Intervista a Michele Ventura

Aria nuova nel commercio
Varato poco meno di un anno fa, il decreto Bersani (D.L. 114/98), che disciplina l'intero settore del commercio, con la fine di aprile avrà completa efficacia normativa. Abbiamo chiesto all'assessore regionale alle attività produttive di fare un po' il punto della situazione.

Qual è il giudizio sulla riforma e come si è mossa la Regione Toscana per definire gli indirizzi commerciali e i criteri urbanistici?
'Il decreto ha introdotto importanti innovazioni in un settore interessato da fenomeni di stagnazione delle attività delle piccole imprese e da un forte dualismo tra le forme distributive tradizionali e la grande distribuzione. Il giudizio, quindi, non può che essere positivo. Il decreto ha sostanzialmente dettato norme più semplici per l'esercizio dell'attività dei piccoli negozi e per il rilascio delle autorizzazioni delle medie e grandi strutture di vendita, ridefinendo le dimensioni di ciascuna tipologia. Ha inoltre affidato alle Regioni il compito di definire i nuovi criteri e indirizzi rispetto alla programmazione commerciale e agli aspetti urbanistici. Il decreto ha quindi sospeso per un anno le autorizzazioni per la grande distribuzione per lasciare il tempo alle Regioni di ridisegnare la materia'.

Entro questo mese la Regione Toscana sarà in grado di emanare le direttive in materia di commercio?
'L'impegno a cui sono chiamate non è di poco conto, ma posso assicurare che tutte le Regioni hanno attivato un confronto con le diverse componenti delle rispettive realtà e che le condizioni per una veloce conclusione del lavoro ci sono tutte. La Regione Toscana è molto avanti e la scadenza sarà rispettata'.

E' già iniziato il dialogo con i Comuni delle grandi aree metropolitane della Toscana?
Il decreto prevede la possibilità di considerare espressamente le aree metropolitane nel programmare la rete commerciale. La proposta di legge regionale e il regolamento individuano due aree commerciali metropolitane: quella di Firenze-Prato-Pistoia e quella di Pisa-Livorno. La Regione attribuisce un ruolo forte alla concertazione tra gli enti locali e per queste aree la Regione intende assumere un ruolo di promotrice di specifiche intese di programmazione. Nell'area fiorentina il confronto e il dibattito sulle possibili scelte da compiere per l'insediamento di grandi strutture commerciali è vivace. La Regione non aspetta certo l'entrata in vigore della nuova normativa per affrontare queste problematiche. Già sono stati fatti incontri, sia in sede politica che tecnica, tra i Comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa, così come con Prato e Campi Bisenzio'.

La Toscana non ha una presenza elevata di grande distribuzione, come valuta la situazione la Regione?
'Credo che ogni realtà abbia le proprie peculiarità. Ritengo controproducente una politica protezionistica rispetto ad una tipologia distributiva, ma sono anche convinto che il grado di sviluppo di un territorio non si possa misurare in metri quadri di superficie di vendita di grande distribuzione. E' necessario superare il dualismo esasperato tra commercio tradizionale e grande distribuzione. Del resto la Toscana, se si rapporta la superficie delle grandi strutture alla popolazione, non è così 'fuori media' come si dice. La novità della normativa regionale è rappresentata dall'integrazione tra le varie forme di vendita. Ad esempio viene lasciato il massimo spazio per il potenziamento degli esercizi di vicinato e delle medie strutture e nel contempo non si stabiliscono contingenti rigidi per periodi determinati per la grande distribuzione. Saranno i Comuni a garantire un sviluppo equilibrato del sistema distributivo. La Regione si è preoccupata di individuare parametri e criteri precisi per l'insediamento delle strutture commerciali in termini di parcheggi, viabilità, compatibilità ambientale ecc., puntando soprattutto al recupero del patrimonio edilizio ed evitando il consumo di territorio'.

Qual è la rete commerciale prefigurata dalle normative regionali?
'Non vi è dubbio che una moderna rete distributiva garantisca al consumatore un più facile accesso a prodotti ed un equilibrato rapporto qualità/prezzo. La Regione Toscana intende perseguire questo obiettivo, eliminando definitivamente quegli ostacoli burocratici e procedurali che possono aver rallentato l'innovazione nel settore distributivo. Ma gli obiettivi di tutela del consumatore e di modernizzazione ed efficienza del settore sono una priorità che deve interessare anche i piccoli e medi esercizi commerciali. Le premesse per garantire un salto di qualità del sistema sembrano esserci e le proposte di legge, il regolamento e le direttive che il 22 febbraio la Giunta ha approvato offrono buoni strumenti per concretizzare gli obiettivi che ci siamo posti. Sono anche convinto che dal confronto in atto e dall'ulteriore lavoro che il Consiglio regionale saprà svolgere potranno scaturire ulteriori miglioramenti'.