Da Capo a Bocca d’Arno, un racconto di attività e persone lungo il fiume, con il fiume

Scritto da Antonio Comerci |    Gennaio 2017    |    Pag. 41

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

maldifiume

Simona, Sergio e Samuele nell'Oasi della Bandella - Foto P. Guerreschi

Il libro

Percorrere a piedi i 241 chilometri dell’Arno, dalla sorgente alla foce, non è un’avventura… “Non siamo mica sull’Orinoco”, dice Sergio di Rignano, detto l’Indiano, “per non rammentare come tutti il Rio delle Amazzoni”. Non è un’avventura ma una scoperta continua, sì.

E ci sorprende, leggendo l’ultimo libro di Simona Baldanzi, Maldifiume, quante storie ci sono lungo le sue sponde, e quanta gente cerca di vivere lungo il fiume, con il fiume. Il “mal di fiume” non è, come il mal di mare, un disagio, un malessere, ma una vertigine, come la “sindrome di Stendhal” di fronte ai capolavori d’arte.


Cos’è per Simona Baldanzi il Maldifiume e perché è tutto attaccato?

«È la parola che non esisteva e che serve a descrivere la sensazione che ho provato, tutto attaccato proprio come il fiume. Non è solo la nostalgia, la bellezza da vertigine che si prova uscendo dall’acqua, lo sbandamento che si ha camminando a fianco della corrente. È un sentimento che da una parte ti fa star ferma come a depositarti sul letto del fiume e dall’altra ti spinge ad andare avanti come l’acqua. Noi tutti siamo come i fiumi, più di quanto si possa immaginare».


Anche il precedente libro, Il Mugello è una trapunta di terra (Laterza), è il racconto di un cammino dalla Barbiana di Don Milani a Monte Sole, luogo di uno dei tanti eccidi nazisti nell’Appennino nella seconda guerra mondiale.


Che differenza c’è fra il percorso nel Mugello del libro di due anni fa e quello lungo l’Arno?

«Quello lungo l’Appennino è un percorso noto: sai cosa t’aspetta, la natura e la storia prevale su tutto. Il fiume è un serpente naturale in movimento, non è un sentiero e non lo puoi prevedere fino in fondo: ti devi adattare al suo andamento. Lungo l’Arno prevale la costruzione collettiva. È stato un viaggio lento con tante altre persone, che si è arricchito via via che raccoglievo ospitalità e storie, come affluenze di acque».


A Simona piace studiare, ricercare sui libri: «ho una smania di ricerca che non si placa». Ma sull’Arno, scrive, non si riesce a fare ricerca storica, bisogna conoscere il territorio e parlare con la gente.


Si può dire che Maldifiume è il libro che mancava?

«Un autore è contento se il proprio libro avrà lunga vita. Io spero che Maldifiume inviti a muovere passi intorno ai fiumi, all’Arno, ma non solo. Se si torna a voler bene all’acqua vicina, se si va alla scoperta di acque diverse e lontane, ci sarà più contagio di bellezza e difesa del bene comune. Molti che stanno leggendo mi dicono che vanno alla ricerca dei luoghi e delle persone di cui ho scritto. Se Maldifiume mette in moto e in collegamento le collettività che ha raccontato, con i lettori e le altre collettività, io e chi ha curato questo libro ne saremo molto soddisfatti».


L’ultimo lavoro di Simona Baldanzi è un racconto di acqua, passi e gente d’Arno, come recita il sottotitolo di Maldifiume. Dove i racconti delle persone che Simona incontra s’intrecciano con i suoi ricordi e la sua storia.


Qual è la storia o la situazione che ti ha colpito di più in questo viaggio da Capo a Bocca d’Arno?

«Voglio un gran bene a ognuna. Ma qui mi preme ricordare Tito, il sarto delle barche incontrato al Museo dei Maestri d’ascia a Limite. Tito mi ha regalato con parole semplici e schiette la storia della sua vita passata a costruire barche di legno. Ha negli occhi ancora la luce di quando da piccolo fuggiva dal controllo della mamma per andare a vedere il varo della nave sulle rive del fiume. Tito ha l’energia di chi ha fatto il lavoro che gli piace, quel segreto della felicità di cui scriveva Levi nel romanzo La chiave a stella. In tempi come questi sembra di ascoltare dei pazzi pretenziosi. Tito è in pensione, ma molti giovani stanno recuperando mestieri e lavori nuovi intorno all’acqua con passione. Per fortuna se ne trovano di queste follie, lungo il fiume».



Simona Baldanzi, Maldifiume, Ediciclo editore, pagg. 235, 15 euro, alla Coop 13,50 euro

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