Sono i soggetti più a rischio per l’inquinamento ambientale. Cosa fare

Scritto da Rossana De Caro |    Settembre 2013    |    Pag. 38

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Dopo i benefici dell’aria salmastra del mare o di quella pura di montagna, si torna a respirare l’aria non proprio salubre della città. I rischi per la salute dovuti all’inquinamento ambientale sono maggiori soprattutto per loro, i bambini. Ne parliamo con la dottoressa Monica Pierattelli, pediatra, membro dell’Isde Firenze (Associazione italiana medici per l’ambiente).

Perché i bambini sono più sensibili e vulnerabili all’inquinamento?

«L’inquinamento danneggia la salute di tutti, ma soprattutto quella dei più piccini. Già a partire dalla gravidanza, diverse sostanze che per l’adulto sono meno dannose, si rivelano tossiche per il bimbo che cresce nel grembo materno.

La particolare suscettibilità dei bambini deriva dal fatto che le cellule di un organismo in crescita sono più sensibili a tutti i composti chimici che si trovano

oramai ad alte concentrazioni nell’aria che respiriamo, nei cibi e nell’acqua che beviamo e che derivano prevalentemente dal traffico veicolare, dal riscaldamento e dalle attività industriali».

Quali sono i sintomi più frequenti dovuti all’inquinamento ambientale?

«Nel bambino l’esposizione agli inquinanti atmosferici aumenta la frequenza di tosse, infezioni delle vie respiratorie e asma, con un dimostrato aumento di ricoveri e di uso di farmaci nei periodi di forte inquinamento atmosferico, soprattutto invernale. Ma anche stare all’aria aperta in estate, quando ci sono alte concentrazioni di ozono, non fa bene ai bambini che già soffrono di malattie croniche come l’asma».

Perché il bambino in età prescolare e scolare è particolarmente soggetto ad ammalarsi?

«Ci sono fasi della crescita in cui gli agenti inquinanti sono particolarmente ‘pericolosi’: la loro azione in quei periodi della vita è davvero più dannosa. 

Altri motivi di vulnerabilità sono legati a caratteristiche tipiche di questa fascia di età: la frequenza respiratoria è più rapida (il che comporta una maggiore inalazione di inquinanti) ed esiste una immaturità dei sistemi di difesa e disintossicazione dei giovani organi.

Monica pierattelli isde firenze inquinamento ambientale bambiniTutti i bambini poi trascorrono molto tempo in ambienti chiusi, e questo è dimostrato essere un aggravante dal momento che nelle aule, nelle case, nelle auto si sommano agli inquinanti esterni gli inquinanti propri di questi luoghi».

Qualche consiglio per difendere i nostri bambini dallo smog in città.

 «Qualche cautela è necessaria - afferma Monica Pierattelli -; se si vuole, per esempio, fare una passeggiata con i propri piccini, sono da evitare le vie di maggior transito e gli orari di punta.

Se si deve percorrere una strada trafficata, il passeggino non è l’ideale, poiché il bimbo si trova proprio all’altezza dei tubi di scappamento delle auto; meglio utilizzare il marsupio (sin dalla prima settimana di vita) con il piccino rivolto verso il genitore o la fascia porta bebé.

Limitare le uscite nelle ore più fredde o più umide e nelle giornate in cui si registrano i più alti livelli di inquinamento e la presenza di polveri sottili; portate i bambini a fare le passeggiate nei parchi e nei giardinetti: anche se il verde non è molto, è sempre meglio che rimanere vicino all’asfalto e in mezzo allo smog.

Ma in questa situazione più che in altre, prevenire è meglio che curare: noi tutti dobbiamo prendere coscienza che se non riduciamo l’uso delle auto quando possibile, sarà difficile contribuire ad un miglioramento dell’aria e in definitiva alla salute dei nostri figli».

  Lo smog è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, di dimensioni così piccole da superare il filtro nasale e raggiungere le piccole vie respiratorie. Si spiega in questo modo l’aumento di bronchiti e bronchioliti. Ma ci sono segnali che le particelle che riescono dal polmone a entrare nel circolo sanguigno, possono dare effetti ben peggiori, soprattutto quando i bambini saranno diventati adulti.

Nella foto a metà articolo l’intervistata: Monica Pierattelli, pediatra, membro dell’Isde Firenze (Associazione italiana medici per l’ambiente).

Info: www.isde.it

Un cartone animato per spiegare i cambiamenti climatici, a partire dalla differenza fra l’aria pulita e lo smog, durata 3’ 22’’


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