I contributi raccolti finanzieranno un progetto in Sudafrica

Bandiere contro l'aids
Le oltre 20 mila bandiere della pace
distribuite in pochissimi giorni a marzo dai soci Coop hanno consentito di raccogliere contributi pari a 90 mila euro. Con questo importo verrà finanziata una parte dei progetti di Medici senza frontiere in Sud Africa, per la lotta all'Aids.
Coop continua così il suo impegno contro questa terribile malattia, avviato nel 2001 con un contributo economico di 500 mila euro, in collaborazione con la Fondazione Mandela e la Regione Toscana. Il 95% dei 40 milioni di persone colpite dall'Aids vive nei Paesi in via di sviluppo e si ritiene che 6 milioni di persone che vivono nel Sud del mondo abbiano bisogno immediato di terapia antiretrovirale - la cura che riesce a garantire l'allungamento e la qualità della vita di chi ne è affetto. Ma si stima che solo 300 mila persone la stiano concretamente ricevendo.
Da molti anni Medici senza frontiere si occupa di coloro che, nei Paesi in via di sviluppo, convivono con l'Aids. Tra i progetti medici vi sono iniziative di prevenzione, consulenza e test volontari, sostegno psico-sociale e profilassi e cura delle infezioni opportunistiche. Alcuni di questi programmi si concentrano sulla riduzione della trasmissione materno-fetale del virus. A partire dal 2001, Msf fornisce inoltre il trattamento antiretrovirale a pazienti affetti da Aids in Cambogia, Camerun, Guatemala, Honduras, Kenya, Malawi, Sudafrica, Thailandia, Uganda e Ucraina. Nel 2002 ha curato circa 2.300 pazienti, inclusi i bambini, nel corso del 2003 raddoppierà il numero di malati inseriti in programmi esistenti, e saranno aperti nuovi programmi in Burkina Faso, Birmania, Etiopia, Indonesia, Laos, Mozambico, Perù, Ruanda, Zambia e Zimbabwe.
In Sudafrica, 4,8 milioni di persone sono malate di Aids, cioè una persona su nove. Dal 1999, Msf opera nella municipalità di Khayelitsha, vicino a Città del Capo, nell'ambito di quello che era allora l'unico programma di prevenzione della trasmissione materno-fetale sostenuto dal governo nel paese. Nell'aprile 2000, Msf ha aperto tre cliniche per la cura dell'Aids. Il personale della clinica si occupa attualmente di più di 3.000 pazienti. Nel maggio 2001, nelle cliniche di Msf, si è cominciata a somministrare la terapia antiretrovirale a una moltitudine di persone malate. Il tasso di sopravvivenza dei pazienti è stato del 90%, anche se la maggior parte era ad uno stadio avanzato della malattia all'inizio del trattamento. Il 90% dei pazienti sotto antiretrovirali aveva un carico virale non rilevabile dopo tre mesi di trattamento, una cifra che rimaneva costante per i tre mesi successivi.