35 occasioni per discutere il Bilancio e le scelte della cooperativa

Assemblee dappertutto
È una piccola rivoluzione quella in atto da tre anni a questa parte. Dall'assemblea ordinaria dei soci, unica, con tutti i soci che potevano partecipare con il diritto di voto sul Bilancio consuntivo e l'elezione del Consiglio d'amministrazione, alle assemblee separate zona per zona. Assemblee che hanno gli stessi compiti di quella generale: votare sul Bilancio e la destinazione degli utili, eleggere un delegato che porti le decisioni all'assemblea ordinaria della cooperativa. Cosa cambia? Molto e niente.

Molto, perché la discussione presso il proprio supermercato, presso l'abituale circolo di ritrovo, diventa più immediata e concreta. Insomma, le decisioni e le scelte si decentrano in molte assemblee, con più partecipazione e più interventi. Quest'anno, poi, le assemblee "separate" (così le chiama la legge) sono 35, una per sezione soci con l'eccezione di Firenze, nella quale le quattro sezioni soci svolgono un'unica assemblea. In ciascuna verrà illustrato il bilancio patrimoniale e il conto economico. Ma dato che non sono riunioni di ragionieri, si discuteranno soprattutto le scelte fatte e i risultati della gestione.

D'altra parte non cambia niente rispetto al passato. Una discussione serrata e un coinvolgimento ampio della base sociale c'è sempre stato, in maniera informale e diretta. Molti sono gli esempi che si potrebbero portare per dimostrare come un singolo socio, con un'idea valida e condivisa, abbia cambiato scelte già compiute. Una cosa è comunque da sottolineare: la Coop non sei tu, inteso come singolo, ma la Coop siete voi. Le decisioni devono tener conto di tutti, una mediazione che esalta la collettività dei soci. Una comunità aperta, di cittadini nel ruolo di consumatori, che riconoscendosi nella cooperativa la fanno diventare più forte. Ma se la cooperativa non risponde alle aspettative perde forza e importanza. Per questo le assemblee sono più utili per il gruppo dirigente che per gli stessi soci. Se non soddisfatti i soci vanno altrove a fare la spesa, al di là dei risultati delle assemblee.

Il cambiamento più significativo è il riconoscimento di comunità identificate, precise, con poteri reali sulla cooperativa. Un potere, quello delle sezioni soci, che ora è anche formalizzato, come nucleo di base e di riferimento delle decisioni prese in cooperativa.