Due parole in più...
Gli ftalati sono additivi, che vengono aggiunti al pvc per renderlo più morbido. Come nel caso della pellicola trasparente, utilizzata in cucina per proteggere e conservare più a lungo gli alimenti. Ma gli ftalati non sono innocui: questi composti, che sono tossici, possono infiltrarsi nei cibi, soprattutto se messi a contatto con sostanze grasse o alcoliche. Le conseguenze, nel lungo periodo, possono essere gravi: alterazioni ormonali con riduzione della fertilità maschile, malformazioni nei feti, accumuli nell'organismo a carico di fegato e reni. L'alternativa c'è ed è quella che Coop ha scelto per tutelare i propri soci e consumatori: eliminare il pvc dalle pellicole per alimenti, utilizzando del semplice ed innocuo polietilene. Il prodotto, in vendita già da qualche mese, costa meno ed è molto più sicuro. La pellicola, se proprio si vuole cercare il pelo nell'uovo, è forse un po' più rigida ma il risultato è comunque garantito. Niente pvc, dunque - e tanto meno ftalati - nelle pellicole per alimenti a marchio Coop, e nemmeno in quelle utilizzate ai banchi della gastronomia per le confezioni fatte a mano. Per quelle fatte a macchina si dovrà aspettare un po', fino a quando i fornitori non avranno modificato i loro macchinari ritarandoli sulle nuove esigenze. Sulla questione è intervenuto anche il Consiglio superiore della sanità: entro la fine dell'anno dovrebbe entrare in vigore il divieto di mettere in commercio prodotti che contengono oltre il 5 per cento di pvc. Ovvero tutti, in quanto attualmente la media nelle pellicole alimentari si aggira intorno al 40 per cento. Resta da decidere se ritirando subito tutti i prodotti con pvc in commercio, come chiedono i verdi, o se dando il tempo di smaltire le scorte, come propone il ministro alla sanità Rosy Bindi. La Coop è il primo grande distributore italiano ad aver aderito alla campagna degli ambientalisti contro il pvc, già messo al bando nei giocattoli per la prima infanzia in vendita nei negozi della cooperativa di tutta Italia.