L’Antiquarium di Poggio Civitate e la vita degli Etruschi

Acroterio del cappellone - Foto F. Cappelli

Gli Etruschi a Murlo

Murlo, non solo un piccolo borgo medievale ma una perla rimasta pressoché inalterata nei secoli, fondamentale crocevia e cornice dell’Antiquarium di Poggio Civitate, il locale Museo archeologico etrusco.

Membro della rete gestita da Fondazione musei senesi e situato nell’antico palazzo vescovile, dal 1988 il museo conserva i reperti rinvenuti nel 1966 da una spedizione americana durante gli scavi in località Poggio Civitate. Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario degli scavi. Se fu un evento la scoperta di un insediamento etrusco dei secoli VII e VI a.C., impressiona tuttora l’unicità dei reperti.

Ne parliamo con l’archeologo Diego Vichi, della Fondazione musei senesi, progetto “Museums angels”.

Perché questi scavi sono così importanti?

Perché vi fu ritrovata una serie acroteriale unica in tutta la zona etrusca. L’acroterio è la parte terminale del frontone di un edificio, nel nostro caso un edificio principesco orientalizzante e arcaico. E l’acroterio del “Cappellone” è da sempre simbolo di Murlo, come fin da principio probabilmente lo fu per le genti di Poggio Civitate: con quella barba di stile orientale, con quegli occhi globosi e con quel cappello dalla forma enigmatica, emblema del potere di una famiglia aristocratica, non trova riscontri nel Mediterraneo ed è ancora oggi oggetto di studi.

Perché ci consiglia una visita al museo di Murlo?

Perché ci permette un viaggio attraverso la vita quotidiana dei nostri antenati, testimoniata dai corredi ceramici locali e d’importazione, dalle lastre fittili con scene di banchetto fino alla tessitura e alla lavorazione dell’osso che si svolgevano nel laboratorio artigianale (scoperto nel 1980) dove si producevano anche le tegole per la copertura del tetto (ricostruito in parte nel museo). Oltre alla vita il nostro museo testimonia anche la visione etrusca della morte, con i corredi funebri ritrovati nella necropoli di Poggio Aguzzo, adiacente a Poggio Civitate.

Lo si può considerare un museo “unico”?

Certamente. Il Museo organizza visite guidate su prenotazione, laboratori didattici su varie tematiche, lo studio e la riproposizione delle tecniche ceramiche e la simulazione di scavi. Non dimentichiamo i trekking estivi per immergersi nelle meraviglie naturali e storiche che circondano il paese toscano, come la rocca di Crevole o l’Eremo di Santa Maria a Montespecchio, noto come il “Conventaccio”.

Infine c’è una novità, vero?

In effetti non è una novità assoluta, e ve la spiego subito. Si tratta di “Bluetrusco”, festival organizzato dal Comune di Murlo insieme all’Università di Siena, al suo secondo anno di vita; quest’anno avrà palcoscenici anche a Chiusi e Volterra. Fra luglio e agosto il festival dipinge di blu e riempie di iniziative il piccolo borgo con conferenze, laboratori, cene nello stile dell’antico symposium, concerti jazz e blues con artisti internazionali e tante altre proposte che hanno come filo conduttore Murlo e le sue connessioni con le altre realtà provinciali, la sua storia e i legami fra presente e passato.

Antiquarium di Poggio Civitate Museo Archeologico, piazza della Cattedrale 4, Murlo; tel. 0577814099; http://www.museisenesi.org/musei/antiquarium-di-poggio-civitate-museo-archeologico.html, poggiocivitate@museisenesi.org

Cortona / Gli Etruschi maestri di scrittura

Il ritrovamento pochi anni fa, a Cortona, del terzo testo etrusco più lungo finora noto, la Tabula cortonensis, un documento notarile del III-II sec. a.C., e il progredire degli studi hanno portato il Museo del Louvre, il Museo di Lattes e il Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona, legati da rapporti scientifici, a progettare la mostra, “Gli Etruschi maestri di scrittura. Cultura e società nell’Italia antica”. Fra i reperti esposti, le bende della cosiddetta Mummia di Zagabria, appartenente a una donna, vissuta in Egitto intorno al 390 d.C., il cui corpo fu avvolto appunto con delle bende ricavate da un liber linteus (un “libro” di lino) su cui, fra III e II sec. a.C., un aruspice etrusco aveva scritto un calendario liturgico.

Maec, piazza Signorelli 9, Cortona; 0575637235; www.cortonamaec.org; fino al 31 luglio 2016; da lun. a dom. ore 10-19; biglietti euro 10, ridotto euro 7


Arezzo / I giovedì di Castelsecco

Nell’area archeologica del colle che sovrasta lo stadio di Arezzo, una serie d’incontri e spettacoli, gratuiti e aperti a tutti. Ecco il programma.

30 giugno, ore 21 – “Etica; la classicità e l’origine dei valori”. Con il professor Simone Zacchini, l’Orchestra giovanile aretina diretta dal maestro Roberto Pasquini e la recita di testi selezionati.

7 luglio, ore 21 – “Etica; la contemporaneità e il mutamento dei valori”. Sempre con il professor Zacchini e l’Orchestra giovanile aretina.

14 luglio, ore 18.30/22 – “Astronomia”: Giove, Marte e Saturno nel cielo stellato di Castelsecco.

21 luglio, ore 21 – “Memorie”: le pagine più emozionanti dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.

28 luglio, ore 21 – “Teatro”: Carmina Vini, con la compagnia degli Ostinatissimi della Libera accademia del Teatro di Arezzo e la regia di A. Kovacevic.

Le date indicate potrebbero subire variazioni per avverse condizioni metereologiche.

assocastelsecco@libero.it, su facebook associazionecastelsecco

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