Scopriamo l’area naturalistica che circonda l’abbazia ricca di opere d’arte

Scritto da Càrola Ciotti |    Luglio-Agosto 2017    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Badia a Passignano

Foto F. Magonio

Tavarnelle Val di Pesa (Fi)

L’area naturale protetta di Badia a Passignano, la prima istituita sul territorio chiantigiano, nei pressi di Tavarnelle Val di Pesa in provincia di Firenze, rappresenta una risorsa turistica di ampio respiro: nei suoi 364 ettari complessivi, ha in sé elementi storici, artistici e naturalistici che costituiscono un vero patrimonio, da conoscere e apprezzare nella sua interezza. Parliamo di questa realtà con il sindaco di Tavarnelle, Davide Baroncelli - che oltre a ricoprire la carica pubblica è uno stimato archeologo - e con Marco Rustioni, biologo e assessore all'ambiente, che è stato il padre di questa importante iniziativa.

«L’obiettivo dell’amministrazione - spiega il sindaco - era quello di valorizzare, conservare e tutelare questa zona, già nota per la presenza della splendida Badia, includendo anche tutti i boschi e gli spazi verdi che la circondano. I luoghi furono scenario della vita di San Giovanni Gualberto, fondatore dell'ordine vallombrosano, che di quei boschi si prese cura, oltre mille anni fa, coltivandoli e mantenendoli con amore».


La cena del Ghirlandaio

«Oltre alla possibilità di belle e istruttive passeggiate, visitando l’area di Badia a Passignano - sottolinea il sindaco - si può, su richiesta, accedere anche all’interno dell’abbazia e farsi guidare dai monaci stessi alla scoperta degli splendidi spazi che ne fanno parte. Nel 2015, inoltre, è stata riaperta al pubblico la Sala del Cenacolo, che ospita il monumentale affresco del Ghirlandaio raffigurante l’Ultima cena, capolavoro del ‘400 italiano. Quest’importante opera è ritornata a nuova vita dopo un lungo e complesso restauro conservativo, voluto dalla Soprintendenza per i beni architettonici di Firenze e sostenuto da Friends of Florence e Marchesi Antinori».

«Nel lavoro preparatorio per l’istituzione dell'area - fa notare Baroncelli - è stato importantissimo il contributo dell’abate Lorenzo Russo, che con grande generosità ha concesso una maggiore fruizione dell'abbazia da parte della comunità e del pubblico che vi si reca. Importante e prestigiosa iniziativa culturale, oltre alle visite guidate, è quella che prevede una serie di concerti da camera e musica classica, tutti di alto livello, nel chiostro del complesso monastico. Queste serate sono organizzate in collaborazione con l’Orchestra Regionale Toscana e fanno parte del “Festival di Pentecoste”, giunto ormai alla sua trentunesima edizione».


Foto F. Magonio


Flora e fauna con rarità

L’importanza naturalistica dell’area naturale protetta di Badia risiede nella grande biodiversità che ospita: il territorio annovera flora e fauna particolarmente eterogenee e specie particolari che testimoniano come un tempo, qui, il clima fosse diverso. «Durante le frequenti escursioni in questi boschi - racconta Marco Rustioni - notai la presenza di alcune piante e animali che poco avevano a che fare con il classico ecosistema chiantigiano. Incuriosito da queste presenze insolite ho coinvolto Marco Lebboroni, collega in alcuni progetti universitari, per iniziare una serie di studi e ricerche. Abbiamo quindi compreso che ci trovavamo di fronte a un territorio che presentava le caratteristiche per divenire area naturale protetta, poiché aveva un elevato grado di biodiversità e ospitava, tra le altre, alcune specie altrove estinte, che testimoniano un periodo in cui il clima era diverso rispetto all’attuale e, forse, più simile a quello appenninico e/o sub-montano. Le particolari condizioni ambientali e microclimatiche, quassù, sono tali da mantenere ancora in vita queste specie che risultano poco rappresentate».

Un esempio su tutti è quello del maggiociondolo, simbolo stesso dell’area, albero delizioso con fiori gialli penduli e profumatissimi,che trova la sua massima diffusione a quote superiori ai 700-800 metrima che possiamo ammirare anche in questi boschi collinari, o il bel giglio di San Giovanni, fiore più a suo agio in ambienti montani.

«Chi viene a visitare l’area - spiega Rustioni - può scoprire lungo i sentieri carpini, cerri, ornielli, cornioli, sorbi, peri selvatici, biancospino, fiori e piante erbacee, nonché avvistare piccoli animali e uccelli anche molto rari, come il Picchio rosso minore, contenuto nelle liste delle specie a rischio d’estinzione in Toscana; si può osservare il volo del Biancone, una specie di aquila migratrice che si nutre in larga prevalenza di rettili; tra i mammiferi, da segnalare il piccolo topo quercino, roditore di ridotte dimensioni e piuttosto elusivo». I visitatori sono introdotti alle caratteristiche dell’area naturale da una serie di cartelli tematici che presentano anche i percorsi possibili tra Badia a Passignano e Poggio al Vento, antico borgo medievale ricchissimo di straordinarie testimonianze storiche, proprietà della famiglia Casagrande, che possiede anche la gran parte dei terreni che costituiscono l’area protetta. Un’oasi di pace, che riserva davvero tante piacevoli sorprese.


Gli intervistati



Davide Baroncelli, archeologo, sindaco di Tavarnelle Val di Pesa



Marco Rustioni, biologo, assessore politiche ambientali e sport, Tavarnelle Val di Pesa


Info e prenotazioni per i concerti a Badia 8, 15, 21 luglio alle 21.30, tel. 0558077832.

Visite guidate tel. 0558071171, orario 10/12 e 15/18


Video

Alla scoperta della Badia a Passignano

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