Scritto da Melania Pellegrini |    Settembre 2011    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Un addetto al pronto soccorso è pregato recarsi al box informazioni. Ecco, il bimbo che ho visto poco fa in piedi nel carrello: si è sbilanciato e ha battuto la fronte; poverino, si deve essere fatto proprio male. Eppure la mia collega aveva fermato i genitori raccomandandogli di metterlo nel seggiolino, perché era pericoloso tenerlo lì, ma invano; e ora eccolo, con un bel bernoccolo in testa. In effetti è vietato mettere i bambini nel carrello per motivi igienici e di sicurezza: dentro ci si mette la roba da mangiare e non le scarpe sporche!

Quando facciamo presente ai genitori che non si può, ci vengono date diverse giustificazioni per lo strappo alla regola: piange se non sta lì, non so come tenerlo fermo, mi scappa, ne ho due, come faccio?

Eppure le soluzioni per fare la spesa con i propri figli o nipoti ci sono e sono tante. La prima è la mia preferita: il carrello-macchinina. Vedo bambini felicissimi là dentro e, pensate un po', si allacciano da soli anche la cintura di sicurezza. Se i bambini sono due, l'altro può essere messo nel porta bambini sopra o fare dei turni.

Delle mamme poi hanno delle strategie precise: «Sa è stato proprio bravo - mi ha detto una volta una mamma che in precedenza era venuta con il bimbo nel carrello - all'inizio ha un po' fatto le bizze, ma l'ho coinvolto nell'aiutarmi a cercare gli oggetti che volevo, tipo caccia al tesoro, e non ci ha pensato più». Un babbo invece ha chiesto al figlio: «A quale cassa vuoi andare? Dalla signorina o alle fai da te», «a quella fai da te e passo tutto io», ha risposto entusiasta il bimbo; e questo era il premio per aver fatto la spesa senza entrare mai nel carrello.

E quelli più piccoli? Meglio metterli nel porta-bambini assicurandosi che stiano fermi. E se piangono? Un bel pacchetto di gomme da agitare: un po' di rumore e il pianto finisce, parola di un'altra mamma che quando viene da noi usa sempre questo stratagemma.