Il famoso architetto toscano tra certezze e supposizioni

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Maggio 2002    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Arnolfo da Colle
Fra tante incertezze, almeno un dato è sicuro: Arnolfo di Cambio è nato a Colle Val d'Elsa. Ne fa fede la grande casa-torre che tuttora si erge nella parte finale di quella lunghissima e bellissima strada che, sul crinale della collina, taglia in due il paese antico.
Per il resto, la fa da padrone il dubbio, il probabile, il 'forse che sì, forse che no'. Non si conosce la sua data di nascita - posta fra il 1240 e il 1245 -; non si conosce nemmeno la sua data di morte, che si fa oscillare fra il 1300 e il 1310. Anche sulle sue opere, nonostante la dedizione e gli appassionati studi di ricercatori come Angiola Maria Romanini e, più recentemente, Marina Righetti, non mancano alcuni aspetti controversi sulle attribuzioni. Tant'è vero che non è ancora del tutto tramontata, anche se energicamente respinta dai maggiori studiosi contemporanei, l'ipotesi che siano esistiti due Arnolfo, uno di Colle e uno di Firenze, vissuti nello stesso periodo e ambedue dotati di una medesima genialità artistica. Come se le opere che gli vengono assegnate con la certezza dei documenti non fossero sufficienti a collocarlo fra i maggiori scultori e architetti del XIII secolo:
Arnolfo da Colle
il monumento funebre in onore del cardinale Annibaldi, il Carlo d'Angiò dei Musei capitolini, il San Pietro di Roma, la Madonna col Bambino di Firenze; e ancora, il progetto e parte della costruzione della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per non parlare della paternità di innumerevoli opere che 'per antica e attendibile tradizione' gli vengono tributate: Palazzo Vecchio, Santa Croce, il rifacimento della Badia a Firenze, le 'terre murate' di San Giovanni Valdarno e di Castelfranco...
La comunità di Colle, memore e grata di annoverare fra i suoi figli un tale artista, ha deciso di tributargli adeguati onori prendendo spunto dal fatto che la sua morte è avvenuta - anno più, anno meno - settecento anni fa. Anzi, l'incertezza della data ha fatto sì che l'amministrazione comunale prendesse una saggia decisione: non un solo anno dureranno le celebrazioni, bensì otto.
Si è cominciato l'otto marzo scorso (questi sì, giorno e mese, dati certi sulla sua morte) con una serie di iniziative volte ad introdurre l'evento e, come a suggellare la sua importanza, le Poste Italiane hanno emesso uno speciale francobollo nel quale è riproposta un'opera arnolfiana, 'Il malato alla fonte',
Arnolfo da Colle
una scultura conservata a Perugia, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria. Il francobollo è andato per così dire ad affiancarsi ad altri due emessi nel 1995 e 1996, e riproducenti due opere architettoniche progettate dal grande artista di Colle.
Le celebrazioni sono continuate con una serie di concerti di musica antica eseguiti in quel minuscolo gioiello settecentesco che è il Teatro dei Varii, recentemente ristrutturato. Il concerto che chiuderà il ciclo è in programma il 10 maggio: sotto la direzione di Bettina Hoffmann, il gruppo 'Modo Antiquo' eseguirà i 'Carmina Burana'.
Nel corso dell'anno, nei locali del Palazzo dei Priori, si aprirà una mostra sui reperti ceramici rinvenuti nel centro storico e risalenti dal XII al XV secolo. Le celebrazioni vedranno l'epilogo del 2002 nel mese di novembre, con un convegno nel quale si tenterà di far luce, dal punto di vista storico, politico, economico, sociale e religioso, sulla 'Toscana ai tempi di Arnolfo'.
E dal momento che, sfortunatamente, Arnolfo non ha lasciato nessuna sua opera nella cittadina che lo ha visto nascere, circa settanta grandi pannelli che riproducono i suoi lavori più significativi - e di certa attribuzione - sono disseminati nei luoghi pubblici di Colle, come a voler sottolineare l'affetto che la cittadina toscana nutre per il suo
Arnolfo da Colle
figlio più illustre.

Ufficio Cultura Comune di Colle di Val d'Elsa, tel. 0577 912260, e-mail culturacolle@editnet.it

Francobollo celebrativo per Arnolfo di Cambio. In alto la navata centrale del duomo di Firenze. A destra la facciata, nel disegno originale di Arnolfo. In basso la presunta casa natale, a Colle alto.