Con l'arrivo dell'autunno torna anche l'influenza. Precauzioni e consigli per evitare - e combattere - la malattia più fastidiosa dei mesi freddi

Scritto da Cristina Ceccarelli |    Ottobre 2002    |    Pag.

Farmacista Fiorentina, classe 1974. Laureata in Farmacia presso l'Università di Firenze nel 2000, nel 2003 ha conseguito la specializzazione in Farmacia ospedaliera. Ha lavorato presso farmacie private per circa due anni, e attualmente ha un rapporto di collaborazione con la ASL 10 Firenze. Collabora da circa due anni con L'Informatore, coniugando la passione per la scrittura con l'informazione sanitaria, con uno stile semplice e diretto, acquisito dal costante rapporto che un farmacista ha con il pubblico.

Uno starnuto, un brivido, un colpo di tosse: ci siamo, con il primo freddo arrivano anche le "malattie da raffreddamento", cioè influenza, raffreddore, mal di gola.
Come tutti sappiamo queste malattie sono tipiche del periodo autunno-inverno e sono molto contagiose; l'influenza è un'infezione dell'apparato respiratorio causata da un virus, che colonizza le cellule delle prime vie aeree, dove si riproduce in modo molto veloce. E' quindi chiaro che la trasmissione del virus può avvenire facilmente tramite tosse, starnuti, ma anche attraverso una normale conversazione, e che i luoghi affollati (ad esempio autobus o locali pubblici) possono aumentare il rischio di contagio.
Il malessere generale che comporta l'influenza è purtroppo noto a tutti: la febbre è la prima reazione del nostro organismo che, aumentando la temperatura, cerca di rendere poco accogliente l'ambiente per il virus stesso e impedirne la replicazione; generalmente però si associano anche altri sintomi, come mal di testa, mal di gola, naso chiuso, a volte nausea o diarrea. Se non ci sono complicazioni la guarigione avviene entro 3-5 giorni; è comunque prudente attendere un paio di giorni dalla scomparsa della febbre prima di uscire di casa.

Vaccino:
Attenti al virus
a chi e perché

Un metodo valido per evitare l'influenza è vaccinarsi: il vaccino risulta infatti efficace nel 70% dei casi, e qualora non sia sufficiente ad evitare il contagio attenua notevolmente la gravità della malattia e ne abbrevia il decorso.
Il virus dell'influenza è capace di modificarsi ogni anno, quindi è impossibile formulare un vaccino unico e definitivo, ma è necessario prepararne ogni anno uno nuovo, e ripetere ogni autunno la vaccinazione. Il periodo migliore è da metà ottobre a fine novembre, perché l'epidemia di influenza è attesa generalmente nel nostro paese da dicembre a marzo.
Ecco alcune norme che può essere utile seguire se si decide di vaccinarsi:
- Il vaccino può essere somministrato solo a soggetti in buona salute e sempre dietro indicazione del medico curante.
- I soggetti che più di tutti possono trarne beneficio sono gli anziani (oltre i 65 anni), i bambini, le persone di tutte le età affette da malattie croniche dell'apparato respiratorio, cardiache oppure metaboliche (come il diabete) e tutti quelli che lavorano a stretto contatto col pubblico: il nostro medico di famiglia saprà indicarci in quali casi sia importante oppure indispensabile ricorrere alla vaccinazione.
- Il vaccino viene somministrato con un'iniezione intramuscolo nel deltoide (sul braccio) oppure nella coscia (per i bambini) e deve essere sempre effettuata da un medico. Se ci vacciniamo per la prima volta è in genere necessario un richiamo.
- Non possono essere vaccinate le persone allergiche alle proteine dell'uovo e del pollo (per i soggetti con tendenza a sviluppare allergie in generale è sempre bene consultare prima il medico).

A letto e senza antibiotici
Ma quando si incappa, malgrado tutte le attenzioni, nella malattia più fastidiosa dell'inverno, cosa possiamo fare?
- Inutile fare gli eroi: l'influenza è una malattia debilitante che richiede riposo, a letto fin quando c'e febbre, in ambiente caldo ma non troppo secco. Uscire troppo presto di casa ci espone solamente a ricadute o complicazioni.
- E' importante mangiare leggero, soprattutto reintegrare i liquidi persi con la sudorazione (brodo, latte, frutta, verdura, spremute).
- Al bisogno, se la febbre supera i 38°C oppure è accompagnata da dolori muscolari o mal di testa, è utile prendere degli antipiretici (paracetamolo, per adulti e bambini - alle dosi opportune - oppure aspirina, ma solo per gli adulti).
- Gli antibiotici nelle infezioni di tipo virale sono assolutamente inutili, non devono quindi essere assunti a meno che non vi sia una concomitante infezione batterica, di competenza medica.
- Per liberare il naso chiuso, e dare sollievo alla gola irritata, possono servire gli spray a base di soluzione fisiologica, i vecchi suffumigi (anche con prodotti balsamici) oppure l'aerosol (con soluzione fisiologica oppure prodotti medicinali su indicazione medica).
- Le persone anziane non dovrebbero rimanere troppo a letto: appena la febbre cala, pur stando in casa, è bene farli alzare, per evitare l'immobilità spesso causa di ulteriori problemi.

Il raffreddore
Se il naso è chiuso
Il raffreddore comune è, come l'influenza, un'infezione di tipo virale che causa l'infiammazione della mucosa nasale (e quindi la produzione di muco che dà la sensazione di "naso chiuso"), tosse e mal di gola, talvolta accompagnati da qualche linea di febbre: per il raffreddore tuttavia non esiste un vaccino, perché circolano ogni stagione molti virus, diversi fra loro, ed è quindi impossibile prepararne uno che sia realmente efficace. Per limitare il contagio è buona norma lavarsi spesso le mani e utilizzare fazzoletti di carta usa e getta.
Anche la gola può essere interessata da questo tipo di infezioni: quando non sono presenti placche, ingrossamento delle ghiandole del collo, forte dolore alla deglutizione (per cui è necessario farsi seguire dal medico), il bruciore alla gola può essere dovuto all'irritazione, alla tosse e alla secchezza che deriva dal respirare a bocca aperta se il naso è intasato.