunisi, i cui resti sono però dispersi e mescolati a costruzioni recenti.

I berberi
Bella e possibile
Si svolge nella parte meridionale della Tunisia, fra le città di Medenine e Tataouine. Sono centri abitati arroccati su picchi rocciosi o anche scavati nell'interno della montagna. Le località di maggior interesse sono: Ksar Haddada, Guernassa, Chenine, Douiret. A ovest di Medenine sorge lo straordinario villaggio di Matmata, le cui case sono scavate sotto la terra friabile dell'incipiente deserto. La località viene spesso usata come sfondo per film di fantascienza, vedi la serie di 'Guerre stellari'.

Le oasi
Si snoda nella parte centro-occidentale della Tunisia. Da Gabes ci si inoltra nella zona desertica, si attraversa quello che fu il lago salato di Chott Djerid e si possono visitare le oasi di Tozeur e Nefta. Salendo a nord si incontrerà Chebika, Foum-El-Khanga e Temerza.

Prima di partire
Ambasciata di Tunisia: via Asmara 7, Roma, tel. 068603060
Ente nazionale tunisino per il turismo: via Baracchini 12, Milano, tel. 0286453026; via Sardegna 17, Roma, tel. 064823665
Ambasciata d'Italia a Tunisi: Rue Gamal Abdelnasser 37, tel. 01341811
Consolato italiano a Tunisi: Rue Ibn Bassem El Menzah IV 9
Documenti richiesti: il passaporto se si viaggia individualmente, la carta d'identità se è un viaggio organizzato
Precauzioni sanitarie: non sono previste vaccinazioni preventive
Per guidare: è sufficiente la patente di guida italiana. Chi visita la Tunisia in auto: Carta Verde.