Un servizio sempre più richiesto. Giovani sensibili e volenterosi che si guadagnano qualche euro

Scritto da Rosa Rita D'Acquarica |    Gennaio 2006    |    Pag.

Scrittrice e traduttrice Nata a Galatina (Lecce) nel 1966, sposata, due figli, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all'Università di Roma La Sapienza nel 1991, con tesi in letteratura anglo-americana. Ha lavorato come segretaria di redazione della Rivista dei Libri, traduce narrativa dall'inglese e dallo spagnolo per Giunti, collabora con Giunti per letture e editing, ha tradotto anche per Passigli. Abilitata all'insegnamento, è supplente di inglese (lingua, letteratura e civiltà) Interessi: poesia, cucina, storia delle religioni. Scrive poesie e racconti. Vive a Firenze.

Badanti da cani 2
Ė facile imbattersi su riviste, quotidiani, nelle bacheche
di circoli e club, negli studi dei veterinari e nei negozi di articoli per animali, nonché in siti internet, in annunci del tipo "cerco/offro dog-sitting". Il dog-sitter - termine coniato su baby-sitter - è riferito a colui che si occupa del cane al posto del proprietario. Nei paesi anglofoni l'espressione è dog walker, da walk (camminare), verbo che, al contrario di sit (sedere), meglio illustra il lavoro di questo operatore, la persona che, di fatto, si incarica di far muovere, camminare, socializzare il vostro cane.
L'offerta è variegata. Si va dalle passeggiate all'ospitalità per lunghi periodi, dal trasporto su auto attrezzata al disbrigo delle incombenze medico-legali. Il diffondersi di questo uso fa riflettere sulla riduzione del nostro tempo libero e sul rapporto che individui e società hanno oggi con l'animale domestico.
Fare il dog-sitter richiede pazienza, umiltà, attenzione. Fondamentale è l'amore per gli animali e l'esperienza del rapporto con un cane proprio. Occorre, poi, intuito psicologico, diplomazia, capacità comunicative. A chi offre un servizio di base, come le uscite quotidiane, non serve altro.
«Ma il servizio si può ampliare e arricchire - dice Daniele Ciucchi, laureando in veterinaria, educatore cinofilo e membro di Anthrozoos, associazione che valorizza e promuove la cultura del rapporto tra uomo e animale d'affezione -. Può comprendere un percorso educativo dell'animale, e consigli al proprietario per un corretto rapporto con il suo cane, assistenza nell'addestramento e nell'impostazione di una cosciente e informata convivenza». Una funzione sociale per la quale, afferma, «occorre qualcosa di più della sensibilità personale».

Sensibilità e conoscenza
Studi di etologia, zoologia, psicologia comportamentale, biologia, veterinaria, sono spesso citati tra le referenze dei dog-sitter, che sono in genere giovani, studenti o in cerca di prima occupazione.
Badanti da cani 4
Quello di Daniele è un doppio punto di vista, di dog-sitter e di proprietario di un cane. «I proprietari che occasionalmente ricorrono al dog-sitter sono di solito anziani che, a causa di malattie o condizioni climatiche avverse, necessitano di aiuto; oppure sono persone cui, per lavoro, capita di doversi assentare per giorni. Tende a delegare stabilmente, invece, chi ha preso un cane sull'onda dell'impulso, senza considerare le incombenze quotidiane che comporta. Di solito si tratta di persone benestanti, che vedono nel cane lo status symbol da esibire. Quando si rendono conto del tempo e delle attenzioni necessarie cercano aiuto, anche a pagamento. Ma più spesso accade che il dog-sitter subentri quando l'animale manifesta già un disagio, un problema».
Il problema, racconta Daniele, è di natura psicologica e sociale. Si va dall'apatia all'aggressività, dall'eccitabilità al timore di estranei.
«Un cane tenuto in casa, solo, molte ore al giorno, ha più probabilità di sviluppare un problema. Anche il cane che vive in giardino, ma sta sempre e soltanto in quel giardino e non vede altri cani, non ha una vita sociale sana e adeguata. In quei casi, quando il veterinario o un altro esperto prescrivono uscite più frequenti, si cerca il dog-sitter. E qui, spesso, si rende necessaria un'opera educativa, rivolta non soltanto al cane». Ecco, dunque, che il dog-sitter assume una funzione sociale, lavorando insieme a proprietari e famiglie in reciproca fiducia.
«Le carenze educative sono quasi la regola», ci dice questo giovane e appassionato operatore. Nella sua esperienza pluriennale, Daniele ha riscontrato scarsità di informazione e di adeguata cultura del rapporto con l'animale, visto - e rispettato - nella sua diversità biologica. Per questo Anthrozoos incoraggia la divulgazione di studi in materia e offre uscite collettive didattiche gratuite (che si tengono solo in alcuni periodi dell'anno), con la guida di veterinari, psicologi, zoologi, istruttori cinofili.

