Sansepolcro e Santa Brigida: per l’Epifania gran finale

Scritto da Francesco Giannoni |    Gennaio 2016    |    Pag. 9

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Il presepe di Sansepolcro - Foto B.Brilli

Presepi

Sansepolcro, da sempre terra di confine e di scambi. Il Grande presepe allestito dalla Società rionale Porta Romana, su 60 metri quadri nella chiesa di Santa Marta, si adegua a questa condizione di perenne movimento, e ogni anno è ambientato «in un paesaggio o in un contesto storico diverso», come ci spiegano Mimma e Brunetto Brilli, membri della società.

È il frutto di mesi di lavoro impegnativo per i volontari di questa, ma da 20 anni Gesù nasce in posti sempre differenti, una volta al Polo Nord, un’altra nel Mille (anno di fondazione della città biturgense) oppure in Cina, fra i guerrieri di Xi’an, o nell’Africa sub-Sahariana, davanti alle pitture rupestri, e magari nella Sansepolcro di Piero Della Francesca.

Ciò “crea aspettativa e curiosità per il tema sempre nuovo, rivelato solo il giorno dell’inaugurazione”. Anche quest’anno l’attesa è stata premiata, e al levar del sipario la capannuccia era ambientata a Petra e nel Mar Morto (in tema col titolo: “terra e sale, semi della vita”).

Per l’Epifania giungono i Re Magi e la Befana. I primi portano i loro doni al Bambino, la seconda regala delle piccole lupe (la lupa, simbolo di Porta Romana) fatte a mano, in argento, ai bambini nati nel 2015 nel rione, italiani e non (Sansepolcro, terra di confine).

«Il nostro è uno dei presepi più suggestivi e originali dell’Italia centrale - sottolineano con orgoglio Mimma e Brunetto -, un polo di attrazione per Sansepolcro e per il suo antico quartiere; ogni anno richiama un gran numero di visitatori, anche da Roma». Visitiamolo fino al 15 gennaio, ore 9-19.30.

Santa Brigida, vicino a Pontassieve, qua il presepe è vivente per davvero, con il bue e l’asinello, i pastori e le pecore, e poi il fabbro, la lavandaia e l’osteria. È una tradizione che affettuosamente si ripete dal 1984, e che vede impegnati volontari della parrocchia e del paese.

Dopo le rappresentazioni di dicembre, l’ultima replica è il 6 gennaio, quando, davanti alla capannuccia di legno, arrivano i Re Magi, scendendo dalle scale del paese, illuminato a festa. Invece davanti ai visi meravigliati dei bambini, ecco la Befana con i suoi doni.

Tutto inizia alle 14.30, quando Santa Brigida si anima di attrazioni, giochi e giocolieri, musica dal vivo e bancarelle con bomboloni, cenci, crêpes, pasta fritta e vin brulé. C’è gioia per tutti.

San Giovanni Valdarno

Presepe carioca

Nel presepe di San Giovanni Valdarno, si pensa già alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. L’associazione culturale Natale nel mondo, organizzatore della XII “Rassegna di Presepi”, quest’anno ha scelto come tema “Verso Rio 2016”.

Nella sconsacrata Cappella dei Pellegrini, un ambiente del ’400, al piano terra della Basilica di Santa Maria delle Grazie, in piazza Masaccio, 60 presepi, di altrettante nazioni partecipanti ai prossimi giochi olimpici, presentano usi, costumi e tradizioni dei vari popoli e, per soddisfare gli sportivi, il medagliere del Paese.

L’Italia gode di un trattamento speciale: il suo presepe è allestito sull’altar maggiore della cappella, ed è realizzato in cotto dell’Impruneta da Luigi Mariani (l’artista del presepe in piazza Duomo a Firenze).

Aperto fino al 6 gennaio con il seguente orario: feriali 16.30-19, festivi 10-12.30 e 16.30-19. L’ingresso è libero e accessibile ai disabili.

Ricordi

Un tempo Sansepolcro il Grande presepe si allestiva in antiche vasche adibite a lavatoio, dietro la chiesa di Santa Marta