Sana alimentazione e attività fisica. L’iniziativa della Uisp in Toscana contro il rischio obesità

Scritto da Olivia Bongianni |    Settembre 2008    |    Pag.

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Tutti in forma per il ritorno sui banchi? Se, come si usa dire, la scuola è una palestra e lo studio richiede un certo allenamento, sicuramente quest’anno qualcuno si presenterà ai nastri di partenza più “scattante” del solito. Sono i bambini coinvolti nel progetto Uisp “Diamoci una mossa”, iniziativa nata due anni fa a livello nazionale con l’intento di diffondere, a partire dalla scuola, nuovi e attivi stili di vita per i bambini e le loro famiglie, combattendo l’obesità e la sedentarietà, educandoli in maniera divertente al giusto equilibrio tra alimentazione e movimento.
Non solo. Dopo il successo della prima edizione lo scorso anno ha preso il via, con nuovi giochi e attività, anche “Ridiamoci una mossa”, che mira a trasformare in abitudine lo stile di vita sano. Un’esperienza che ha riscosso un grande interesse anche in Toscana, dove nell’anno scolastico 2007-2008 il progetto ha visto l’adesione di un centinaio di scuole primarie, da Firenze a Grosseto, passando per Pisa, Pontedera e la Valdera, Siena, Livorno e la Bassa Val di Cecina, per un totale di oltre 3.500 bambini.

La giusta merenda

«Dopo il primo anno l’adesione è quasi raddoppiata – spiega Eva Fedi, della Uisp Val di Cecina –. Il prossimo anno scolastico l’iniziativa sarà ripetuta nelle città che l’hanno già ospitata, e nuove scuole hanno dato la loro disponibilità ad aderire».
Pronti allo sprint allora; ma come si svolge concretamente il progetto? A tutti i bambini delle classi che partecipano viene consegnato un diario da utilizzare per raccontare le proprie esperienze legate agli stili di vita sani e attivi. Raccoglie informazioni sull’alimentazione corretta, sugli esercizi e le attività motorie da fare a casa e a scuola: c’è, ad esempio, anche una versione particolare del gioco dell’oca in cui si rischia una penalizzazione se si va a mangiare al fast food mentre si viene premiati se si fa merenda a base di yogurt e frutta. E chi preferisce passare mezz’ora davanti ad un videogioco anziché giocare all’aperto insieme agli amici deve… tornare indietro di tre caselle!
Tra i materiali della campagna ci sono poi un poster («alla fine dell’anno scolastico – racconta la rappresentante di Uisp Val di Cecina – nell’ambito delle feste finali, viene organizzata anche una mostra con questi poster») e una “guida” per genitori e insegnanti, che contiene consigli per far recuperare ai propri figli il giusto peso, mentre per i bambini coinvolti in “Ridiamoci una mossa” c’è anche un tabloid.
«Una volta alla settimana, inoltre – spiega Fedi – gli educatori Uisp vanno nelle classi per illustrare attività motorie e di gioco che i ragazzi possono poi rifare anche a casa o da soli».
Il progetto (che in molte realtà è appoggiato dalle istituzioni, in Val di Cecina ad esempio è sostenuto dalla Asl territoriale) è sottoposto al monitoraggio dell’Università La Sapienza di Roma. Da una prima analisi resa nota lo scorso anno è emerso che tra i bambini che hanno scelto di “darsi una mossa”, prendendo parte alla campagna informativa Uisp, il tempo trascorso seduti (davanti a tv o videogiochi) è diminuito da 372 a 335 minuti ogni settimana. È aumentato invece - da 219 a 255 minuti alla settimana - quello delle attività motorie impegnative, come sollevare cose pesanti o andare in bicicletta pedalando velocemente.

Allarme pancia
Risultati significativi, specialmente se si pensa che l’obesità infantile è un fenomeno assolutamente da non sottovalutare, come riconosciuto anche dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), dalla Commissione europea e dal ministero della Salute, che hanno identificato tra le priorità la realizzazione di programmi di prevenzione di questo problema. I bambini italiani sono tra i più obesi d’Europa.
In Toscana (dove la Regione ha varato le linee di indirizzo per sorveglianza nutrizionale e stili di vita sani e corretti), secondo i dati dell’Agenzia regionale di sanità il 26% dei ragazzi è in sovrappeso, l’8% è obeso. L’età più critica per l’insorgenza della “pancia”, che poi spesso un bambino rischia di portarsi dietro per tutta la vita, è fra i 6 e i 13 anni e ad essere più colpiti sono i maschi.
Ma a cosa è dovuta questa tendenza a diventare sempre più “paffuti”? «Innanzitutto si mangia di più rispetto a prima – chiarisce Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista –, poi è cambiata la velocità con cui si consumano i pasti ed è cresciuta la tendenza a usare cibi ipercalorici, il cosiddetto junk food o cibo-spazzatura».
Bibite gassate, snack, dolcificanti che contengono calorie vuote, prive di principi nutritivi. E poi i modelli pubblicitari «che ci propongono – prosegue l’esperto – per lo più bambini rotondetti e ipernutriti e da cui le mamme vengono influenzate».
La vigilanza, dunque, deve essere alta soprattutto nei primi anni di vita e la scuola può contribuire a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. Ad esempio – ha ricordato più volte a inizio anno scolastico Coldiretti – dovrebbe garantire la disponibilità di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare, in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico.
Poi c’è l’esercizio fisico. Correre, saltare, giocare per strada: oggi i bambini lo fanno molto meno rispetto a prima e «qualche ora di sport alla settimana – spiega il nutrizionista – non è paragonabile a trascorrere molto tempo all’aria aperta».

 

L’iniziativa
La dieta? Un gioco da ragazzi

Anche riflettere sul corretto mix tra stile alimentare sano e movimento può diventare un gioco da ragazzi: è questo l’obiettivo del libretto e del cd “Panciosità”, realizzati dal nutrizionista con l’aiuto di una cooperativa di ragazzi diversamente abili e con il sostegno della quarta commissione Sanità del Consiglio regionale toscano.

Un termine buffo «che indica – spiega Buracchi – la maggiore o minore capacità di un alimento di far ingrassare, valutata in base al contenuto calorico di ogni singola confezione ma anche dal rapporto proteine/grassi e proteine/carboidrati».

Basta inserire in uno speciale calcolatore - il “panciometro” – le indicazioni contenute in etichetta (peso del prodotto, calorie, grassi, carboidrati), e il potere ingrassante di quell’alimento viene espresso in numero di pance.
Inoltre il sistema di calcolo indica il tempo necessario a smaltire le calorie acquistate, giocando a calcio, nuotando o correndo.

Il nutrizionista ha ideato anche altri due parametri dai nomi curiosi: lo “schifezzometro”, che aiuta a scoprire le sostanze chimiche presenti in un prodotto, e il “risparmiometro”, che ne indica il prezzo al chilo. Un modo divertente per imparare ad alimentarsi correttamente e una spinta in più per correre… a riaprire libri e quaderni.

Le scuole interessate possono richiedere l’opuscolo e il cd “Panciosità” scrivendo a lucia.felloni@consiglio.regione.toscana.it


Info: www.diamociunamossa.it, www.ridiamociunamossa.it

Il libro
Il 6 ottobre, alle ore 17, presentazione del libro di Gabriele Buracchi “Occhio alle Merendine”, Bracciali editore, nella sala grande della Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo 26, Firenze. L’evento è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze


Foto di Federico Magonio