Francesco Freda, 60 anni da truccatore per il cinema.

Scritto da Bruno Santini |    Settembre 2014    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Freda sul set con katharine hepburn
Freda sul set con katharine hepburn - G. c. F. Freda

Quando mi riceve nella sua casa di Pistoia, stento a credere che Francesco Freda sia alle soglie dei 90 anni. Non solo il fisico è prestante ma la sua mente lucida è in grado di ricordare momento per momento la sua intensa e lunghissima attività professionale. A buon diritto è stato definito L’artigiano della bellezza (come titola il libro che, edito da Il Rosone, uscirà nelle librerie entro l’anno) e il curriculum vitae lo sta inequivocabilmente a testimoniare: Professione reporter, Divorzio all’italiana, Brutti sporchi e cattivi, Cristo si è fermato a Eboli, Una giornata particolare, Sabato, domenica e lunedì, La ciociara (rifacimento televisivo del capolavoro di De Sica)… sono solo alcuni dei tantissimi film collezionati in 60 anni di carriera da truccatore.

Star internazionali come Sophia Loren, Monica Vitti, Fanny Ardant, Katharine Hepburn, Ava Gardner, Stefania Sandrelli e attori come Marcello Mastroianni, Jack Nicholson e Gian Maria Volontè debbono parte delle loro fortune proprio alla sua maestria… eppure, Freda candidamente confessa di non aver capito ancora cosa sia la bellezza!

«Una cosa è certa! - tende subito a precisare - La vera bellezza nasce da dentro! È l’intelligenza, la consapevolezza del nostro essere che influenza quello che più banalmente è l’aspetto esteriore».

G.c. F. Freda

Aspetto esteriore che lui ha saputo però, negli anni, ottimamente valorizzare a favore della macchina da presa dei vari Scola, Rosi, Antonioni, Germi, Wilder, Wertmüller.

«È un rapporto importante quello che s’instaura con l’attore. Sicuramente di fiducia nei miei confronti ma anche e soprattutto di complicità. E il trucco, oltre alle inevitabili indicazioni del regista, risente soprattutto di questo».

E di fiducia e considerazione Freda ne ha ottenuta parecchia, negli anni, dagli attori che ha truccato, se una diva e icona della bellezza come la Loren gli ha scritto in una dedica: “Mi auguro che nella realtà della vita io possa invecchiare con la stessa grazia che hai usato tu per il trucco cinematografico”.

50 anni allo specchio senza guardarsi (ed. Gremese) titolava un suo libro del 2006… ma ovviamente le donne (e anche qualche uomo, perché no!) nel quotidiano, allo specchio, per un veloce o accurato maquillage, devono pur rapportarsi; che consigli si sente di dare? «È vero - confessa Freda -: per me lo specchio è un amico, un fedele alleato… ma questo dovrebbe essere per tutti. Bisogna sapersi accettare; saper valorizzare il bello e mettere in secondo piano ciò che fisicamente meno ci piace di noi. Soprattutto saper convivere con i segni lasciati dal trascorrere del tempo».

L'intervistato, Francesco Freda

«Sarà che sono figlio del neorealismo - prosegue Freda - ma io preferisco intervenire sui volti delle attrici e degli attori con la massima naturalezza (tranne i casi in cui, per esempio, il copione impone una trasfigurazione importante come è accaduto in alcuni film di Mario Bava come I vampiri e La maschera del demonio). A volte è meglio togliere che mettere! Giorni fa c’era una ragazza alla guida della sua macchina nel bel mezzo di un ingorgo cittadino. Con una mano reggeva un telefonino, con l’altra direzionava il volante e nelle brevi pause dell’incolonnamento si passava la matita su gli occhi. Non è questo il modo di truccarsi! Quando sarà uscita dall’auto in che condizioni sarà stato il suo frettoloso maquillage?».

E l’ultimo pensiero, al termine della nostra chiacchierata, dall’alto dell’esperienza dei suoi quasi 90 anni, è proprio per le giovani generazioni. «Devono capire - dice Freda - che il futuro aspetta un nuovo rinascimento e che tutto deve partire dalla cultura attraverso lo studio, il sacrificio, e la dedizione».

Di un mix di aneddoti professionali e suggerimenti pratici si rese protagonista Francesco Freda, non molto tempo fa, all’interno di un ciclo d’incontri organizzati dalla sezione soci di Pistoia e ospitati nella locale sede. Incontri che ebbero un ottimo successo e lasciarono traccia in Freda tanto che, adesso, in occasione del suo trasloco dalla casa romana, ha deciso di donare parte della sua preziosa biblioteca alla locale BiblioCoop. Il tutto verrà ufficializzato sabato 13 settembre alle ore 18, alla sezione soci di viale Adua a Pistoia; per l’occasione alcuni volumi verranno venduti e il ricavato destinato alla Fondazione Il Cuore si scioglie. A seguire alle ore 19, aperitivo e proiezione di un documentario sulla sua vita.