I segreti del codice Ean

Barre e cifre dei paesi tuoi
Fino ad oggi il codice a barre non era di alcun interesse per il consumatore, in quanto serve essenzialmente per consentire l'individuazione del prodotto ai registratori di cassa dotati di lettura ottica. Ma da quando è scattato l'allarme per i prodotti di provenienza belga e poi per la Coca Cola, molti giornali hanno suggerito di individuare la provenienza effettiva del prodotto proprio tramite il codice a barre. In realtà il codice Ean (così si chiama) non indica tale provenienza ma solo la nazione di registrazione del marchio: questa distinzione, che può sembrare una pignoleria, in realtà ha generato notevoli incomprensioni. Al colmo della confusione, poi, in un tiggì dell'una si è anche detto che le cifre che indicano il paese d'origine sono le ultime due: un errore che ha allarmato molti consumatori. Quindi per prima cosa vediamo com'è fatto il codice: ci sono una trentina di righe di diverso spessore e tredici cifre poste alla base. Le prime due o tre cifre si riferiscono al paese dove è stata richiesta la codifica da chi detiene il marchio del prodotto (l'Italia ha il numero da 80 a 83), le successive 4 o 5 cifre sono il nome del produttore, le altre 5 cifre sono il codice del prodotto, mentre l'ultimo numero serve da controllo generale.
Le prime due o tre cifre sono assegnate internazionalmente, le altre quattro o cinque sono stabilite in sede nazionale dall'Istituto preposto alla codifica, mentre il codice prodotto (ultime cinque cifre) è stabilito dal produttore: l'insieme dei numeri individua un, e un solo, prodotto in tutto il circuito commerciale mondiale.
Soffermiamoci quindi sulle prime cifre. La Coca Cola, che ha moltissimi stabilimenti di produzione in tutto il mondo, deve avere un solo codice-paese per individuare un prodotto unico. Prendiamo ad esempio la lattina d'alluminio da 33 dl: in questo caso tutte le lattine hanno 54 (Belgio, perché il codice è stato richiesto in quel paese) come prime due cifre del codice Ean, ma poi nelle indicazioni obbligatorie per legge si deve indicare lo stabilimento di produzione. E' questa la specificazione che individua dov'è stata confezionata la bibita. Questa normativa è valida solo in Italia e per prodotti confezionati nel nostro paese.
Un altro equivoco nasce per i prodotti freschi confezionati nel supermercato o per esso: in questo caso le prime due cifre sono un codice interno e non indicano il paese del proprietario del marchio. Molti clienti, infatti, indicando le confezioni di carne alla macelleria o di formaggio del banco gastronomia domandano come mai non sono prodotte in Italia. Questo perché le prime due cifre dal 20 al 29 sono codici interni concordati internazionalmente e non indicano un Paese.
Detto questo c'è da ricordare che in un mercato mondiale aperto come il nostro, l'individuazione del luogo di confezionamento è indicativo solo in parte dell'origine del prodotto. Infatti, la gran parte dei prodotti sono il risultato di una combinazione di ingredienti della cui origine il produttore non è obbligato ad informarci... e se ne guarda bene dal farlo!

Il codice del paese
Ecco alcuni prefissi del codice Ean che indicano il paese del proprietario del marchio del prodotto

00-13 Usa e Canada
20-29 Codici interni
30-37 Francia
400-440 Germania
45-49 Giappone
471 Taiwan
489 Hong Kong
50 Regno Unito
520 Grecia
539 Irlanda
54 Belgio, Lussemburgo
560 Portogallo
57 Danimarca
690-692 Cina
70 Norvegia
729 Israele
73 Svezia
76 Svizzera
789 Brasile
80-83 Italia
84 Spagna
869 Turchia
87 Paesi Bassi
90-91 Austria