Quasi un mestiere
Badanti da cani 3
Una corretta educazione può prevenire molti problemi e garantire una migliore convivenza tra cittadini e cani nel contesto urbano. Anche le razze cosiddette "aggressive" possono, con l'educazione e il rispetto, vivere a stretto contatto con la gente senza pericolo per nessuno. Ma la legislazione vigente mira più alla repressione che alla prevenzione, e appare spesso restrittiva agli addetti ai lavori.
Tuttavia la legislazione esiste e il dog-sitter è tenuto a rispettarla quanto i proprietari. L'articolo 2052 del codice civile, che pone a carico dei proprietari una presunzione di responsabilità per danni causati dall'animale, è valido per chiunque abbia l'animale in custodia. La raccolta delle deiezioni, e il guinzaglio fuori dalle aree predisposte, sono sempre un obbligo per tutti. Per quanto riguarda la museruola, sono i Comuni a dare disposizioni in merito attraverso il regolamento per la tutela degli animali. «L'obbligo della museruola esiste solo per i cani di tipo pitbull, staffordshire-terrier e i loro incroci, indipendentemente dal contesto urbano o extraurbano nel quale si trovino e che siano al guinzaglio o meno - dice Daniele Ciucchi -. L'obbligo vale anche nel caso in cui si debba prendere un mezzo pubblico con il nostro compagno a quattro zampe (ma viene largamente disatteso, ndr). Per qualsiasi altra informazione sulle leggi in materia, comunque, il mio consiglio è di rivolgersi all'Ufficio per i diritti degli animali del proprio Comune di residenza».
Daniele ci informa che le tariffe per il servizio vanno dai 4 ai 7 euro per un'uscita - dipende dalla durata, ma la somma si concorda anche secondo le esigenze specifiche e i problemi del cane. Questo per il dog-sitting di base. Se ad esso si affianca un'attività di dog-training (educazione e addestramento) si può arrivare a 20-25 euro a lezione. C'è chi svolge questa attività a tempo perso, chi ne fa un'occupazione a tempo pieno.
Gli sbocchi professionali per questo tipo di esperienza sono ancora problematici. Manca un albo degli esperti del settore che riunisca le varie qualifiche e specializzazioni. Manca un coordinamento del lavoro tra esperti, volto al benessere degli animali e al loro positivo inserimento nella realtà sociale. Ma è anche vero che il mercato presenta una forte domanda di competenza e servizi qualificati, alla quale il futuro dovrà rispondere.

Info: Anthrozoos, 339 8888473; e-mail: anthrozoos@tiscali.it

SOLIDARIETA'
Ceramica da cani

Badanti da cani 5
Quelle dei cani sono di tre misure, per il gatto ce n'è un tipo solo, con la forma della testa dell'amico felino. Sono ciotole di ceramica, pesanti e resistenti, con dipinte sui bordi scenette divertenti realizzate dal designer e pittore fiorentino Daniele Nannini. Le ciotole sono realizzate da Ceramiche Calma, una ditta artigianale di Castelfiorentino, e sono adatte ad essere lavate anche in lavastoviglie. I decori sono applicati dai ragazzi di Terre 2000, una cooperativa sociale di tipo B, una piccola azienda e un luogo di lavoro per le persone disabili. Insomma, da un'esperienza di solidarietà, nella quale sono occupati sette disabili, un'alternativa alle anonime ciotole di plastica. Si trovano nei reparti degli articoli per animali degli Ipercoop della Toscana, con il marchio "Ceramica Etica".


LA MOSTRA
Arte animale

Badanti da cani 1
Una mostra ispirata al mondo animale, allestita in un museo dove gli animali sono storicamente di casa. Si apre l'11 gennaio, a La Specola di Firenze, Antropozoo, una mostra pensata e realizzata per lo storico museo fiorentino di storia naturale, inaugurato nel 1700 per custodire una delle più ricche e antiche collezioni zoologiche.

Dieci tele ad olio realizzate dal pittore fiorentino Gianluca Gori raccontano miti come "Leida e il cigno" o "Europa con il toro", accanto a moderne allegorie in cui gli uomini si mescolano al mondo animale, con zampe che diventano tazze ebecchi che si fanno compassi.

Antropozoo, museo della Specola, via Romana 17, Firenze, fino al 21 marzo. Info: museo della Specola, tel. 055 2288251, www.specola.unifi.it



«Quasi sempre - racconta un dog-sitter - gli animali da compagnia sono amati, fanno parte della famiglia, sono ben nutriti, curati. L'unico "maltrattamento" è la solitudine, il mancato riconoscimento delle loro esigenze di libertà, movimento, esperienza, vita sociale».