In arrivo l'Indicazione geografica protetta per il prodotto regionale

Scritto da Rossana De Caro |    Gennaio 2005    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Assaggi dolcissimo
Nei supermercati Coop
verrà presentato a gennaio il miele toscano. Grazie ad un accordo raggiunto fra Unicoop Toscana e la Cooperativa Apitoscana (con il patrocinio della Confederazione Italiana Agricoltori), teso a valorizzare la produzione regionale, saranno effettuati assaggi guidati nei punti vendita.
I clienti potranno così sperimentare le qualità e le caratteristiche del miele "made" in Toscana, che ha presentato la richiesta per l'IGP (Indicazione geografica protetta) al Ministero dell'Agricoltura, contando di ottenerla entro il 2005. Un riconoscimento ambito dalle associazioni degli apicoltori toscani che, insieme alla Regione e all'Agenzia per lo sviluppo agricolo regionale (Arsia), hanno tracciato la carta di identità del miele toscano (un lavoro durato 5 anni) a garanzia dei consumatori e a tutela e valorizzazione del prodotto.
Apitoscana è una cooperativa di piccoli produttori che ha per soci oltre 1400 apicoltori toscani e che sarà presente con tre proposte (miele di acacia, di castagno e millefiori) sugli scaffali Coop.

Per i soci ci sarà in promozione il miele toscano millefiori, il classico miele primaverile (la cui produzione nel 2004 è stata abbondante, caratterizzata da una particolare sapidità e da un colore discretamente chiaro) proveniente dalle colline di Lucca, del Mugello e delle Crete Senesi, e il miele di melata (la secrezione che geme dai rami delle piante), delle colline della Val d'Elsa, del Mugello e del Chianti, quest'anno particolarmente delicato e profumato, con colore tendente all'ambrato, proveniente prevalentemente dalla quercia e influenzato dalla presenza di nettare di tiglio, che contribuisce al profumo del miele e alla sua trasparenza. Inoltre la melata di bosco è molto ricca di sali minerali e di ferro.

Il miele è un alimento capace di effetti salutari benefici importantissimi (ideale per bambini, anziani e sportivi) per gli alti contenuti di vitamine, enzimi ed altri principi attivi.
Il miele della nostra regione ha una lunga tradizione, era già famoso al tempo degli Etruschi per la sua bontà e la grande varietà di gusti e profumi che lo contraddistingue.
In Toscana (unica fra tutte le regioni italiane), per le caratteristiche della sua morfologia e del suo clima, si producono quasi tutti i mieli monoflora che vengono prodotti in Italia: dai mieli tipicamente montani (i millefiori di prato, il castagno, le melate di abete, ma addirittura sui pascoli più alti dell'Appennino si riesce a produrre anche un po' di miele di rododendro, che è tipicamente alpino) fino al corbezzolo, all'eucalipto, al miele di macchia mediterranea, passando per i mieli di collina, fra i quali quello di acacia è sicuramente il principe.
Attualmente sono 7000 gli apicoltori toscani, 150.000 le arnie, per una produzione che oscilla fra i 30.000 e i 50.000 quintali all'anno.